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Il cognome Giuliano è presente nella Terra di Somma già dal 1744 con tre famiglie. Era l’epoca della redazione degli atti del Catasto onciario borbonico. In seguito si divise in tanti rami, tra cui spiccò quello del possidente Angelo Michele Giuliano, nato il 24 settembre del 1843 da Giosuè e Claudia Cerciello e sposato con Concetta Sommese. Nelle pagine seguenti il pregevole lavoro di ricerca dell’ing. Vincenzo Romano, membro onorario del Centro Studi dell’Archivio Storico di Somma Vesuviana.

Pur non vantando titoli nobiliari, Angelo Michele Giuliano era il discendente di una umile e benestante famiglia di possidenti e proprietari terrieri, specializzata nel commercio delle cosiddette mele annurche. Nei primi anni del ‘900 a Somma Vesuviana, infatti, vi era una grande organizzazione del mercato delle mele con tanti produttori, grossisti, prezzi, modi e mezzi di trasporto. Nel 1901, il Bollettino Nazionale dell’Agricoltura dedicò addirittura un lungo articolo al commercio di Somma Vesuviana. I più importanti produttori locali furono Baldassarre D’Avino, Michelangelo Raja e il citato Angelo Michele Giuliano. Fornirono un notevole contributo alla produzione le famiglie Mosca, Rippa, Muoio e Cerciello (Nunzio). Dopo il matrimonio con Concetta Sommese nacquero ben dieci figli in strada Costantinopoli:

Antonio nacque il 10 febbraio del 1871 e convolò in matrimonio (atto civile) il 29 luglio del 1899 a Scisciano con Paolina Catanese di Agostino e Battipaglia Lucia. La giovane proveniva da una famiglia molto benestante. La coppia non ebbe prole.

Francesco, gentiluomo e possidente, nacque il 29 agosto del 1873. Sposò (atto civile) il 24 settembre del 1902 Donna Maria Romano, figlia del proprietario Fortunato Romano di strada Costantinopoli. Maria era la sorella del Rev. Don Costantino (1866 – 1939), canonico della prestigiosa Collegiata di Somma e di Achille Alfonso Filippo. Una sorella era Consiglia Romano, che sposò Antonio Di Sarno di Castello di Cisterna. Quest’ultimo era un uomo distinto, di bello aspetto, dotato inoltre di una spiccata personalità, ma anche di un carattere non tanto facile. Si narra che durante un litigio col cognato reverendo, Don Costantino, imbracciò il suo fucile, minacciandolo senza conseguenze. Il matrimonio di Francesco con Maria Romano, comunque, diede buoni frutti, in quanto dall’unione nacquero ben nove figli: Michele, Concetta, Mario, Salvatore, Fortunato, Giosuè, Antonio, Armando ed Elvira.

Teresa, la terzogenita, nacque il 26 settembre del 1875 e morì, prematuramente, all’età di cinque anni, il 13 settembre del 1880.

Giovanna, invece, nacque il 25 gennaio del 1878 e sposò nel 1900 il commerciante di tessuti, Arcangelo Miranda, di San Giuseppe Vesuviano. Dal matrimonio nacquero due figli: Antonio, orefice, emigrò in gioventù negli Stati Uniti; Michela, invece, sposò l’imprenditore Ferdinando Massa. Dal loro matrimonio nacquero Nicola, Arcangelo, Antonio, Maria e Don Franco (1928 – 1977), che vestirà gli abiti talari, divenendo Rettore della prestigiosa Chiesa di San Domenico in Somma Vesuviana.

Claudia nacque il 30 aprile del 1880 e morì, anche lei prematuramente, sette mesi dopo, il 28 dicembre.

Maria Teresa nacque il 29 gennaio del 1882 e sposò nel 1914 il negoziante ottavianese Iervolino Paolino di Luigi e Maria Rosa Aprile. Dal matrimonio nacque Luigi, divenuto imprenditore.

Claudia si riconfermò nel nome il 2 novembre del 1884 con la nascita di una dolce bambina. Fu in gioventù una donna piissima, ossequiosa e cattolica praticante. Dopo la morte prematura del fratello Ciro, con cui viveva, andò a convivere con la cognata vedova Donna Maria e i figli – Michele, Concetta ed Anna – ai quali devolvette la sua eredità. Morì il 19 settembre del 1967.

