Somma Vesuviana, «Sul parcheggio di via Aldo Moro si esprima il consiglio comunale». La mozione di Siamo Sommesi

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La capogruppo della civica «Siamo Sommesi», Adele Aliperta, ha presentato una mozione che ha l’obiettivo di far esprimere il consesso civico sull’interesse pubblico dell’opera di costruzione parcheggio e area verde in via Aldo Moro, mozione che ancor prima di arrivare in assise ha provocato un botta e risposta via pec tra i consiglieri Aliperta e Nocerino e il responsabile PO6, l’architetto Rossi. L’atto che giungerà in assemblea pubblica chiede al consiglio di votare per l’annullamento della delibera di giunta che modifica il piano delle opere pubbliche e a dare dunque seguito all’opera.

 

Nel piano delle opere pubbliche il parcheggio a raso in via Aldo Moro c’è, ma la delibera 39 di maggio scorso che aggiorna quanto votato dal consiglio comunale dieci giorni prima, lo elimina dall’elenco.

La mozione firmata dalla capogruppo di Siamo Sommesi intende raccogliere consensi in merito all’assunto che tale variazione non possa essere fatta senza il placet dell’assemblea pubblica. E ancor prima di approdare in assise, la querelle si è sviluppata con uno scambio di note tra i consiglieri Aliperta e Nocerino e l’architetto Rossi, responsabile della posizione organizzativa n.6.

Nella nota di Rossi in risposta ai consiglieri, salta agli occhi proprio la questione del parcheggio a raso in via Aldo Moro, presente nel programma triennale dal 2010, anno della decisione di realizzare l’opera. Il responsabile fa poi riferimento alla nota di uno studio legale che rappresenta i proprietari del suolo e alla situazione odierna: il vincolo preordinato all’esproprio per la realizzazione di un parcheggio a raso è decaduto e, stando ai precedenti (il Tar Campania ha condannato il Comune di Somma Vesuviana per un caso analogo, ossia Porta del Parco), il legale della proprietà ha proposto una definizione bonaria a condizione che il comune restituisca il suolo stralciando dal piano delle opere pubbliche il progetto del parcheggio mai realizzato. Laddove non si fosse verificata tale ipotesi, l’alternativa era una segnalazione alla Corte dei Conti per danno erariale. Rispondendo ai consiglieri di Siamo Sommesi, infatti, l’architetto Rossi evidenzia come il sindaco abbia convenuto di stralciare l’opera pubblica e propeso per un accordo bonario. Inoltre, in un successivo incontro tra le parti – sindaco e proprietari del suolo – si è praticamente sancita la restituzione in tempi rapidi. Del resto Rossi, nella nota, sostiene anche che in caso di giudizio con la proprietà, in caso fosse l’ente a soccombere, i costi giungerebbero a più di un milione e duecentomila euro e avvisa, l’architetto (come poi riportato nella mozione dai consiglieri): «Il deducente ufficio provvederà senza indugio alla immediata restituzione dell’immobile occupato». Per evitare, come sostenuto più volte nella nota, un danno erariale.

«Si suggerisce al Sig. Rossi che, molto più attinente ad integrare la fattispecie del danno erariale, è il “parcheggio di Via Casaraia” realizzato tramite un mutuo ma mai aperto al pubblico. Gli scriventi, contestano integralmente tutto quanto prodotto nella relazione alla base del percorso che avete intrapreso prima di “tentare” di cancellare un’opera che voi valutate addirittura come non utile e improduttiva. Ebbene, crediamo che alla base delle motivazioni da lei descritte ci siano gravi indizi di violazioni di norme, che integrano fattispecie di reato anche penali e sarà la competente aula giudiziaria a valutarle» – dicono i consiglieri di Siamo Sommesi, facendo poi rilevare che «nessun ufficio può restituire l’immobile e che la responsabilità del danno erariale di verifica se l’ufficio non provvede in maniera tempestiva al rinnovo del vincolo di un’opera pubblica autorizzata dalla Sovrintendenza e risultante assolutamente indispensabile alla città al punto di poter considerare in estrema ipotesi il vincolo all’esproprio di tipo confermativo».

E del resto Aliperta e Nocerino contestano in primis le modalità della decisione e Rossi, dal suo canto, ribatte come fino ad oggi nessuno abbia sollevato «eccezioni» sulla mancanza delle motivazioni negli atti circa le scelte effettuate dalla giunta che sono comunque da approvare poi in sede di consiglio, reputando corretto l’atto di aggiornamento adottato.

«L’argomento sarà trattato in consiglio – spiegano la capogruppo Aliperta e il consigliere Nocerino, ma prima, avendo ricevuto risposta da Rossi, abbiamo ritenuto di dover esprimere a nostra volta alcune considerazioni: nella nota inviataci dal responsabile di posizione, infatti, è messo nero su bianco che la volontà di stralciare l’opera pubblica – il parcheggio di via Aldo Moro – dal piano triennale arriva direttamente dal sindaco Di Sarno. Si comprende, inoltre, che decisione politica a parte, le modalità sono del tutto sbagliate».