Cisterna blindata contro lo spaccio h24, scatta nuovo arresto

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Castello di Cisterna – Carabinieri arrestano 45enne per droga

Carabinieri di Castello di Cisterna sempre più impegnati nella lotta alla vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti. A finire in manette Aldo Pezzella, 45enne di San Giovanni a Teduccio già noto alle forze dell’ordine.

I militari hanno fermato l’uomo a via De Curtis di Castello di Cisterna e lo hanno trovato in possesso di 14 dosi di cocaina e di 73 dosi di crack. Sequestrata, perché ritenuta provento illecito, la somma in contanti di 280 euro suddivisa in banconote di piccolo taglio.
L’arrestato è in carcere in attesa di giudizio.

Rapina choc a casa Baggio: campione sequestrato con la famiglia e picchiato durante la partita

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Roberto Baggio è stato rapinato e ferito da alcuni malviventi ieri sera nella sua abitazione, ad Altavilla Vicentina, mentre assieme alla famiglia stava guardando la partita Spagna-Italia.

Secondo quanto riferiscono i siti di informazione locali, Baggio avrebbe cercato di fermare i malviventi – pare fossero cinque e armati – ma uno di loro lo avrebbe colpito in fronte con il calcio di una pistola. L’ex Pallone d’oro e i familiari sono stati chiusi in una stanza, e i ladri hanno rubato in casa. Quando la banda ha lasciato la casa, Baggio ha sfondato la porta e ha chiamato i carabinieri.

Sul posto si sono recati i carabinieri della Compagnia di Vicenza, allertati dallo stesso Baggio. L’ex calciatore, nativo di Caldogno (Vicenza), da circa 15 anni si è stabilito nella sua tenuta agricola, che si trova su una collina che sovrasta Altavilla Vicentina.

La villa è isolata ed è al centro di un grande appezzamento di campagna e boschi. Roberto Baggio vive con la moglie Andreina e i suoi tre figli.

Pregiudicato di Cicciano fermato con un carico di hashish da 60mila euro: nel deposito pure bombe e pistola

CICCIANO – Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dell’attività di controllo economico del territorio, hanno tratto in arresto un soggetto pluripregiudicato, residente a Cicciano, e sequestrato armi e munizioni.

In particolare, i finanzieri del Gruppo di Nola, all’esito di una serie di appostamenti, hanno individuato un manufatto di cemento abbandonato ubicato in una zona rurale, utilizzato dall’arrestato come deposito di merce illegale.

Al suo interno, gli operanti hanno rinvenuto circa 2,5 kg di hashish, suddivisi in panetti, 400 euro in contanti, una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa e caricatore rifornito, 71 munizioni di vario calibro e 2 ordigni esplodenti artigianali.

Qualora immessa sul mercato, la sostanza stupefacente avrebbe generato un guadagno illecito di oltre 60.000 euro.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’A.G. nolana, anche con l’ausilio delle unità specializzate della Polizia di Stato che hanno prelevato e successivamente disinnescato gli ordigni.

Il responsabile, con gravi precedenti per estorsione e tentato omicidio, è stato tratto in arresto in flagranza di reato e tradotto presso la casa circondariale di Poggioreale, su disposizione del PM di turno.

Il provvedimento è una misura coercitiva temporanea limitativa della libertà personale del soggetto, applicata dalla Polizia giudiziaria, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario è una persona sottoposta alle indagini, presunta innocente fino a sentenza definitiva.

Autonomia e Sud, Silvestro gela i catastrofismi: “Ci sono garanzie”

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“Non bisogna farsi spaventare dalla parola Autonomia, soprattutto perché questa riforma può trasformarsi in una importante opportunità anche per il Mezzogiorno d’Italia. Forza Italia ha chiesto ed ottenuto le giuste garanzie, a partire dall’attuazione dei Lep e dal loro finanziamento, fondamentale per assicurare a tutti i cittadini una equità di trattamento”. Così il senatore di Forza Italia, Francesco SILVESTRO, intervenendo agli Stati Generali dello Sviluppo Sostenibile a Napoli.

“La riforma è stata completamente ristrutturata proprio grazie al nostro intervento e la nostra azione ha imposto i livelli essenziali di prestazioni, Lep, come condizione necessaria e determinante per eliminare i divari territoriali da Canicattì ad Imperia. Occorre ribadire con determinazione – ha proseguito- che Forza Italia non voterà mai una legge che penalizzi una parte del Paese. Questa riforma era presente nel nostro programma elettorale, questo significa che stiamo procedendo spediti con la nostra opera di rimodernamento dell’Italia, naturalmente mettendo al centro sempre il cittadino”. “Anche con l’Autonomia sin dal primo momento abbiamo risposto con i fatti, mettendo mano alla riforma concretamente senza strumentalizzazioni e lavorato nell’esclusivo interesse dei cittadini, in particolar modo del Mezzogiorno d’Italia”, ha concluso.

