Riceviamo e pubblichiamo una precisazione del gruppo di “Zi Riccardo e le Donne della Tammorra” sulla nascita dell’associazione “Tutela dei Riti del Monte Somma”.
Cara direttrice, sono giorni, precisamente dal comunicato ufficiale pubblicato il 13 aprile e sponsorizzato da parte del sindaco Salvatore di Sarno, che siamo al telefono con tanti amici e conoscenti devoti alla Madonna di Castello e appassionati delle feste della montagna per cercare di capire chi e cosa fosse questa “Associazione Tutela dei riti del monte Somma”.
Chi è questo ente che l’amministrazione riconosce come portavoce delle paranze? Chi è questo ente che non conosciamo ma che allo stesso tempo dovrebbe tutelarci?
Poi il suo articolo, insieme ai vari colloqui fatti, ha messo tutto in chiaro, e dopo aver raccolto le informazioni necessarie, perché nel nostro stile conoscere bene gli scenari prima di poter parlare, è il caso di dire la nostra e di fare la giusta chiarezza a tutte le informazioni inesatte che purtroppo le hanno fornito.
Partiamo dal presupposto che, secondo il nostro parere, un organo di tutela dovrebbe essere formato da persone super partes e non dai diretti interessati, ma tralasciamo questo e diciamo che va anche bene cosi. Di fatto, quest’associazione, è formata solo da una piccola parte dei gruppi, comitive o paranze (permetteteci… sinonimi tutti dello stesso concetto!) che nel periodo che va dal Sabato dei Fuochi fino al tre maggio partecipano, investono e curano con tanto sacrificio e passione quelle che noi semplicemente chiamiamo “feste”!
E’ impensabile ed anche offensivo, che si faccia un’associazione del genere e si tengano fuori tantissime realtà: le comitive delle caselle nel giorno del “Sabato dei fuochi” ad esempio, che investono fior e fior di soldi per lo spettacolo dei fuochi pirotecnici e non solo; i gruppi che il primo maggio salgono sul ciglio, e tanti altri ancora, e perché no…. Anche noi!
Sono strapieni gli archivi di anni e anni di foto: nelle caselle sul ciglio, sulla traversa, sulle gavete e sul Tuoro della Novesca; momenti che ritraggono suonate, risate e mangiate tutt’insieme, di persone non invitate a questo tavolo.
Come può un ente a tutela non tener conto di tutto questo? Qual è stato il criterio con cui sono stati fatti gli inviti? Proviamo, senza molti giri di parole, a ragionare:
- Forse sono stati invitati tutti quei gruppi riconosciuti e non che hanno nel nome la parola PARANZA? Ci sembra un po’ troppo superficiale come criterio e credo insulti l’intelligenza di tutti.
- Forse NON sono stati scelti quei gruppi (tipo il nostro ad esempio) che non godono della simpatia di tutti i membri seduti al tavolo delle trattative? Ci sembra impensabile che anni e anni di tradizione vengano offuscati da dissapori personali da parte di qualcuno e permesso da tutti gli altri presenti.
- Forse sono stati inseriti solo quei gruppi che, come l’articolo in questione cita, durante “la festa dello stoccafisso e del baccalà” hanno suonato insieme appassionatamente? Ed anche questo non è vero visto che sono presenti in quest’associazione anche paranze che non hanno preso parte alla famosa suonata di cui sopra. Chiariamo anche che la nostra non partecipazione a quel momento è dovuta ad un accordo diverso preso precedentemente con l’amministrazione e non un attacco alle stesse paranze in questione (e loro lo sanno molto bene).
- Forse NON sono stati invitati quei gruppi che non rispettano il dogma “le tammorre si prendono il sabato dei fuochi e si posano il tre maggio”, detto da non si sa chi e ripetuto banalmente negli anni come una filastrocca? Ma neanche questo è vero visto che Youtube (per citarne uno) è pieno di video dove alcune delle suddette paranze suonano tranquillamente e allegramente fuori il tempo “incriminato”, oltre al fatto che le stesse sono piene zeppe di membri che suonano ovunque in qualsiasi periodo dell’anno.
E quindi? Ragioniamo e riflettiamo ma non riusciamo a trovar nessuna risposta in merito e, vista l’importanza della questione, il “tanto è aperta a tutti” come solita e triste lavata di coscienza ci sembra un tantino poco. Dobbiamo tuttavia ammettere che quest’associazione ha un grande pregio: ha insegnato a tutti i giusti passaggi da fare per NON tutelare i riti del Monte Somma e le paranze stesse.
Terminiamo però con la giusta serietà, lo diciamo con forza e lo faremo anche in un protocollo ufficiale verso l’amministrazione:
per quanto l’idea di base sia buona e giusta, riteniamo per tutti i motivi sopra elencati, che quest’associazione, così composta, non può e non DEVE assolutamente essere ritenuta un organo a tutela delle nostre amate feste della montagna e, non può esser riconosciuta (soprattutto dalle nostre istituzioni) come portavoce di tutti i devoti e appassionati coinvolti in questi riti.
Per tanta superficialità, egoismi personali ed eccessiva superbia, si è persa la possibilità di fare un concreto passo avanti per tutto il movimento Feste e Riti del Monte Somma, ma purtroppo, ne sono stati fatti tre indietro.
Paranza, Gruppo, Comitiva, Agglomerato…. chiamateci come più vi piace, non smetteremo mai di tramandare la tradizione per i riti del Monte Somma, la nostra musica popolare, il culto delle nostre radici, la devozione per la Madonna di Castello ed il rispetto per tutte le paranze, qualsiasi esse siano!
Zi Riccardo e le Donne della Tammorra

