Rogo tossico tra Marigliano e Mariglianella

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  Paura e disagi lungo la Variante tra Marigliano e Mariglianella, dove un incendio di vaste proporzioni ha sprigionato una nube di fumo nero ben visibile anche a grande distanza. Il rogo si è sviluppato in un’area a ridosso della carreggiata, avvolgendo rapidamente la zona e creando una situazione di forte criticità per la circolazione stradale. Gli automobilisti in transito si sono trovati improvvisamente immersi in una cortina di fumo denso, con visibilità ridotta e odore acre nell’aria. In molti hanno rallentato o accostato, mentre sui social iniziavano a circolare immagini impressionanti del fumo che si alzava nel cielo. La nube ha superato i confini comunali, risultando visibile persino da Acerra e da altri centri dell’area nord della provincia di Napoli. L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato tempestivo, con più mezzi impegnati per domare le fiamme ed evitare che l’incendio potesse estendersi ulteriormente. In parallelo, le pattuglie hanno gestito il traffico per garantire la sicurezza degli utenti della strada e consentire le operazioni di soccorso. Restano da chiarire le cause dell’incendio, così come la tipologia dei materiali andati a fuoco. L’episodio ha comunque riacceso la preoccupazione dei residenti, che chiedono maggiori controlli e prevenzione in una zona spesso teatro di roghi e criticità ambientali. Le autorità competenti stanno monitorando la situazione, anche per valutare eventuali ripercussioni sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica.

Spengono l’incendio di un’auto e salvano occupanti dell’auto: lettera di encomio per 3 volontari

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ACERRA – Spengono l’incendio di un’auto e mettono in sicurezza sia gli occupanti della vettura che tutta l’area: lettera di Encomio Speciale per tre volontari della Protezione Civile di Acerra. Con una cerimonia che si è tenuta questa mattina in Municipio in presenza dell’assessore al ramo Francesca La Montagna e del Coordinatore del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Acerra Salvatore Picardi, il sindaco Tito d’Errico ha consegnato una Lettera di Encomio Speciale ai volontari del GCVPC Giovanni Rollo (vicecoordinatore del Gruppo), Antonietta Sapio e Giovanni Terracciano. I tre componenti della Protezione Civile locale, infatti, nel tardo pomeriggio dello scorso 11 Gennaio, non in servizio, mentre attraversavano in un’auto privata via Umberto Nobile all’incrocio del corso Italia, all’altezza della Clinica Villa dei Fiori notavano una colonna di vetture ferme e del fumo. Una macchina a gpl, nello specifico, era avvolta dalle fiamme: i tre volontari intervenivano tempestivamente adoperando sia mezzi di fortuna che il kit di cortesia presente nell’auto del volontario riuscendo a spegnere le fiamme e mettendo in sicurezza sia gli occupanti della vettura oggetto dell’incendio (una famiglia di tre persone) che tutta l’area. L’incendio, così, veniva subito bloccato non consentendo alle fiamme di entrare nell’abitacolo, in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco e della Polizia di Stato. “Ho sentito il dovere istituzionale di esprimere le mie più sentite congratulazioni e la mia stima per l’ammirevole gesto di valore che corrisponde in pieno ai principi di umanità e responsabilità che il servizio di volontariato richiede – sottolinea il sindaco nella lettera di Encomio Speciale – un comportamento professionale effettuato in una situazione emergenziale, a testimonianza di un’azione che rientra nello spirito di Protezione Civile, sempre pronto a tutelare la collettività. Una prova di alto senso civico e di spiccata sensibilità, un esempio positivo per l’intera società che merita il Riconoscimento di un ‘Encomio Speciale’. Un gesto che rafforza il valore della solidarietà, elemento sul quale si fonda la comunità acerrana”.

Stellantis, allarme Pomigliano: -21,9% di vetture e stabilimento sempre più fragile

Emerge un quadro di forte difficoltà per lo stabilimento automobilistico di Pomigliano d’Arco, dove la crisi produttiva nel 2025 ha assunto caratteri strutturali. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, i dati evidenziano un calo complessivo della produzione del 21,9% rispetto all’anno precedente, con poco più di 131mila vetture assemblate e un ricorso esteso agli ammortizzatori sociali. Da luglio è in vigore un contratto di solidarietà che coinvolge in media il 39% dell’organico.