Giuseppe nacque il 29 dicembre del 1886. Gentiluomo, generoso, possidente, dedito alla lavorazione e al commercio delle mele annurche, sposò (atto civile) l’ 11 settembre del  1919 Donna Maria Carmela Alterio (1888 – 1960), figlia del possidente Luigi. Dal matrimonio nacquero Michele, Livia, Gina, Anna e Salvatore. Morì a Somma nel 1950.

Giosuè, il penultimo figlio, nacque il 19 gennaio del 1889. Alto, giovane di bella presenza, fu avviato alla vita clericale, ottenendo ottimi risultati nello studio, ma all’alba della consacrazione al sacerdozio, inopinatamente, tra lo sconforto dei familiari, e di quanti gli erano vicini, si tolse la vita il 20 giugno del 1912. Non si seppero mai le motivazioni.

Ciro, ultimo della famiglia, nacque il 14 marzo del 1893. Partecipò alla Grande Guerra in qualità di caporale di fanteria. Per i suoi meriti di combattente fu decorato con la Croce di Guerra per la campagna in Libia. Sposò Donna Maria Mosca (1905-2005), discendente della facoltosa famiglia Mosca di Strada Maresca. La coppia concepì tre figli: Michele (1939), celibe; Concetta (1943), nubile; Anna (1947-2015), anch’essa nubile. Dopo la scomparsa del capofamiglia Ciro nel 1949, la famiglia ha sempre condotto una vita appartata e riservata, limitando al minimo possibile i contatti sociali con le persone.

Ramo familiare di Giuseppe Giuliano e Donna Maria Carmela Alterio

Michele (1923 – 1965), primogenito, dopo aver conseguito la maturità classica, intraprese, con merito, la carriera militare di Ufficiale della Marina Militare presso l’Accademia navale di Livorno, che si occupa, tuttora, della formazione tecnica e della preparazione militare degli allievi ufficiali della Marina militare italiana. Successivamente, si iscrisse alla facoltà di Medicina presso l’Università degli Studi di Napoli, conseguendo brillantemente la laurea in Medicina e Chirurgia. Fu il primo in paese a ricoprire il ruolo di medico di famiglia. All’epoca curarsi non era facile: i pochi medici erano a pagamento e le loro prestazioni erano regolate, in tempi di ristrettezza economica, quasi sempre con il baratto di derrate agricole o animali da cortile. Il compito, all’epoca, era svolto dall’INAM (Istituto nazionale per l’assicurazione contro le malattie), istituito durante il governo Mussolini con Regio decreto dell’11 gennaio 1943, n°138. Nel 1977, finalmente, nacque il Servizio Sanitario nazionale. Curarsi, quindi, all’epoca era solo a discapito di pochi. Il dottor Michele Giuliano fu il primo medico a dotarsi di una motocicletta: una fiammante Gilera, che gli offriva la possibilità  di spostarsi con facilità e sollecitudine. Nel rione nativo, soprattutto, ma anche in paese, era molto stimato come un virtuoso professionista. Sposò nel 1950 Donna Elena Romano (1920 – 2019), da cui nacquero: Giuseppe, Mario e Maria. Il dottore era un fervente cattolico: la Messa domenicale con la famiglia era una consuetudine fissa, che si tramutò, purtroppo, in una sventura familiare. Il piccolo Mario, infatti, dopo aver eluso le mani paterne, fu investito da un’auto all’uscita dell’ antica Chiesa di Santa Maria Costantinopoli. Era una delle tante domeniche. L’incidente procurò al corpo del bambino gravi lesioni, che lo segnarono per tutta l’esistenza. Il triste episodio sconvolse a tal punto la vita del dottore che, poco dopo, cessò di vivere. La sua improvvisa scomparsa, avvenuta il 21 maggio del 1965, destò molto dolore nella famiglia e nella comunità locale.

Livia (1924 – 2009), casalinga, sposò Ettore Feola (1920-1969). Fu un’ imprenditrice agricola ante-litteram. Rimasta vedova, dopo la morte prematura del marito, si dedicò proficuamente alla coltivazione dei terreni di sua proprietà. Dal suo matrimonio nacquero Vincenzo e Libera Feola. Vincenzo ha svolto l’attività di calciatore e, attualmente, è allenatore professionista. Ha militato in numerose squadre di serie C, quali la Casertana,  la Juve Stabia, il Sorrento, il Chieti e la locale Viribus Unitis. E’ stato allenatore della Casertana, del Cerignola, del Savoia e dell’ Akragas, ottenendo encomiabili risultati.