Castellammare, rottura condotta adduttrice, Gori: “Ripristino del servizio entro domani”

Riceviamo e pubblichiamo dalla Gori

 

Stamattina, presso la Strada Statale 145, nel comune di Castellammare di Stabia, si è verificata la rottura della condotta adduttrice DN 600, in una posizione particolarmente impervia, che trasporta l’acqua verso la Penisola Sorrentina e  l’isola di Capri.

I tecnici di Gori hanno provveduto all’interruzione del flusso idrico, alla messa in sicurezza dell’area e all’avvio dei lavori di riparazione.

Per consentire tali interventi è stata interrotta la fornitura idrica in alcune località dei seguenti comuni: Vico Equense, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Massa Lubrense, Capri.

Disposto il servizio idrico sostitutivo con batterie di fontanine che saranno affiancate ad autobotti nell’arco della giornata.

Il ripristino della normale erogazione è previsto alle ore 12:00 di domani, venerdì 21 giugno

Lavoratori del Comune proclamano sciopero, vertice in Prefettura

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ERCOLANO – Riunione, convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, su richiesta delle organizzazioni sindacali, in merito alla proclamazione di una giornata di sciopero dei dipendenti del comune di Ercolano per domani Alla riunione hanno partecipato l’assessore al personale del comune di Ercolano e una delegazione delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Durante l’incontro è emersa “la disponibilità di entrambe le parti ad addivenire ad un ravvicinamento delle reciproche posizioni e al ripristino di un buono stato delle relazioni sindacali”. Su invito della Prefettura, “il Comune di Ercolano si è reso disponibile a riaprire il confronto in sede comunale, manifestando l’intenzione di convocare un ulteriore incontro già a partire dalla giornata di lunedì”.

Preso atto di ciò, i rappresentanti sindacali hanno manifestato l’intenzione di differire lo sciopero proclamato per la giornata di domani.

Pomigliano, banditi assaltano il negozio Mister Risparmio: video immortala il raid

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POMIGLIANO D’ARCO – Una banda di ladri si è recata in piena notte a bordo di un’auto presso il punto vendita di Pomigliano d’Arco (NA) del Gruppo Mister Risparmio.

Dalle immagini video si nota che i malintenzionati si sono avvicinati all’ingresso principale e, utilizzando una torcia, hanno tentato di capire se all’interno del negozio ci fosse un guardiano…

L’area però era sorvegliata dal sistema di controllo Bor: l’allarme è scattato e così i banditi sono stati costretti a lasciare la zona prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. E’ la quarta volta che questo punto vendita di Pomigliano d’Arco finisce nel mirino dei ladri ma, ma stavolta per fortuna l’allarme ha sventato il possibile furto.

Faida per lo spaccio tra il Bronx e la Stadera, 30 indagati: 13 vanno in cella

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CASORIA – La Polizia di Stato di Napoli su delega del procuratore della Repubblica di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 30 indagati ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di diversi reati. Si contestano infatti associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi comuni da sparo, lesioni personali aggravate, estorsione, singoli episodi di detenzione e spaccio di stupefacenti e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti.

La misura è stata emessa al termine delle indagini condotte dai poliziotti della squadra mobile, grazie anche al supporto dei commissariati Secondigliano e Poggioreale, della Squadra Mobile di Avellino e del commissariato di Anzio, a seguito del ferimento a colpi d’arma da fuoco di un uomo avvenuto il 20 settembre 2021. Nel corso dell’indagine è emerso che il fatto era da individuarsi in una risposta ad un altro agguato, ovvero il ferimento di altra persona, avvenuto il 2 settembre 2021, per il quale sono gravemente indiziati due uomini. Dall’attività investigativa, riferisce la Questura di Napoli, “è stato possibile evidenziare che tali eventi delittuosi trovano origine nel clima di forte tensione registrato all’interno del “gruppo della Stadera”, costola del Clan Contini, in seno al quale è maturata una scissione.

Dagli approfondimenti investigativi è emersa infatti la volontà di uno degli indagati di creare un gruppo criminale autonomo che si è approvvigionato di sostanza stupefacente, a seconda della convenienza economica del momento, sia da canali riferibili a contesti criminali della zona di Scampia sia in quelli della zona del “Cunnolo” quartiere Poggioreale”. Allo stesso tempo la compagine riferibile allo stesso oltre alla vendita al dettaglio dello stupefacente, effettuata nell’area della “cittadella” tra il comune di Casoria e Napoli, ha anche fornito sostanza stupefacente a “piazze di spaccio” stanziali nei quartieri Ponticelli e Secondigliano, nella città di Avellino ed anche quella gestita da altro indagato all’interno della casa circondariale di Salerno ove era all’epoca recluso. Nelle occasioni in cui i gestori delle attività di spaccio non onoravano i debiti accumulati, venivano attuate condotte estorsive.