Il rallentamento è legato a un mix produttivo sempre più fragile. La Panda, modello cardine dello stabilimento, registra una flessione a doppia cifra, mentre la Tonale accusa un calo ancora più marcato. A incidere in modo determinante è stata anche l’uscita di scena definitiva della Dodge Hornet, la cui produzione è stata interrotta dopo meno di tre anni. Il SUV destinato al mercato statunitense veniva assemblato sulle stesse linee della Tonale e rappresentava una componente importante dei volumi complessivi.

Il sito campano risulta così quello con la contrazione più rilevante tra gli impianti italiani, con ricadute dirette sull’indotto e sull’occupazione. Le organizzazioni sindacali chiedono un’accelerazione sui tempi del piano industriale e maggiori investimenti, ritenendo non più sostenibile un’attesa fino al 2028 in un contesto di mercato così instabile.

Anche sul piano istituzionale cresce l’attenzione. La vertenza è approdata al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove viene sollecito un chiarimento sulle strategie di Stellantis per la saturazione degli stabilimenti italiani. Dal territorio, amministrazione comunale e rappresentanti politici regionali sottolineano il valore dello stabilimento non solo come polo produttivo, ma come presidio sociale ed economico per l’intera area, chiedendo risposte concrete e non più rinviabili per garantire continuità industriale e tutela del lavoro.

A Cicciano la notte dei falò e della tammorra per Sant’Antonio Abate

Riceviamo e pubblichiamo

«Sant’Anto’ tecchete ’o viecchie e daccene ’o nuovo»: è questo l’antico auspicio che, ogni anno, accompagna a Cicciano la Festa di Sant’Antonio Abate, un rituale identitario che unisce fede, tradizione popolare e senso di comunità», è quanto dichiara il sindaco di Cicciano, Giuseppe Caccavale, presentando i solenni festeggiamenti in onore del Santo, monaco eremita egiziano vissuto nel III secolo d.C. e ricordato dalla Chiesa cattolica il 17 gennaio, in programma fino al 19 gennaio.

Il cartellone civile e religioso prevede celebrazioni eucaristiche, processioni, la tradizionale benedizione degli animali, l’accensione dei falò, spettacoli pirotecnici, momenti culturali e musicali, fino alla suggestiva Notte dei Falò e della Tammorra, che, domani,  animerà il cuore della città con gruppi della tradizione popolare e una sagra enogastronomica legata ai piatti tipici.

«Il grande falò acceso “’ncopp’ Sant’Antonio” – aggiunge il primo cittadino – rappresenta da sempre un gesto collettivo di purificazione: nel fuoco i ciccianesi consegnano al Santo Vecchiarello gli affanni dell’anno appena trascorso e affidano alla sua intercessione le speranze per un nuovo tempo di grazia».

«Questa festa – conclude il sindaco Caccavale – trova il suo momento più intenso nella ballata del Santo, quando, nell’ultimo giro prima della reposizione in chiesa, sorretto dai cullatori storici, ogni cittadino rinnova un legame profondo con la propria storia, la propria fede e la propria comunità, dandosi appuntamento all’anno successivo».

Controlli edilizi svelano un deposito illecito di rifiuti, blitz della municipale

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  Un nuovo intervento contro l’illegalità ambientale è stato messo a segno dalla Polizia Locale di Marigliano nel corso di un controllo edilizio effettuato in località Masseria Capone. Durante le verifiche, gli agenti hanno scoperto un’ampia area completamente ricoperta da rifiuti di ogni genere, accatastati senza alcuna autorizzazione e in palese violazione delle norme ambientali. La situazione riscontrata ha fatto emergere un vero e proprio deposito incontrollato di materiali, con potenziali rischi per la salute pubblica e per l’ambiente circostante. Alla luce delle evidenze raccolte sul posto, è scattato immediatamente il sequestro dell’area interessata, finalizzato a impedire ulteriori sversamenti e a consentire gli accertamenti tecnici necessari. Contestualmente, due soggetti sono stati deferiti in stato di libertà all’autorità giudiziaria con l’accusa di gestione illecita dei rifiuti. Le responsabilità individuali sono ora al vaglio degli inquirenti, che dovranno ricostruire l’origine dei materiali e l’eventuale coinvolgimento di altre persone nella gestione dell’area sequestrata. L’operazione rientra in un più ampio piano di controlli portato avanti dal comando di polizia locale, guidato dal Nacar, che ha ribadito come l’attenzione del corpo resti alta sul fronte dei reati ambientali, considerati una priorità assoluta per la tutela del territorio. L’attività di vigilanza, infatti, non si limita agli abusi edilizi ma si estende a tutte le forme di illegalità che incidono sulla qualità della vita dei cittadini. Dal comando fanno inoltre sapere che, oltre al contrasto allo smaltimento illecito dei rifiuti, nei prossimi mesi verranno intensificate anche le operazioni di controllo legate ad altri fenomeni criminali presenti sul territorio, con particolare attenzione alle attività di spaccio di sostanze stupefacenti. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza dello Stato e garantire maggiore sicurezza e legalità nella città di Marigliano.