Luisa (1927 – 2003), nubile, chiamata comunemente Gina, si laureò in lettere classiche. Fu docente, dapprima, presso la Scuola di avviamento professionale O. Augusto di Ottaviano e, successivamente, presso la Scuola Media Statale San Giovanni Bosco di Somma Vesuviana, dove insegnò fino al pensionamento, ricoprendo anche il ruolo di vice preside. Fervente cattolica, favorì la nascita dell’Azione cattolica rionale, di cui fu presidente, e del Circolo delle Donne Rurali, d’intesa con la Coldiretti. Negli anni sessanta del Novecento, contribuì in modo determinante alla promozione e all’emancipazione femminile di Somma Vesuviana, grazie ai nascenti programmi della RAI. Con la didattica a distanza, accompagnò molti giovani al conseguimento della licenza elementare e media. Permise, inoltre, la creazione della sezione comunale del CIF (Centro Italiano Femminile), dove fu rappresentante. A tal riguardo, furono istituiti asili e colonie estive, che vennero aiuto a tante donne impegnate nel lavoro dei campi. Catechista, infine, fu sempre presente e disponibile, lasciando traccia come autentico modello di vita.

Anna (1929 – 2014), casalinga, sposò Antonio Iovino (1924-1992), proprietario terriero, e si trasferì a vivere a Sessa Aurunca. Dal matrimonio nacquero: Maria Pia che, dopo aver conseguito la maturità classica, si laureò in lettere classiche, divenendo  funzionaria presso l’Archivio di Stato di Napoli; Luigia, docente, laureata in matematica; Francesco, imprenditore agricolo come il padre; Giuseppe, perito agrario, impiegato nella scuola come personale ATA; Michele, anch’egli imprenditore agricolo.

Salvatore (1932 – 1996), ultimo  figlio di Giuseppe, coltivatore diretto, sposò Anna De Gennaro (1939 – 2016), casalinga. Dal matrimonio nacquero Maria e Loredana.

Ramo familiare di Francesco Giuliano e Maria Romano

Michele (1903-1970), primogenito di Francesco e Donna Maria Romano, sposò la possidente Pasqua Di Lorenzo. Uomo alto, di bella presenza, fu attivista e fascista della prima ora. Partecipò alla marcia su Roma. Alla fine della guerra, come naturalmente era ovvio, entrò nelle mire degli antifascisti e quindi dovette difendersi e proteggersi. Si racconta che all’arrivo dei tedeschi si nascose in una botte vuota nella cantina della sua abitazione. Con l’avvento del regime democratico, si adattò ai nuovi tempi, inserendosi pian piano nelle file della Democrazia Cristiana. Uomo d’azione, diede linfa all’organizzazione dei lavoratori, fondando un circolo Dopolavoro nel suo rione, dove si tenevano riunioni a sfondo politico e sindacale. In quel posto passarono illustri personaggi della politica dell’epoca, tra i quali l’onorevole Stefano Riccio, l’ On. Corrado Colasanti e l’On. Arcangelo Lobianco. Cavaliere al merito della repubblica, assessore municipale e vice sindaco, fu al servizio della sua comunità. Grazie al suo impegno fu collocata nel rione sia una sede dell’ufficio postale sia una farmacia, offrendo alla popolazione del posto un notevole vantaggio. Per suo interessamento, ancora,  fu realizzata l’attuale complesso della scuola elementare del rione. Dalla sua morte ad oggi, nulla è cambiato.

Concetta (1905 -1979) sposò Luigi Coppola (1904 – 1977), agricoltore, benestante. Dal matrimonio nacquero Angelo, Giuseppina, Maria, Anna ed Elvira.

