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Sette giovani ballerini semplici, naturali e dalla incredibile voglia di esprimersi convincono giuria e platea al talent della De Filippi

 

La gioia di vivere tutta racchiusa in poche battute, le prime, espresse da Roberto Tripodi 23enne un po’ portavoce di questa incredibile crew che ha incollato a notte fonda lo scorso sabato, i telespettatori del programma di Canale 5 Tú sí que vales, talent alla sua sesta edizione con un parterre composto dal terzetto Belén Rodríguez, Martín Castrogiovanni e Alessio Sakara, gli immancabili 4 giudici Gerry Scotti, Maria De Filippi, Rudy Zerbi e Teo Mammucari, Sabrina Ferilli nella giuria popolare come new entry. Il gruppo di giovani di Somma Vesuviana porta in scena gli anni ’80 con energia e forza, tra conga e ritmi che scatenano il pubblico, e soprattutto con un messaggio importante quello di non essere omologati o conformi a quello che dalla danza e dal ballerino normalmente ci si aspetta. La forma, senza stereotipi.

Il loro muoversi è un inno alla gioia talmente coinvolgente da far dimenticare misure e proporzioni come espresso da Gerry Scotti che ci tiene al termine dell’esibizione a sottolineare che “siamo abituati, a vedere strafighi con muscoli e addominali, per una volta che vediamo sette ragazzi normali come i nostri figli, i nostri vicini di casa, premiamoli, per il coraggio e per la voglia” e i sette ragazzi raccolgono in tutto il favore di due giudici e un 70% di consensi per il pubblico in sala. Guidati da Massimiliano Balestra che ha lavorato alle coreografie, ed è loro insegnante di Street Dance settore che comprende anche Hip Hop, House e “tutte quelle discipline – dice Balestra-nate per aggregare, per superare i disagi sociali, unirsi, condividere. Che sono anche principio del mio lavoro. Ho avuto modo di lavorare su quelle peculiarità che di loro da subito mi avevano colpito, ho visto una grandissima potenzialità difficile di trovare, ballare senza complessi, mettendosi in gioco. Il loro nome Super Natural Flow mi è venuto in mente proprio per sottolineare la loro naturalezza, quel flusso naturale che spinge cuore e anima senza costruzioni e stereotipi. Proprio come sono loro”. Lì nella scuola di danza Mister Dancing (Rione Trieste a Somma Vesuviana) la direttrice Pina Esposito insegnante di danze latino americane, standard, tango argentino, liscio unificato, danze caraibiche, ha visto maturare quei ragazzi seguendoli dall’età di quattro anni, per vederne i progressi via via, formandoli da bambini, per poi orgogliosa vederli esibirsi, lavorando: “senza mai presunzione- dice- con tanta voglia di crescere e imparare”.

Per conoscere il loro percorso abbiamo chiesto a Roberto Tripodi di raccontarci del gruppo e di questa prima esibizione.

Prima di tutto chi sono i Super Natural Flow?

«Sono amici prima di tutto e oltre me Roberto Tripodi, ci sono Stella Cerciello, Francesco Sepe, Alessia Corcione, Nadia esposito, Daniela Coppola e Vincenzo Liguoro che a 17 anni è il più piccolo di noi».

Cosa vi resta di questa grande esperienza?

«Per noi è già una vittoria. Ovviamente non ci sentiamo arrivati per niente e trovarci in un attimo da Rione Trieste, che è un piccolo quartiere di Somma Vesuviana, negli studi di canale 5 per noi è stata un’emozione fortissima. Quindi già aver calcato quel palco è tanto».

Cosa vi lega, cosa vi ha spinti ad unirvi?

«La nostra Crew è nata da circa due anni, sono quattro anni che studiamo Hip Hop e credo ci abbia spinti la nostra diversità. Il nostro progetto è quello di crescere sempre di più e perfezionarci abbiamo tanto da imparare ancora. Il nostro insegnante Massimiliano Balestra ha visto dall’inizio in noi un qualcosa di diverso e naturale. Siamo abituati a vedere di solito crew in cui tutti sono uguali, tutti sono vestiti uguali e tutti fanno la stessa cosa. Noi no.

Il nostro insegnante cerca di valorizzare ogni singolo componente in base alle caratteristiche di ognuno di noi. Siamo fuori dagli stereotipi e per noi va bene lo stesso, perché quando balliamo stiamo bene».

Il più emozionato?…

«Io! Penso si sia visto. Sono il più ansioso del gruppo ma gli altri lo erano allo stesso modo… Però poi quando siamo saliti sul palco abbiamo cominciato a sorridere ed è andata com’è andata»

Come proseguirà?

«Ci sarà un’altra selezione e speriamo ci sia una prossima volta».

Progetti futuri?

«Lavorare e studiare tanto per cercare di crescere. Rimaniamo con i piedi per terra cerchiamo di migliorarci. Se si presenterà qualche altra occasione sicuramente ci proveremo anche se non nel mondo della televisione, con concorsi, gare».

Un messaggio per chi sente dentro la voglia di danzare e non crede di poterlo fare perché non rientra nei canoni…

«Domanda difficile. Quello che mi viene subito in mente è fregarsene di quello che può pensare la gente, se una cosa ti fa stare bene bisogna farla perché nulla è impossibile e io nel mio piccolo penso di esserne la dimostrazione. Quando ho cominciato, ne ho sentite tante su di me anche perché viviamo in una realtà piccola, ma io sono ancora qua e nessuno mi ha fermato. Quindi direi metteteci sempre passione e determinazione».