Delegare bene: comunicare obiettivi chiari

Ti riconosci nel “faccio prima a farlo da solo”? Allora il problema non sono (solo) gli altri, ma come deleghi. In questo articolo ti mostro perché la chiave non è il controllo, ma la chiarezza: obiettivi precisi, criteri espliciti e parole giuste, con un focus speciale sulle professioniste che faticano a lasciare andare.  Quante volte hai pensato: “Faccio prima a farlo da solo”? Se ti rivedi in questa frase, non sei il solo. E se sei una donna, probabilmente ti è stato anche “insegnato” a essere quella che tiene tutto insieme: lavoro, famiglia, casa, relazioni. Ma il prezzo di questo controllo totale è altissimo: stress, frustrazione, zero tempo per ciò che conta davvero. La verità è semplice e scomoda: non è che gli altri non sanno fare, spesso siamo noi che non sappiamo delegare. E delegare bene parte da una sola cosa: comunicare obiettivi chiari.

Delegare è guidare, non “scaricare”.

Delegare non significa mollare il compito e sparire, né fare micro–management soffocante. È un atto di leadership: affidi a qualcun altro una parte di responsabilità e gli dai gli strumenti per portarla a termine. E allora?… Quando nasce il problema?… Il problema nasce quando deleghi così: – “Me lo sistemi questo, grazie?” (ma cosa vuol dire “sistemare”?) – “Occupatene tu” (di cosa, esattamente?) – “Fammi un report” (per chi, per quando, con quali dati?) Senza un obiettivo chiaro ed un linguaggio specifico, una comunicazione efficace, la delega è un boomerang: il lavoro torna indietro incompleto, tu ti arrabbi, riprendi tutto in mano… e ti convinci che “non ci si può fidare”.

Gli ingredienti di una delega efficace.

Quando deleghi, assicurati di comunicare almeno questi punti: – Che cosa: il risultato atteso, non solo l’attività
  • “Mi serve una presentazione di massimo 10 slide per il cliente X, che racconti in modo semplice cosa abbiamo fatto negli ultimi 6 mesi.”
Perché: il senso del compito? Serve per far capire al cliente il valore del nostro lavoro, così possiamo proporre un nuovo servizio.
  • Entro quando: la scadenza reale – “Mi serve una prima bozza entro martedì alle 15, così la rivediamo insieme.”
  • Con quali criteri: come valuterai il lavoro – “Dev’essere leggibile anche per chi non è tecnico: niente gergo, più esempi concreti.”
  • Che supporto offri: non abbandoni la persona – “Se hai dubbi scrivimi o fissiamo 15 minuti domani.”
Sono poche frasi, ma cambiano tutto.

 Donne e delega: il mito della “super competente”.

Molte professioniste faticano più degli uomini a delegare. Perché? – paura di essere giudicate “meno capaci” – abitudine a prendersi carico di tutto – perfezionismo: “nessuno lo farà come lo faccio io” Immagina questa scena: manager, madre, agenda piena. In ufficio dice alla collega: “Lascia stare, il file lo finisco io, ci metto un attimo.” Risultato? Torna a casa tardi, risponde alle mail dopo cena, si sente sola e sovraccarica. Non è eroismo, è auto-sabotaggio. Una versione diversa potrebbe essere: “Ti delego la chiusura di questo file. Ti spiego lo standard che usiamo, ti mando un esempio e lo rivediamo insieme domani. Così dalla settimana prossima puoi gestirlo tu in autonomia.” Qui accadono tre cose insieme:  – libera tempo; – fa crescere la collega; – rafforza il suo ruolo di leader.
Delegare non ti toglie valore, lo moltiplica.
Delegare bene è una skill strategica. In qualsiasi settore tu lavori, la capacità di delegare con obiettivi chiari: – aumenta la produttività del team; – riduce errori e fraintendimenti; – libera spazio mentale per le attività a maggior valore; – costruisce fiducia e autonomia nelle persone. Delegare non è un favore che fai agli altri, è una scelta di responsabilità verso il tuo ruolo e verso i risultati che vuoi ottenere. La domanda, adesso, è questa: sei disposto/a a fare il passo di fidarti di più della tua capacità di spiegare bene, invece che controllare tutto da solo/a?    