Mario (1907-1989) fu un uomo di bello aspetto, generoso e possidente. Esercitò l’attività della lavorazione e commercializzazione delle mele annurche, secondo la vecchia tradizione di famiglia. Sposò Donna Clementina De Stefano, da cui nacquero: Franco (1937-2020), di professione allevatore, sposò Donna Edippo Striano Luisa (1933 – 2015). Fu più volte consigliere cittadino. Dal matrimonio nacquero Clementina e Mario. Michele (1939 – 2011), uomo mite, fu dipendente comunale presso la scuola elementare del suo rione. Sposò Renata Aliperta, da cui nacquero: Maria Grazia e Mario. Costantino (1942), coltivatore agricolo, sposò Carmela Bianco, da cui nacquero: Mario e Valentina. Anna Maria (1946) sposò Antonio De Stefano (1945-2018), meccanico. Dal matrimonio nacquero: Vincenzo e Veronica. Salvatore (1949), medico, è stato sempre un uomo generoso, buono, sempre disponibile. Sposò la gentil donna Rachele Esposito, da cui nacquero: Laura, professoressa; Mario, docente associato di Oncologia presso l’Università Federico II; Alfonso, ingegnere a Milano, dove è dirigente d’azienda.

Salvatore (1908 – 1996), Monsignore, fu il primo della famiglia a ricevere l’Ordine Sacro, ricoprendo successivamente diverse cariche nella gerarchia ecclesiastica. Dopo aver frequentato il Ginnasio di Ottaviano, fu ammesso dapprima nel 1921 nel Seminario Vescovile di Nola, e, successivamente, passò  al Seminario Regionale Campano di Napoli/Posillipo, retto dai Padri Gesuiti. Il 19 luglio del 1931 fu ordinato sacerdote da Monsignor Egisto Domenico Melchiori (1879 – 1963) nella Cattedrale di Nola. Diventò vicario cooperatore della Parrocchia della Cattedrale e poi della Parrocchia Immacolata di Boscoreale. Nel 1936 fu nominato direttore spirituale del Seminario e del Convitto Vescovile. Nel 1944 fu nominato Canonico Penitenziere della Cattedrale di Nola con Bolla Pontificia. Il 16 luglio del 1945 venne nominato Rettore del Seminario Vescovile e Direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano. Nel 1948 fu nominato Cameriere segreto da Papa Pio XII con il titolo di Monsignore. Nel 1956, ancora, venne nominato Vicario foraneo del distretto Somma Vesuviana – Sant’ Anastasia. Nominato Canonico Arcidiacono nel 1965, divenne Decano del Capitolo della Basilica-Cattedrale di Nola. Infine nel febbraio del 1980, Papa Giovanni Paolo II lo nominò Prelato domestico. Chiuse i suoi giorni terreni il 20 gennaio del 1996 nella sua abitazione in Rione Trieste, dove era sovente trascorrere i momenti di riposo con la sorella Elvira.

Fortunato (1910 -1995), benestante e possidente, sposò Donna Assunta Mosca di strada Maresca. Dal matrimonio nacquero: Tommaso (1942), docente ISEF sposato con Giuliana Di Salvi  da cui nacquero Alessandro e Sabrina.; Anna Maria (1948), casalinga, sposata con Emilio Aliperta. Da quest’unione unione nacquero Giuseppe e Fortunato, entrambi nell’Esercito Italiano.

Giosuè (1912 – 1990), benestante e proprietario terriero, sposò Giuseppina Di Palma, da cui non ebbe figli. Vedovo, sposò in seconde nozze Maria Bucconi (1924-1996). Non lasciò eredi.

Antonio (1915 – 1975), possidente, proprietario terriero e coltivatore, sposò Maddalena Di Pierro. Emigrò a Pontecagnano, dove fondò un’ azienda agricola. Dal matrimonio nacquero Maria, insegnante e Francesco, imprenditore agricolo.

Armando (1917 – 1995), presbitero, seguì le orme del fratello Salvatore, abbracciando la carriera ecclesiastica. Si distinse fin da giovane per le sue spiccate qualità. Nel 1941 fu nominato Prefetto d’Ordine nel Seminario di Nola. Fu Vicario Cooperatore a San Pietro a Scafati nel 1942 e, nel 1944, a Mugnano del Cardinale (AV). Nel 1951 fu nominato parroco nella gloriosa Chiesa di San Pietro Apostolo a Somma Vesuviana. Nel 1957, infine, fino alla sua morte avvenuta nel 1995, fu Rettore del Santuario di Santa Maria a Castello.

Elvira (1919 – 2008), ultima figlia di Francesco, rimase nubile. Legata ai fratelli Mons. Salvatore e Don Armando, condusse tutta una vita fra casa e chiesa.

