Stellantis e la fabbrica del futuro: il modello Sochaux a Pomigliano

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È giunto quasi a regime il rilancio dello storico stabilimento Stellantis di Sochaux (Francia), dove in 110 anni si sono prodotti oltre 24 milioni di veicoli, per lo più a marchio Peugeot. Con un investimento di 200 milioni di euro, previsti nel piano ‘Sochaux 2020-2022’, la fabbrica è in grado di produrre già ora 1.000 vetture al giorno, per salire a quota 1.200. Basato sulla piena automazione del ciclo produttivo, dalla logistica delle componenti al controllo della qualità, in cui il Gruppo ha registrato un miglioramento, l’impianto è dedicato ai modelli 3008 e 5008 della Peugeot.

“Sochaux – ha spiegato il responsabile mondiale della Manifattura del Gruppo Arnaud Deboeuf – è destinato a diventare un modello e un punto di riferimento per Stellantis nel mondo”. Un modello destinato quindi a prendere piede anche in Italia negli impianti di Melfi, Mirafiori, Cassino e Pomigliano d’Arco.

Il responsabile mondiale della Manifattura Arnaud Deboeuf ha spiegato che per Stellantis è finita l’epoca della grande fabbrica. D’ora in avanti il Gruppo provederà infatti ad “adattare le dimensioni degli impianti per ridurre i costi di gestione e adeguarli alle richieste del mercato”. “Non chiudiamo le nostre fabbriche – ha spiegato Deboeuf- cerchiamo di adattarle alle nuove sfide del mercato. In Portogallo ad esempio abbiamo una fabbrica piccola ma molto efficiente”. Oggi Sochaux è in grado di produrre 1.000 vetture al giorno, per salire a pieno regime a quota 1.200.

A Sochaux è attiva la produzione dei Suv 3008 e 5008 e, con l’arrivo della piattaforma ‘Stla Medium’, ci saranno anche i modelli elettrici. Grazie alla flessibilità dell’unica linea produttiva, si potrà infatti calibare la produzione in base alle richieste del mercato, procedendo contemporanemente con le diverse motorizzazioni endotermiche, ibride ed elettriche. “Sochaux – ha spiegato Deboeuf – è destinato a diventare un modello e un punto di riferimento per Stellantis nel mondo”, che quindi prenderà piede anche in Italia negli impianti di Melfi, Mirafiori, Cassino e Pomigliano d’Arco. “Sono serviti cinque anni di duro lavoro per creare, progettare e implementare la nuova organizzazione del flusso di lavoro alla base della più importante trasformazione dal 1930 a oggi”.