Piramide alimentare ribaltata: oltre gli slogan, una lettura clinica orientata alla longevità

Negli ultimi mesi la cosiddetta piramide alimentare ribaltata, rilanciata dalle nuove linee guida statunitensi, ha riacceso un dibattito globale sull’alimentazione: più proteine, più grassi interi, meno zuccheri e cereali raffinati.

Ma come spesso accade quando la nutrizione entra nel dibattito pubblico, il rischio è quello di ridurre una questione complessa a uno slogan.

A parlare di questo tema, con un approccio scientifico e clinico, è la dott.ssa Teresa Esposito, medico chirurgo, specialista in Dietologia clinica e Malattie del Metabolismo, esperta in onconutrizione, con riconosciuta attività a carattere internazionale nel campo della nutrizione clinica e della medicina metabolica.

Dal punto di vista della medicina della longevità, la domanda cruciale non è se la piramide “ribaltata” sia giusta o sbagliata, ma come interpretarla: quali alimenti privilegiare, con quale frequenza, e soprattutto in che modo qualità degli alimenti, filiera produttiva e profilo metabolico individuale modificano l’impatto di carne, cereali, latticini e grassi sulla salute nel lungo periodo, anche in ambito oncologico e preventivo.

Non una rivoluzione, ma un cambio di prospettiva

Le nuove indicazioni USA non negano le evidenze scientifiche consolidate: restano centrali la riduzione degli zuccheri aggiunti, il contenimento dei prodotti ultra-processati e la preferenza per alimenti semplici e riconoscibili.

La vera novità è lo spostamento dell’attenzione dalle quantità alla qualità, un concetto centrale anche in onconutrizione, dove la scelta degli alimenti influisce su infiammazione, risposta metabolica e qualità di vita.

Carne rossa: il problema non è il sì o il no

Il punto più discusso riguarda il maggiore spazio concesso alle carni rosse. In realtà, spiega la dott.ssa Esposito, la questione è frequenza, provenienza e contesto.

Carni grass-fed, da allevamenti non intensivi, presentano un profilo lipidico diverso rispetto alle carni industriali. In un’alimentazione orientata alla longevità – e alla prevenzione oncologica – la carne rossa può trovare spazio una volta a settimana, mentre le carni processate restano da limitare drasticamente.

Cereali e latticini: distinguere è fondamentale

La piramide ribaltata non elimina i cereali, ma ridimensiona quelli raffinati. I cereali integrali mantengono fibre, micronutrienti e un impatto glicemico più favorevole, mentre farine bianche e prodotti industriali contribuiscono ai meccanismi di glicazione e infiammazione cronica, rilevanti anche nei percorsi di supporto nutrizionale oncologico.

Anche i latticini richiedono una valutazione personalizzata, soprattutto in presenza di alterazioni metaboliche o condizioni cliniche specifiche.

La sintesi mediterranea

Secondo la dott.ssa Esposito, la vera chiave è l’integrazione: una dieta mediterranea moderna, in cui pesce, legumi, verdure, cereali integrali e proteine di qualità convivono in equilibrio, adattate alla storia clinica del singolo paziente, sia in prevenzione sia nei percorsi di cura.

Conclusione

La piramide alimentare ribaltata non è una verità assoluta, ma uno strumento. In medicina della longevità e in onconutrizione non esistono modelli rigidi: esistono percorsi personalizzati, sostenibili nel tempo.

Meno slogan, più consapevolezza scientifica. È questa la direzione che permette non solo di aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni.

