25 aprile, l’abbraccio di Acerra a Mattarella. Colloquio Di Maio-De Luca. La rabbia del vescovo (foto)

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Stamane gli acerrani hanno salutato il presidente della Repubblica. L’omaggio ai caduti della strage. Di Donna infuriato con il presidente della Regione. Intanto c’è stato un colloquio riservato tra De Luca e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio 

 

“Nella celebrazione del 25 aprile la mia presenza serve qui anche per ricordare la mia vicinanza a questo territorio, alle sue esigenze e alle questioni di carattere sociale e ambientale”. Sergio Mattarella ha racchiuso in queste poche ma chiare parole una parte del significato del suo arrivo stamattina ad Acerra, una visita voluta soprattutto per omaggiare le 84 vittime civili, donne, vecchi, bambini, della strage nazista del 2 ottobre 1943.  Poche parole ma significative dicevamo. Un intervento, quello pronunciato nel cortile del Castello dei Conti, l’antico castello cittadino, seguito al discorso del sindaco della città, Raffaele Lettieri, che ha ricordato la necessità di “proseguire senza soste, com’è stato fatto del resto, sul fronte dello sviluppo del territorio di cui lo strategico progetto del Parco dei Regi Lagni fa parte”.  Al sindaco Lettieri Mattarella ha pregato di portare i suoi, personali, saluti alla città. Le frasi del sindaco sono state in qualche modo rafforzate dal successivo intervento del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, che nel rammentare “il sacrificio del popolo della Resistenza alla barbarie nazista e fascista” ha trovato il tempo di affermare che “Acerra è ormai ex Terra dei Fuochi” e che “è la città più monitorata e controllata sul fronte delle emissioni nell’aria”.

Toccante poi il racconto di Isabella Insolvibile, storica napoletana che ha riferito nei minimi dettagli la raccapricciante strage di Acerra, un massacro di civili operato anche contro bambini inermi di appena un anno da un’unità della divisione Goering dell’esercito tedesco. Il capo dello Stato ha infine chiuso la manifestazione con il suo messaggio, dopo essere prima passato per il largo Soriano, a qualche centinaio di metri di distanza dal Castello, dove ha omaggiato la lapide che ricorda le vittime della strage, avvenuta proprio in quei paraggi, e dopo aver sfilato tra la folla di piazza Castello, davanti alla fanfara dei bersaglieri. Al suo discorso sotto il tendone azzurro, allestito nel cortile del maniero medievale, hanno assistito, tra gli altri, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il ministro per il Mezzogiorno, Mara Carfagna, il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, Vincenzo Amendola, il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, il sindaco del Comune e dalla Città Metropolitana di Napoli , Gaetano Manfredi, il prefetto, Claudio Palomba, e il questore, Alessandro Giuliano. Presente una folta delegazione degli alunni delle scuole elementari e medie.

“Sono qui – ha aggiunto Mattarella – affinché non venga dimenticato il sacrificio del popolo del Mezzogiorno durante la seconda guerra mondiale, durante la lotta di Resistenza che, seppure consumata soprattutto al Nord, ha conosciuto anche qui, nel Sud, a Napoli, ad Acerra, momenti di gloria che devono essere ricordati a tutti gli italiani. Emblematico il sacrificio del popolo acerrano, che dopo essersi opposto alle deportazioni dell’invasore tedesco ha subito una terribile rappresaglia, la più grave di quelle avvenute al Sud”. Inevitabile a questo punto il riferimento alla guerra in Ucraina: “Avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra che mette in pericolo tutti”. La manifestazione è stata chiusa con “un viva la Liberta, viva la Repubblica” del capo dello Stato, un’esclamazione, comunque smorzata dal consueto tono pacato del presidente, da cui è scaturito l’applauso dei presenti. Mattarella ha quindi rapidamente guadagnato l’uscita. All’esterno la folla lo ha salutato con affetto. Il presidente si è anche avvicinato a un piazzaiolo che voleva dargli una pizza appena sfornata. Ma non sono mancate le polemiche. Al termine dell’evento un ambientalista si è avvicinato al governatore De Luca rimproverandogli quella espressione, “ex Terra dei Fuochi”, usata dal presidente della giunta regionale durante il suo discorso. Non è finita. La tensione a distanza è giunta al culmine quando il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, dopo che Mattarella era ormai andato via, si è lasciato andare, davanti a tutti, a una frase sarcastica. “Gioite, siete ex Terra dei Fuochi ! Gioite!”, l’amara ironia del prelato. Subito dopo monsignor Di Donna ha rilasciato alle televisioni una serie di dichiarazioni piuttosto dure nei riguardi del presidente dell’esecutivo campano, accusato sostanzialmente di “negare la difficilissima situazione ambientale che stiamo vivendo”.  In quel frangente però l’attenzione era puntata anche su un altro avvenimento, che ha visto protagonista proprio De Luca. Proprio a pochi metri dal vescovo  il governatore ha tenuto un colloquio improvvisato, durato meno di mezz’ora, con il ministro Luigi Di Maio, che poco prima era stato anche lui acclamato dalla folla assiepata in piazza. Il faccia a faccia tra i due, più che riservato, si è consumato in un salotto all’aperto allestito sotto la cinta muraria del Castello. Top secret quello che si sono detti Di Maio e De Luca, ovviamente. Ma in questi giorni si sta parlando molto dei futuri assetti in giunta e in consiglio regionale.

Nella Regione Campania il Movimento Cinque Stelle è all’opposizione. Non è così né al governo né al Comune di Napoli, dove regge l’alleanza con il PD. E sullo sfondo di questa situazione si staglia l’appuntamento elettorale imminente: le comunali di giugno. Quando cioè si voterà anche ad Acerra e in altri comuni strategici del Napoletano.

Il presidente della Repubblica sfila davanti alla fanfara dei Bersaglieri in piazza Castello ad Acerra
l presidente della Repubblica sfila davanti alla fanfara dei Bersaglieri in piazza Castello ad Acerra
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in piazza Castello
Il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, a sinistra, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, di spalle, a destra, si avviano a tenere il colloquio riservato dopo aver salutato Mattarella in partenza per Roma
Il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, a sinistra, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, di spalle, a destra, si avviano a tenere il colloquio riservato dopo aver salutato Mattarella in partenza per Roma
Il vescovo di Acerra ironico con De Luca
Il vescovo di Acerra ironico con De Luca