L’assessore alle attività Produttive e al Lavoro, Antonio Marchiello, ha convocato l’azienda dei piccoli imprenditori Longobardi e Laezza intenzionati a mettere in mezzo alla strada 176 addetti dei negozi ex Coop ed ex Auchan di Afragola e Nola
Licenziamenti nei supermercati GDM: la Regione chiede l’intervento del governo e convoca l’azienda. Intanto ieri è stata un’altra giornata di lotta per i lavoratori e le lavoratrici dei negozi della Grande Distribuzione Moderna e per gli operai della Dema, la fabbrica aeronautica di Somma Vesuviana. Anche le tute blu dello stabilimento sommese temono tagli per cui in mattinata hanno bloccato la strada statale 268 dei paesi vesuviani. Il giorno prima avevano bloccato l’asse mediano all’altezza dello svincolo di Pomigliano. Ma oggi sarà dato spazio al dialogo. La deputata di Forza Italia, Annarita Patriarca, ha organizzato un incontro tra i lavoratori della Dema e il gruppo parlamentare del suo partito. L’appuntamento è a Montecitorio, alle 12. In questo momento però la situazione occupazionale da allarme rosso è quella dei 176 dipendenti dei supermercati GDM di Afragola, ma a ridosso dell’abitato di Acerra, e di Nola. In questo caso la Regione sta intervenendo in modo deciso.
E’ una corsa contro il tempo. Ieri è scaduta la cassa integrazione a zero ore per gli addetti dei due negozi, chiusi ormai da mesi. Addetti che anche ieri sono di nuovo scesi in piazza bloccando in presidio un ingresso del centro commerciale Le Porte di Napoli. Il lunedi precedente i commessi e le commesse dello store afragolese della GDM avevano messo in ginocchio il centro commerciale costringendolo alla serrata. Ma ora la Regione tende la mano ai lavoratori in lotta contro la prospettiva peggiore, quella di restare per sempre senza soldi e senza posto. L’obiettivo dell’assessore al Lavoro e alle Attività Produttive, Antonio Marchiello, è duplice: puntare alla proroga degli ammortizzatori sociali allo scopo di scongiurare 176 licenziamenti in un solo colpo e ottenere chiarimenti dalla Grande Distribuzione Moderna. GDM che, dopo aver annunciato, nel 2021, un maxipiano di salvataggio aveva rilevato da Coop e Conad due supermercati ubicati appunto nei centri commerciali le Porte di Napoli e Vulcano Buono, a Nola. Ma dopo appena qualche mese di attività la società retta dai piccoli imprenditori locali Giovanni Longobardi e Filomena Laezza ha chiuso i due impianti e preparato la procedura di licenziamento, procedura che sabato scorso ha solo temporaneamente revocato.
“Mercoledi mattina – ha dichiarato ieri l’assessore Marchiello – incontreremo la GDM per porre in essere il percorso della cassa integrazione straordinaria da sottoporre al ministero del Lavoro”. La Regione è indispettita dal comportamento della GDM, società che aveva sostenuto nel suo mega piano di espansione che tra il 2019 e il 2022 aveva portato all’acquisizione dalla Coop dei supermercati di Quarto e Afragola e dalla Conad, che a sua volta aveva rilevato da Auchan, degli altri due grandi negozi di Giugliano e Nola. Il piano di “salvataggio” era stato strombazzato a mari e monti attraverso le varie inaugurazioni sotto marchio Coop di tutti gli impianti. Poi però la GDM di Longobardi e Laezza ha ceduto a Sole 365 i supermercati di Giugliano e Quarto chiudendo contestualmente quelli di Afragola e Nola. Una situazione che comunque non ha impedito alla Grande Distribuzione Moderna di aprire un nuovo supermercato a Volla, prima sotto insegna Coop e poi sotto quella di Sole 365, inaugurando al suo interno, a dicembre, anche un bar e un ristorante pizzeria. Oltre a quello di Volla restano sotto la gestione di Longobardi e Laezza altri due supermercati, a Torre Annunziata e a Castellammare di Stabia, anch’essi a marchio Sole 365. “La Coop è stata la grande madre di quest’assurdo gioco di scatole cinesi che sta portando la tragedia nelle nostre famiglie”, accusano i lavoratori di Afragola. Nei loro confronti hanno manifestato solidarietà e impegno i deputati Carmela Auriemma (M5S) e Francesco Emilio Borrelli (Verdi-Sinistra Italiana) e il sindaco di Acerra, Tito D’Errico.