San Giuseppe Vesuviano, incendio zona dello “stradone”: traffico rallentato e timori ambientali

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Viabilità rallentata, controlli in corso e preoccupazione dei cittadini per le conseguenze ambientali a ridosso della Statale 268     A due giorni dall’incendio che ha colpito un grande negozio di casalinghi lungo via Martiri di Nassirya, a San Giuseppe Vesuviano, la situazione torna lentamente alla normalità, ma sul territorio restano disagi e interrogativi. L’area interessata dal rogo, al confine con lo “stradone” di Poggiomarino e in prossimità dell’uscita della Strada Statale 268 dei Paesi Vesuviani, continua a essere osservata speciale da cittadini e automobilisti. Nelle ore successive all’emergenza, la priorità è stata la messa in sicurezza della zona. Ora l’attenzione si concentra sulle conseguenze dell’incendio: odori persistenti, residui della combustione e timori legati ai materiali bruciati all’interno dell’attività commerciale. La presenza di grandi quantità di plastica ha alimentato preoccupazioni tra i residenti, che chiedono chiarezza su eventuali ricadute ambientali. Disagi anche sul fronte della viabilità. Via Martiri di Nassirya rappresenta un asse di collegamento strategico per chi si muove tra San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino, oltre a essere un punto di passaggio per gli automobilisti diretti o provenienti dalla Statale 268. Nei giorni successivi all’incendio non sono mancati rallentamenti e deviazioni, soprattutto nelle ore di punta, con ripercussioni sul traffico locale e intercomunale. «È una strada molto trafficata – raccontano alcuni automobilisti – e basta poco per mandare tutto in tilt. Dopo l’incendio abbiamo trovato code e incertezze sulla percorribilità». Una situazione che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza di un’area densamente attraversata e sulla necessità di interventi tempestivi per limitare i disagi. Nel frattempo proseguono gli accertamenti per chiarire le cause del rogo e valutare eventuali effetti sull’ambiente circostante. Le autorità competenti sono al lavoro per verificare che non vi siano rischi per la salute pubblica, mentre la comunità attende risposte e rassicurazioni. L’incendio, fortunatamente senza feriti, lascia comunque un segno evidente sul territorio: non solo danni materiali, ma anche una diffusa sensazione di vulnerabilità in una zona cruciale per la mobilità e la vita quotidiana di San Giuseppe Vesuviano. Ora la sfida è ripartire, garantendo sicurezza, controlli adeguati e una rapida normalizzazione della viabilità.

Somma Vesuviana, l’Associazione 9 Marzo presenta il manifesto per la rinascita della città

L’Associazione Culturale senza scopo di lucro ”9 Marzo” avente finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e costituita, in data 8 luglio 2019, dai soci fondatori: dott. Giuliano Salvatore, prof. D’Avino Pasquale, dott. Esposito Raffaele, arch. Coppola Vincenzo, prof.ssa Capasso Orsola, prof.ssa Moscarella Anna, avv. Rianna Arturo, dott.ssa Castaldo Filomena, avv. Coppola Michele, dott. Cimmino Nunzio, avv. Piccolo Pasquale, avv. De Luca Luigi, avv. Perillo Gaetano, avv. Di Lorenzo Giampiero, prof. Piccolo Ernesto, dott. Sorrentino Enzo, prof.ssa Feola Daniela, arch. Piccolo Lorenzo, arch. Tuorto Antonio, arch. Oropallo Antonio, prof.ssa De Vita Anna Maria, ing. Raia Antonio, avv. Tuccillo Pasquale, avv. Improta Gerardo promuove il seguente “MANIFESTO PRO SOMMA”   “Le parole pronunciate, in occasione del Santo Natale, dal Vescovo di Nola S. E. Mons. Francesco Marino: “disarmate gli interessi di parte, le logiche meschine di tornaconto, i privilegi e le piccinerie di una campagna elettorale permanente” e rivolte ai politici dei Paesi afferenti alla Diocesi, hanno imposto una forte riflessione e rafforzato in noi, ulteriormente, l’esigenza di elaborare un documento per condividere con la nostra comunità un’iniziativa per la rinascita di Somma Vesuviana. È, purtroppo, storia inconfutabile che le scelte fatte negli anni, da parte di chi ha governato il nostro Paese, non hanno tenuto minimamente conto di una pianificazione strategica locale, non hanno coinvolto i protagonisti economici e sociali, né hanno valorizzato le risorse territoriali, siano esse naturali, umane o culturali.     Tali scelte, dettate da interessi non riconducibili al benessere della collettività, non hanno, tantomeno, prodotto interventi infrastrutturali per una crescita sostenibile, economica e sociale del Paese e, di conseguenza, non hanno migliorato la qualità della vita e dei servizi. Tale stato di cose rende necessario, in vista della prossima tornata elettorale, elaborare e promuovere una proposta innovativa, per programmi e metodo, che dia voce a tutto il territorio, a chi non ha mai avuto un’opportunità, ai più deboli. Intendiamo, pertanto, promuovere un’iniziativa che dia avvio ad un progetto volto alla rinascita culturale, economica e sociale del nostro Paese, da elaborare collettivamente, con la collaborazione di tutti coloro che, per storia personale e professionale, hanno dimostrato, da sempre, di essere animati solo da un autentico spirito di servizio e che, ancora e nonostante tutto, sono illuminati dalla speranza di rinascita del nostro territorio.   Tutto ciò, nella profonda convinzione che a Somma Vesuviana esiste un onesto zoccolo duro, formato da numerosi cittadini, che si ribellano fermamente all’attuale stato di cose e che desidererebbe contribuire attivamente a migliorarlo. Così, a tutte le donne, agli uomini, alle associazioni professionali, agli imprenditori, ai commercianti, alle numerose associazioni culturali, ai giovani – vero motore della futura società – rivolgiamo il nostro INVITO a partecipare ad un prossimo dibattito pubblico con l’obiettivo di progettare, insieme, un’“Idea di Città: la Somma che vorrei” che:  
  • poggi le basi sulla propria storia, sulla propria cultura, sulle proprie tradizioni e che tenga conto delle vocazioni peculiari;
  • risponda, riappropriandosi anche del senso di comunità perduto, ai reali bisogni del Paese, in coerenza con le sue enormi potenzialità di carattere ambientale, artistico ed architettonico;
  • miri al miglioramento di tutti i servizi, alla sicurezza del territorio e delle persone, e di quant’altro una Città moderna necessiti;
  • declini, per ogni area d’intervento, obiettivi specifici con l’indicazione di tempi, strumenti, metodi e strategie.
  • Per onestà intellettuale, però, bisogna riconoscere che tale rilancio, purtroppo, almeno in una prima fase, sarà condizionato dalla disastrosa condizione economica nella quale, sciaguratamente, siamo stati catapultati.”
  Care concittadine e concittadini sommesi, cari giovani, vi rivolgiamo dunque l’invito a unire le nostre energie per avviare, insieme, questo percorso di rinascita per una Somma Vesuviana migliore, nella convinzione che il tempo di delegare agli altri il governo del nostro Paese sia finito e che possiamo e dobbiamo essere, noi tutti, i soli e veri protagonisti del nostro destino. Il nostro futuro è, e deve restare, nelle nostre mani: se vogliamo, possiamo farlo. “Il silenzio dei giusti è più pericoloso delle grida dei malvagi” (Martin Luther King)

