Somma Vesuviana, un pomeriggio storico – musicale in compagnia di Gaetano Donizetti e Guglielmo Cottrau

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La splendida cornice del foyer del Teatro Summarte ospiterà domenica 15 maggio alle ore 18:00 una rassegna storico – musicale dedicata a Gaetano Donizetti e Guglielmo Cottrau, amici, appassionati della canzone napoletana e del territorio vesuviano.

La Consulta musicale cittadina, l’Archivio storico municipale e l’associazione Vesuviani in cammino di Pollena Trocchia, con l’alto patrocinio dell’Ente Nazionale Parco Vesuvio, in collaborazione con l’Associazione Musikarara, presenteranno domenica 15 maggio alle ore 18:00 nel foyer del Teatro Summarte un momento storico – musicale per tener vivo il ricordo di questi due grandi personaggi della musica del primo Ottocento, vanto della cultura musicale nazionale ed internazionale, e del loro rapporto con il territorio vesuviano, la cui frequentazione ha certamente contribuito ad ispirare la loro vena creativa. L’ evento ricorderà i due artisti, la loro amicizia e il loro legame con la nostra terra, il tutto iscritto nella rievocazione di un periodo storico luminoso che ha visto tutta l’area vesuviana al centro della vita politica, sociale ed artistica del Regno borbonico. Interverranno:Mario Di Sapio, autore del libro L’ Affare Donizetti – intrighi musicali all’ombra del Vesuvio; lo storico Ciro Raia; l’ archivista e giornalista Alessandro Masulli; la musicista Rosanna Cimmino; il pianista Salvatore Annunziata; il baritono Massimo Rizzi; il tenore Alfredo Normale. Allestimenti gastronomici a cura del Caffè Masulli 1927srl e Liquori Borbone.

Gaetano Donizetti (1797 – 1848), il maestro bergamasco, visse a Napoli dal 1822 al 1838 e qui ha espresso il meglio della sua vena artistica, producendo opere che gli hanno garantito un’ intramontabile fama internazionale. La sua produzione musicale, vasta ed eterogenea, annovera non solo opere buffe e melodrammi, ma anche raccolte di canzoni napoletane, che il maestro non disdegnava affatto di comporre.

Guglielmo Cottrau (1797 – 1847), invece, francese di origine si trasferì a Napoli nel 1806, dal momento ché il padre, Giuseppe, era un alto funzionario al seguito di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat durante il decennio francese. Il parigino di Mergellina si appassionò, peraltro, alla musica di tradizione orale in ambito cittadino, trascrivendo e/o rielaborando  canzonette associate a melodie popolari, pubblicandole tra il 1824 e il 1847 nei sei fascicoli dei Passatempi musicali e, poi, in diversi Supplementi.

Lettera di G. Cottrau scritta da Somma (1837?) ai signori Girard & C.i

Donizetti e Cottrau erano praticamente nati, tutti e due, nel 1797: Cottrau morì nel 1847 e Donizetti, l’anno successivo, nel 1848. Coetanei, quindi, furono portati dalle vicende della vita a Napoli: una città molto diversa delle loro rispettive città d’ origine, ma una città che entrambi amarono profondamente. Entrambi erano uniti non solo dal comune interesse professionale per la musica, ma da una profonda amicizia, come è testimoniato dall’ampia corrispondenza disponibile. Si frequentavano assiduamente, soprattutto, nella villa napoletana dell’editore francese all’Infrascata (attuale via Salvator Rosa) sulla collina del Vomero, ed entrambi avevano legami saldi con il territorio vesuviano, dove si recavano per trascorrere giornate di svago soprattutto nelle stagioni più calde, secondo una consuetudine molto diffusa tra le famiglie aristocratiche di quel periodo, che animavano con la loro frizzante e dinamica socialità la provincia vesuviana. L’attività di Guglielmo Cottrau si svolse, prevalentemente, nell’ambito dell’editoria musicale: un settore che nella prima metà dell’800 – afferma il dott. Mario Di Sapio – visse un considerevole momento parallelamente al fenomeno dei salotti, che animavano la vita sociale dell’aristocrazia e dell’alta borghesia. Cottrau fu prima direttore e, poi, socio dello Stabilimento musicale Bernard Girard & C., che nel 1847 arrivò ad essere il più importante gruppo editoriale d’Italia e d’Europa. Oltretutto, l’editore francese è attualmente considerato l’inventore di quel genere musicale della canzone napoletana per voce e pianoforte.

Donizetti, oltretutto, frequentò in particolar modo Pollena Trocchia, perché amico del giornalista – drammaturgo Pier Angelo Fiorentino (1811 – 1864) e dei Marchesi Cavalcanti, e perché attratto dalla figura del potente ministro Nicola Santangelo (1785 – 1851). Cottrau, invece, frequentava solitamente Somma – luogo di villeggiatura per eccellenza, ma anche di ricerca musicale – come ci viene attestato in una lettera del 15 luglio del 1837(?) che il compositore francese inviò ai signori B. Girard & C.i a Napoli.

A Somma, Cottrau dovette ascoltare e trascrivere il motivo popolare di quella che poi sarebbe diventata la Canzone di Somma, sottraendola sicuramente dalla tradizione orale del posto, come fece per gli altri paesi visitati. Quest’antica canzoncina, in re maggiore dal tempo composto ternario in 6/8 e dall’andamento allegro moderato – edita nel 1825 dalla Reale Litografia Militare (RLM) nel fascicolo 5 dei Passatempi musicali, Anno primo d’associazione (fasc.1-6), Ottobre 1824/Ottobre 1825 –  fu riproposta successivamente in numerose edizioni musicali fino all’ ultima pubblicazione nell’Eco di Napoli con le 150 Celebri Canzoni Popolari Napolitane per canto e pianoforte colla traduzione italiana raccolte dal maestro Vincenzo De Meglio in tre volumi, prima edizione del 1878, pubblicata da Ricordi. La canzone esalta l’amore di un uomo per due sorelle, meditando non solo la fattibilità di averne una in sposa e l’altra cognata, ma invitandole a scendere dalla propria casa per amoreggiare: all’epoca, non era pensabile che un uomo potesse entrare in casa con delle ragazze sole. Certamente – afferma Di Sapio – può essere considerata una serenata popolare a tutti gli effetti dal gusto non raffinato e cortese.

 

 

 

 

 

 

 

E’ da rilevare – afferma il maestro Roberto De Simone – che nei Passatempi delle prime edizioni Guglielmo Cottrau non figura mai come trascrittore o arrangiatore; solo successivamente, nelle tarde ripubblicazioni, il nome di Guglielmo Cottrau fu apposto alle precedenti stampe dal figlio Teodoro, che gli attribuì persino un ruolo di compositore, per ovvi motivi di proprietà editoriale. Le opere di Cottrau, comunque, sia originali sia tratte da melodie popolari acquistarono rapidamente grande risonanza non soltanto in Italia, ma divennero popolari anche a Parigi, Londra, Vienna e Madrid, come afferma il musicologo Daniele Giorgi.

Due giganti della musica, insomma, a cui la canzone napoletana deve molto, tanto che anche la cultura popolare – conclude Mario Di Sapio – ha voluto suggellare questo legame perpetuando una diatriba sull’attribuzione della melodia di Io ti voglio bene assai, che viene considerata ufficialmente la prima vera prima canzone napoletana, suggello del binomio Piedigrotta/Canzone napoletana: chi avrà scritto quelle note, Gaetano Donizetti o Guglielmo Cottreau?