E’ emerso, inoltre, che il gruppo ha disponibilità di armi ed ha dimostrato la volontà di acquisirne sempre di più al fine di essere pronti ad eventuali scontri armati con altre fazioni criminali. Durante l’attività investigativa, infine, sono stati acquisiti elementi indiziari a carico di altri due soggetti per il ferimento a colpi d’arma da fuoco avvenuto il 17 dicembre 2019 e da inquadrare nell’ambito dello scontro, in atto all’epoca, tra i gruppi di spacciatori della “stadera” e quelli del “rione bronx”. Per 13 degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per i restanti 17 il divieto di dimora nella regione Campania.

 

Marigliano, ritorna la rassegna artistica “Vita sott’e Pipparell”.

Marigliano. Nel luogo simbolo della città, in piazza Municipio, riparte sabato 22 giugno dalle ore 19 la rassegna periodica “ViTa sott’e pipparell” che unisce arte e amore per il territorio. 

L’iniziativa, ideata in collaborazione con l’artista Gianroberto Iorio, giunge alla sua seconda edizione e nasce con lo scopo non solo di fare manutenzione, ma soprattutto di valorizzare le aiuole antistanti il Municipio di Marigliano ed è promossa da Vita Srl e ASM Service, due realtà imprenditoriali che hanno preso a cuore la gestione degli spazi indicati.

L’intento principale è quello di organizzare incontri tra Marigliano e l’arte, attraverso installazioni artistiche e appuntamenti periodici. Permettere alla comunità di fruire gratuitamente di espressioni artistiche che valorizzano il centro cittadino e permettono a performer di esprimersi.

Gli artisti che si sono susseguiti per la prima edizione sono stati : Iorio Gianroberto, Oreste Asa Silvestrino, Cristina Sepe, Otello Sgueglia, Santolo Esposito e Massimo Longo.

L’edizione di quest’anno si avvale invece della direzione artistica di Simona Giglio, ideatrice del noto “Scarabocchio” e artista che vanta esposizioni in tutta Italia e dalla collaborazione organizzativa di Antonio Porcelli che da anni si occupa di promozione culturale sul territorio.

Per il primo appuntamento di Vita sott’ e Pipparell gli artisti che esporranno, oltre la stessa Simona, sono Annalisa Ambrosia, Gioia Caliendo e Lorenzo Di Marino.

Lavoratori sfruttati, blitz a Pollena e Casalnuovo: arrestati 6 “caporali”

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro, con l’ausilio di personale dei Comandi Provinciali Carabinieri di Napoli e Caserta, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta di questa Procura della Repubblica nei confronti di sette persone, gravemente indiziate del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro in agricoltura, cd. caporalato, in concorso.

Il provvedimento, che costituisce l’epilogo di una complessa ed articolata attività d’indagine finalizzata al contrasto del fenomeno del caporalato in agricoltura, è stato eseguito nei Comuni di Casalnuovo di Napoli, Pollena Trocchia, Villa Literno (CE), nonché presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano. In particolare, per tre indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri tre la misura degli arresti domiciliari e, per un ulteriore indagato, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’attività d’indagine, effettuata dai militari del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro da gennaio a giugno 2023 e diretta da questa Procura della Repubblica, ha fatto emergere a carico degli indagati gravi indizi di colpevolezza in ordine alla commissione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, in concorso, poiché avrebbero reclutato e impiegato in condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno, oltre sessanta lavoratori extracomunitari, risultati nella maggior parte dei casi privi di regolare permesso di soggiorno.

 

Le indagini, condotte anche con l’ausilio di strumentazione tecnica e, nelle fasi ispettive, con la collaborazione degli Ispettori del Lavoro dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dei mediatori culturali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), hanno consentito di accertare come ai lavoratori sarebbe stata corrisposta una retribuzione non solo palesemente difforme dai Contratti Collettivi di categoria, ma anche sproporzionata rispetto alla qualità e quantità del lavoro prestato. Inoltre, è emerso come i braccianti sarebbero stati costretti a subire reiterate violazioni della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, alla salute, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché a sopportare condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza e situazioni alloggiative degradanti, venendo minacciati, in alcuni casi anche di morte, fatti oggetto di soprusi ai quali non sarebbero riusciti a sottrarsi in ragione del loro stato di bisogno.