Vandali nei parcheggi della stazione Tav ad Afragola, auto dei pendolari danneggiate

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Durante la notte dei malviventi avrebbero vandalizzato le auto in sosta al parcheggio della stazione Tav di Afragola, recando danni ingenti

Questo è l’ennesimo caso di vandalismo che mette in allerta le città, in un momento dove la sicurezza pubblica è un argomento estremamente sensibile e i cittadini si sentono sempre più spesso abbandonati a loro stessi.

In particolare, questa volta è stato colpito da un raid notturno il parcheggio della stazione Tav ad Afragola. Per tutti i veicoli in sosta c’è stato lo stesso destino: finestrini in frantumi, sportelli forzati e interni completamente vuoti.

Questa mattina, pendolari diretti ai treni e viaggiatori in ritorno da una vacanza, hanno trovato lo scenario preoccupante: vetture danneggiate e saccheggiate.

Nel bottino dei malviventi troviamo borse, oggetti di valore, documenti, contanti e tutti gli effetti personali lasciati dalle persone nelle auto.

Stando ad una prima ricostruzione degli eventi, il raid sarebbe avvenuto durante le ore notturne, momento dove la sicurezza scarseggia nel parcheggio. I vandali avrebbero agito velocemente e senza intoppi, passando da una macchina all’altra indisturbati.

I cittadini e le persone che frequentano la stazione di Afragola sono arrabbiate e sotto shock, rendendosi conto che c’è ancora molto lavoro da fare da parte delle istituzioni per garantire una completa sicurezza.

Alcuni automobilisti raccontano: “Parliamo di una stazione che ogni giorno vede transitare migliaia di persone eppure i parcheggi restano esposti a vandalismi e furti. Non ci sentiamo tutelati”.

Questo non è il primo episodio e le persone vivono una situazione di disagio da ormai troppo tempo. Un luogo come la stazione Tav di Afragola dovrebbe trasmettere senso di sicurezza e protezione, permettendo alle persone di fidarsi a lasciare lì il proprio veicolo. Il senso di speranza però non svanisce, sperando che la situazione possa solo migliorare.