Una tradizione secolare che si ripete ogni anno a Trecase e che vede la costruzione del grandissimo falò che conclude i festeggiamenti del santo la sera del 17 gennaio: un misto di religiosità, folklore, tradizioni e partecipazione.
Venerdì si festeggia S. Antonio Abate, protettore del fuoco e degli animali. Presso la Parrocchia di S. Antonio di Padova, il parroco Don Giuseppe Cesarino, in collaborazione con l’associazione “Piccoli amici”, invita tutti alla benedizione degli animali che dovranno essere custoditi in maniera adeguata con guinzagli, museruole e trasportini. Il programma prevede alle 18.30 la Santa Messa e a seguire la benedizione di tutti gli amici pelosi.
Alle 19.30 si terrà poi l’esibizione dei cani dell’associazione cinofila “Cani sciolti” di Boscoreale, con gli istruttori Giovanni Borriello e Fabrizio De Rienzo. Mentre alle 20.30 avverrà l’attesa accensione del tradizionale “fucarazzo” di S. Antonio. Una tradizione secolare che si ripete ogni anno e che vede la costruzione del grandissimo falò conclude i festeggiamenti del santo con la sua accensione la sera del 17 gennaio, un misto di religiosità, folklore, tradizioni e partecipazione.
L’iconografia di S. Antonio Abate lo raffigura, infatti, vicino ad un fuoco, bastone col campanello e circondato da animali. La festa del fuoco si celebra in diversi luoghi del Paese, da Nord a Sud e racconta l’identità culturale di territori contadini, di radici che affondano in tempi antichissimi. Un evento unico e carico di simboli che si muovono tra sacro e profano dove il ruolo del fuoco è centrale: se il falò è stato preparato a regola d’arte ecco che subito si leva la vampata purificatrice, taumaturgica e fecondatrice capace di scacciare il male con la roba vecchia facendo spazio al nuovo. Il mucchio diventa brace e cenere: anticamente se ne raccoglieva un po’ per portarla in casa e preservarla dal male.
(Fonte foto: Rete Internet)





