La “mediocrazia” della nostra società (Marco Bentivogli, la Repubblica, 7 agosto),i ricchi diventati più ricchi e i poveri più poveri, l’egoismo, la cultura della violenza, dell’inganno e della frode, la dissoluzione dello spirito di comunità sono colpa solo della pandemia?
Il verbo “desiderare” è connesso in latino alle costellazioni di cui gli auguri consideravano indispensabile la presenza in cielo quando cercavano di “capire” il “segno” del futuro. Perché il fenomeno delle stelle cadenti è ricco di valori simbolici presso tutte le religioni.
Il cielo stellato dipinto da Van Gogh nel quadro che apre l’articolo non mi pare che si interessi troppo dei problemi degli uomini. Il “Cielo” di Pascoli invece…
Prima di tutto, anche se l’articolo esce l’ 11 agosto, i tempi sono rispettati: certo, il giorno di San Lorenzo è il 10, ma lo sciame meteorico della costellazione delle Perseidi – qui nasce il fenomeno delle stelle cadenti -dura almeno fino al 18 agosto.
Pochi fenomeni naturali sono stati “caricati” di significati simbolici come questo delle stelle che sembra che cadano, e forse fingono di farlo: è un fenomeno eterno e universale, e poi la notte e il cielo stellato sollecitano da sempre l’immaginazione “mitologica” dell’umanità. I seguaci di Zoroastro, il profeta iranico, credevano che le meteoriti nascondessero nella loro intensa luminosità streghe e demoni costretti a fuggir via dalla volta celeste.
Nell’antica Grecia il fenomeno fu collegato alla storia di Fetonte, che ottiene dal padre Elio – Sole il privilegio di guidare il carro del Sole, ma combina tanti guai che il padre stesso – o invece Zeus – è costretto a colpirlo con la folgore e a fermarlo per sempre: e il corpo dell’incapace, che avvolto nelle fiamme precipita nel Po, evoca l’immagine della stella del cade e di quei desideri che devono restare tali, e che non devono mai essere soddisfatti.
In Grecia, e poi a Roma, dove il mese di agosto prese il nome da Augusto, questo era il tempo dedicato al culto di Priapo, il “dotato” dio della fecondità delle donne, degli uomini, della natura: e dunque le stelle cadenti i Greci e i Romani incominciarono a vederle come segni dei “semi” fecondi che, durante le falloforie – le processioni in onore di Priapo – i sacerdoti chiedevano al ben attrezzato dio di spargere sulla terra.
Una memoria delle falloforie è nell’ invito in lingua napoletana: “levat’’a ‘nanz…’o. ecc. ecc., che noi rivolgiamo a coloro che, come scrive Camilleri, ci rompono i cabasisi. Questi riti incominciarono a diffondere l’usanza di esprimere un desiderio, nella speranza che il dio contribuisse a realizzarlo. Il verbo latino “desiderare”, composto dal “de” privativo e da “sidera”, le stelle, indicava nel linguaggio dei sacerdoti “augures” “l’assenza delle costellazioni” necessarie per trarre gli auspici: e dunque il “desiderium” era seguito dal “votum”, dalla ferma richiesta agli dei di far apparire le costellazioni.
Questo complicato apparato di immagini e di sensi semplici e doppi i Cristiani prima lo purificarono e poi lo collegarono al culto del martire Lorenzo, che i Romani fecero morire, secondo alcuni storici, su una graticola rovente, nel crepitio delle fiamme vive. Le stelle cadenti sarebbero il simbolo di queste fiamme, ma anche della generosa disponibilità di Dio a soddisfare i nostri desideri degni di essere soddisfatti.
Mi pare giusto ricordare che Lorenzo è tra i patroni di Firenze, e che i Medici lo venerarono con grande devozione. Perciò Bernardetto e Giulia vollero che anche il feudo di Ottajano avesse una chiesa a lui consacrata. Il padre di Giovanni Pascoli venne ucciso la sera del 10 agosto, mentre tornava a casa e “portava due bambole in dono”(poesia “X Agosto”).
Il poeta vide nelle stelle cadenti il “pianto” con cui il “Cielo dall’alto dei mondi/ sereni, infinito, immortale” inonda “quest’atomo opaco del Male”. Le stelle cadenti di questo 10 agosto 2021, e delle notti seguenti, vedranno che la loro luce viene offuscata dal “mostro” dei vapori e delle fiamme che stanno devastando la Terra e che il Male di quest’ “atomo opaco” è l’ incredibile miscuglio dell’ incompetenza, dell’ imprudenza e del cinico e ottuso egoismo di un’umanità che non pensa al domani dei suoi figli e che indica la pandemia come la causa prima del dissolvimento dello spirito di comunità: anche come bugiardi valiamo poco, perché è da tempo che abbiamo incominciato a percorrere, a qualsiasi livello, la strada del “ mi importa solo di me, e degli altri non me ne frega un cavolo”.
I giornali, la Tv, i “social”, i ministri e i loro cortei “pronunciano” ad ogni ora del giorno le parole “ripartenza” e “ripartire”: ma per ripartire veramente è necessario che ognuno di noi acquisti, coraggiosamente, la consapevolezza dell’abisso in cui siamo precipitati, anche per colpa della pandemia, ma non solo per colpa della pandemia.
Il coraggio della piena consapevolezza: questo dobbiamo chiedere alle stelle cadenti.

![Van Gogh, La notte stellata [1888] Van Gogh, La notte stellata](https://www.ilmediano.com/wp-content/uploads/2021/08/van-Gogh-La-notte-stellata-1888.jpg)