Dopo le ultime forti scosse di terremoto avvenute a Napoli, il rischio vulcanico viene preso in grande considerazione.
La preoccupazione ormai è alle stelle. Gli ultimi eventi sismici che hanno coinvolto la città di Napoli hanno messo in allarme diverse zone territoriali e, proprio per questo, è stato creato un piano di evacuazione apposito per le zone rosse e gialle, come si evince dal decreto emanato da Palazzo Chigi. Si tratta di analizzare il rischio nelle diverse zone, mettere in sicurezza gli edifici e pianificare un’evacuazione nei prossimi tre mesi.
Allo stato attuale, secondo il vecchio piano, ci sono due metodi di evacuazione: uno autonomo e all’altro assistito. Chi scegli il secondo, dovrà attenersi alle regole imposte dallo stato e trasferirsi nelle province gemellate con l’aiuto della Protezione Civile che porterà gli sfollati dalle aree di attesa del proprio comune di residenza fino alle aree di incontro tramite i bus regionali. Dopodiché avverrà il trasferimento presso i punti di prima accoglienza della regione gemellata raggiungibile con treni, pullman e navi. Il maggior rischio sono i Campi Flegrei soprattutto a causa del vento che va verso est, per cui le zone rosse sono tutte quelle che si trovano in prossimità di quell’area, mentre le altre, che sono considerate zone a più basso rischio, sono gialle.
Ecco le regioni gemellate con le varie zone ad alto rischio:
Arenella-Veneto
Bagnoli-Basilicata e Calabria
Chiaiano e Scampia-Friuli Venezia Giulia
Chiaia e parte di San Ferdinando-Sicilia
Fuorigrotta-Lazio
Pianura-Puglia
Posillipo-Sardegna
Soccavo-Emilia Romagna
Vomero-Piemonte e Valle d’Aosta

