Supermercati GDM ex Coop e Dema: esplode la rabbia dei lavoratori in lotta

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La protesta di ieri dei lavoratori GDM ex Coop al centro commerciale Le Porte di Napoli
La protesta di ieri dei lavoratori GDM ex Coop al centro commerciale Le Porte di Napoli

I dipendenti dei supermercati di Afragola e Nola sotto gestione GDM sono sull’orlo del licenziamento. Quelli della Dema stanno invece tentando di bloccare anticipatamente eventuali tagli dell’azienda controllata dalle banche 

 

Due drammatiche lotte per il lavoro stanno scuotendo le strade del Napoletano. Ieri mattina i lavoratori e le lavoratrici dei supermercati “GDM”, chiusi da mesi, hanno bloccato il centro commerciale le Porte di Napoli, tra Acerra e Afragola. Il centro commerciale è rimasto inattivo per tutto il giorno. Contemporaneamente gli operai della Dema di Somma Vesuviana si sono recati a Pomigliano e hanno bloccato lo svincolo “Pomigliano Centro” dell’asse mediano, uno snodo cruciale che porta a Napoli. Anche i metalmeccanici della fabbrica produttrice di componenti aeronautici temono la perdita imminente dei posti di lavoro. E’ una situazione esplosiva, soprattutto per i supermercati. Oggi scade il termine della cassa integrazione a zero ore per 176 commesse e commessi dei due market GDM ubicati nei centri commerciali Le Porte di Napoli e Vulcano Buono, a Nola. I titolari della GDM, due piccoli imprenditori, lo stabiese Giovanni Longobardi e l’afragolese Filomena Laezza, avevano già provato a licenziare i lavoratori. Poi però sabato scorso, dopo che i dipendenti hanno messo a segno una raffica di proteste, hanno revocato la procedura di mobilità.

“Ma riproveranno a toglierci di mezzo tra pochissimo”, la convinzione delle maestranze in pericolo, che ieri hanno costretto alla serrata per tutto il giorno il centro commerciale Le Porte di Napoli piazzando i carrelli della spesa davanti ai due ingressi principali. I manifestanti se la sono presa molto con la Coop di Bologna, accusata di aver favorito lo smantellamento produttivo e occupazionale grazie all’abbandono del territorio e la contestuale cessione alla GDM dei supermercati. Ma gli scioperanti non hanno risparmiato invettive anche all’indirizzo della GDM, acronimo di Grande Distribuzione Moderna, a cui addebitano la responsabilità di “una pessima gestione aziendale zeppa di punti oscuri”. La GDM, dopo aver acquisito da Coop e Conad i supermercati di Afragola e Nola, ha aperto un nuovo market a Volla utilizzando parte della manodopera dei due impianti che nel frattempo ha fatto chiudere. Poi ha creato un’altra società, la Spesa Srl, che ora gestisce i piccoli supermercati di Volla, Torre Annunziata e Castellammare, dividendo in due gruppi i dipendenti. Il gruppo numericamente molto più consistente, rimasto insegna GDM, dovrà essere tagliato. Ma sono ore drammatiche anche alla Dema, azienda piombata da tempo in una pesante crisi finanziaria e produttiva.

Una situazione paradossale se si pensa che il mercato aeronautico sta attraversando una fase di rilancio. Comunque ieri mattina gli operai si sono recati a Pomigliano e hanno bloccato gli svincoli della statale 162. Poi sono andati a manifestare a pochi passi dallo stabilimento della Leonardo, uno dei principali committenti della Dema. Dema che ha annunciato l’intenzione di voler cedere i due impianti di Brindisi (150 addetti) e di ridimensionare del 30 % gli organici delle fabbriche di Paolisi (160 addetti) e di Somma Vesuviana (290 addetti). Intanto la vicepresidente del consiglio Regionale, Valeria Ciarambino, e il consigliere Carmine Mocerino si sono recati dai lavoratori. Chiedono “l’intervento del presidente Vincenzo De Luca e dell’assessore Antonio Marchiello” e che “De Luca si rechi in fabbrica”.