Vigile eroe stroncato dal cancro: dal governo un premio alla memoria

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Costa consegna alla vedova di Liguori la benemerenza ministerial

Cerimonia a Pomigliano. Sergio Costa ha consegnato  alla vedova di Michele Liguori la benemerenza e la medaglia d’oro del ministero dell’Ambiente     

 

A nove anni dalla morte per un doppio tumore il ministero della Transizione Ecologica ha conferito a Michele Liguori la benemerenza e la medaglia d’oro al merito. E’ il primo riconoscimento formale delle istituzioni dello Stato al vigile eroe del Comune di Acerra che lottava contro lo scarico selvaggio di rifiuti tossici. L’encomio alla memoria è stato consegnato dall’ex ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a Maria Di Buono, vedova del poliziotto municipale “acchiappa discariche”.

Ma la cerimonia, organizzata dal Comune di Pomigliano nei saloni della ex Distilleria, è stata anche l’occasione per rilanciare la questione ambientale. Nella sala delle Capriate sono stati chiamati a raccolta i caschi bianchi dell’hinterland napoletano e gli alunni delle scuole, riuniti attorno alla proiezione di “Veleno: non potevo far finta di niente”, docufilm prodotto dalla Cgil dei lavoratori della funzione pubblica della Campania. E’ un filmato choc che descrive, attraverso alcune testimonianze, il difficile lavoro di Liguori, riconosciuto post mortem dall’Inail vittima nell’adempimento dei suoi doveri per il cancro che lo colpì mentre investigava sugli sversatoi abusivi.

Una malattia letale lo stroncò in poco tempo, a 59 anni, era il gennaio del 2014. “Mio marito non sapeva a cosa andasse incontro”, le parole di Maria Di Buono pronunciate mentre Costa le consegnava la benemerenza d’oro, il cui iter finalizzato al conferimento era stato avviato proprio dall’ex responsabile del dicastero dell’Ambiente. “Michele fu isolato – ha tenuto a ribadire la moglie del vigile eroe – ad Acerra il nucleo di polizia ambientale era solo lui. Abbiamo però messo dei semi che stanno germinando: mio marito ha lasciato il testimone ad Alessandro Cannavacciuolo”. In sala c’era infatti anche il giovane ambientalista di Acerra. “L’evento di oggi è la prova che una parte dello Stato sta iniziando a riconoscere l’opera di Michele Liguori”, l’intervento di Cannavacciuolo .

“Michele – ha ricordato l’ecologista che da tempo denuncia le illegalità in Terra dei Fuochi – fu costretto da una politica affaristica a fare il custode dell’ex municipio di Acerra, il Castello Baronale. Là non aveva nemmeno il bagno”. “Un esponente delle forze dell’ordine gli disse che poteva fare la pipì nel cortile del Castello”, lo sconfortante aneddoto raccontato dalla vedova del vigile nel docufilm girato da Rosaria Della Ragione. “Il messaggio di Michele Liguori – ha detto la regista durante il convegno – è quello della noce nel sacco che fa rumore. Bisogna fare così se vogliamo iniziare a smuovere le coscienze”.

Esortazioni ma anche critiche. Biagio Chiariello, comandante della polizia municipale di Arzano, sotto scorta per le minacce subite dalla camorra, non ha risparmiato stoccate alla sua stessa categoria: “Solo alcuni comandi di polizia municipale hanno lottato e lottano come faceva Michele. Purtroppo ormai è pure vietato parlare di Terra dei Fuochi”. “Eppure Liguori ha lavorato da solo ma non si è mai fermato”, il ricordo di Alessandra Cioffi, poliziotto municipale e sindacalista della Cigl Funzione Pubblica. L’amarezza ha spesso preso il posto alla speranza.

“Abbiamo incontrato resistenze anche solo per ricordare Michele”, la stizza di Luigi Maiello, comandante della municipale di Pomigliano. E il sindaco della città delle fabbriche, Gianluca Del Mastro, rivolgendosi all’ex ministro Costa, appena eletto deputato tra le fila del Movimento Cinque Stelle, ha voluto far notare che anche tra le istituzioni c’è chi si impegna.

“Ricordo – l’episodio raccontato dal primo cittadino di Pomigliano – quando durante la campagna elettorale del 2020 portai il ministro dell’epoca Sergio Costa davanti a una grande discarica abusiva della città. Mi rispose che la fece sequestrare proprio lui, quando era comandante della forestale”. L’ex responsabile del dicastero dell’Ambiente ha quindi rivolto un appello agli alunni delle elementari accovacciati davanti a lui: “Aprite le porte della vostra sensibità: fate come Michele, che non ha voluto far finta di niente”.

Michele Liguori