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Un interessante modello culturale: il concerto del tenore Aniello Sepe e del Coro degli alunni della “ Scotellaro”

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Il 20 dicembre, nella Chiesa di San Gennaro a San Gennarello di Ottaviano, il tenore Aniello Sepe ha incantato con la sua voce, e i ragazzi dell’I.C. “Scotellaro” hanno dimostrato quanto prezioso fosse stato il “laboratorio” che essi avevano condotto con lui.

Mentre si discute se scuola e lavoro devono essere collegate o se la cultura è una variabile indipendente, noi diciamo che la scuola deve essere collegata prima di tutto al territorio e non ci stancheremo mai di sottolineare il valore educativo del canto e della musica. Canto e musica sono educazione concreta a valori essenziali: il lavoro di gruppo che non mortifica le abilità individuali, l’ approfondimento culturale, la percezione diretta e immediata dell’importanza del ritmo e della bellezza dell’armonia, la consapevolezza che le doti naturali non bastano, se non sono sostenute e potenziate dalla tecnica. E dunque l’I.C. “R.Scotellaro” di San Gennarello di Ottaviano ha chiesto al tenore Aniello Sepe non solo di inserire il Piccolo Coro della Scuola nel concerto che si è tenuto il 20 dicembre nella Chiesa dedicata a San Gennaro Martire, ma ha voluto che il Maestro, che già nel recente passato ha sottolineato sul nostro giornale l’importanza che egli conferisce al rapporto con le scuole, incominciasse, con una vera e propria attività di laboratorio, a educare i ragazzi al controllo della voce, e alla scoperta dei primi, essenziali “segreti” della tecnica.

Il Dirigente dell’ I.C. “ R.Scotellaro”, prof. Carmine Strocchia, a cui facciamo l’augurio di un lavoro proficuo, ha riconosciuto in un suo commento che Aniello Sepe è riuscito “in poche settimane” a fare “di tante voci un’anima sola”: e non c’è chi non veda la chiara natura didattica di questo significativo elogio, al di là dell’ omaggio sincero all’arte del Maestro, che si colloca ormai tra i più importanti tenori del nostro tempo, come dimostra l’entusiastica ovazione che il folto pubblico ha tributato alla sua interpretazione di “ Nessun dorma”, un “pezzo” che fa tremare le vene e i polsi, e di “Non ti scordar di me”. Ma bisogna anche dire che i ragazzi del Coro avevano già una valida impostazione musicale, grazie al lavoro prezioso dei docenti dell’ Istituto, e, diciamolo, anche alla passione dei ragazzi stessi e delle loro famiglie. Il nostro augurio è che questo laboratorio resti a lungo aperto, per rispondere alle attese degli alunni, per non disperdere il patrimonio di valori che essi hanno già acquisito, e per permettere agli alunni e ai docenti di ascoltare i preziosi suggerimenti, teorici e pratici, di Aniello Sepe.

Tra i valori di questa esperienza io metto anche l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno cantato “L’ albero di Natale”, “Tu scendi dalle stelle” e “L’inno a San Gennaro”, e con cui hanno accolto gli applausi, essendo consapevoli del fatto che in quegli applausi non c’era solo l’affetto del pubblico, ma anche l’oggettivo riconoscimento della loro bravura, testimoniata, per esempio, dall’abilità con cui hanno saputo rendere le “scale” dei colori musicali di “ Tu scendi dalle stelle”, un canto che sembra facile, ma non lo è.

Memorabili sono stati i duetti che Aniello Sepe e la soprano Silvana Tamajo hanno intrecciato cantando insieme “ Parigi, o cara” e “Bianco Natale”, e raffinata è stata l’interpretazione che la soprano ha offerto della “Vergine degli angeli”. Il pianista Giovanni Sepe, il trombettista Vincenzo Guida e il violinista Vittorio Sbordone hanno “tirato fuori” dai loro strumenti prodigi di arte originale e di tecnica. Angelarosa Bifulco, allieva dell’ I.C. “Scotellaro” , ha dimostrato che è già una certezza come cantante lirica, e ha confermato, con l’evidenza della testimonianza diretta, che certi risultati si possono raggiungere solo se le “eccellenze” e le istituzioni del territorio, e cioè le Scuole e le Amministrazioni Comunali, riescono a costruire, insieme, e a realizzare, insieme, progetti di vasto respiro.

La Chiesa di San Gennaro Martire è stata una “scena “perfetta: l’ architettura sembrava che “rispondesse” a certi passaggi musicali. Alla fine il pubblico ha tributato un lungo e giusto applauso anche al parroco Don Raffaele.

Il tenore Aniello Sepe
Il tenore Aniello Sepe

 

 

 

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