Il ramo familiare di Michele Giuliano e Donna Elena Romano

Giuseppe nasce a Napoli il 28 giugno del 1951 e ivi è battezzato il 2 luglio successivo, ma da sempre risiede a Rione Trieste di Somma Vesuviana, provincia di Napoli e Diocesi di Nola. La sua era una famiglia serenamente credente: il padre Michele, come abbiamo detto precedentemente, era un amato e stimato medico, che dovette soddisfare le richieste del figlio di realizzare un altarino domestico per esercitarsi a dir Messa. La madre, Elena Romano, era una donna di casa. La triste sventura del fratello Mario, come vedremo, e la morte successiva del padre, segnarono profondamente la sua vita. Privo del faro di famiglia, ferito nel cuore, ma mai domo – stette come torre ferma, che non crolla giammai, al soffiar dei venti – non derogò. Sotto la guida premurosa della madre Elena, ed il fattivo concorso morale della zia Gina, continuò imperterrito, come il viandante deciso nel percorso dell’agognato desiderio di raggiungere la meta. Terminata la Scuola Media, frequentò il Liceo statale di Ottaviano dove conseguì la maturità classica. Dopo studi universitari di medicina e il servizio militare, fu ammesso nel 1976 all’Almo Collegio Capranica in Roma, dove fu alunno della Pontificia Università Gregoriana per gli studi di filosofia, di teologia e di teologia morale. Il 16 maggio 1982 fu ordinato presbitero nella chiesa parrocchiale di appartenenza, Santa Maria di Costantinopoli in Somma Vesuviana, dal Vescovo diocesano Mons. Guerino Grimaldi. Negli anni di preparazione al presbiterato fu incaricato dell’animazione catechetica e della formazione dei catechisti presso il Centro Costanza Doria del Vicariato e collaborò stabilmente al Centro Nazionale dei giovani di Azione Cattolica, soprattutto per la catechesi. Già da diacono, nel 1981, era stato nominato canonico della Cattedrale di Nola e assistente del Movimento Studenti di Azione Cattolica. Rientrato in Diocesi nel 1983, fu segretario del Vescovo, Monsignor Giuseppe Costanzo (n. 1933)  e, contemporaneamente, assistente diocesano degli studenti e dei giovani dell’ Azione Cattolica, incaricato diocesano della pastorale giovanile. Dal 1983 fu docente di teologia morale presso la Scuola Teologica Diocesana. Di questa scuola – dal 1986 divenuta Istituto Superiore di Scienze Religiose – fu nominato nel 1984, per un primo quadriennio, direttore. Dal 1984 al 1999 fu assistente ecclesiastico del gruppo nolano dell’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità e, dal 1988 al 2003, del gruppo meridionale dei Missionari della Regalità. Dal 1987 al 1994 fu Rettore del Seminario diocesano e Direttore del Centro Diocesano Vocazioni. Lasciata la direzione dell’Istituto Superiore nel 1988, fu nominato assistente diocesano dell’Azione Cattolica. Nel 1992 ricevette ancora la direzione dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, con conferma nel 1996, per complessivi otto anni. Il 29 giugno del 2003 fu nominato parroco di San Giorgio Martire in Somma Vesuviana. Il 20 ottobre 2016, infine, fu pubblicata la sua nomina a Vescovo di Lucera -Troia.

Mario (1956 – 2015), per tutti Mariolino, fu il secondogenito del dottor Michele. Un bambino affettuoso, sorridente, tanto legato ai suoi genitori. Il destino si accanì su di lui, come abbiamo precedentemente evidenziato, con numerose lesioni al corpo.  All’epoca non esistevano ancora gli strumenti idonei per una cura efficace, per cui non completò gli studi, come i fratelli. In ogni caso, però, svolse con assiduità e competenza il suo compito, recandosi quotidianamente al lavoro presso l’ASL. La sua morte, avvenuta nel 2015, gettò nel profondo sconforto sia i fratelli che l’anziana madre.

Maria, medico chirurgo, specializzata in Pediatria,  nasce il 26 marzo del 1960. Dopo la maturità conseguita presso il Liceo Classico Annibale Mariotti di Perugia, si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia Federico II, divenuta Università degli Studi di Napoli Luigi Vanvitelli, ove consegue la laurea il 19 dicembre del 1984. Si specializza in Pediatria nel 1989 ed in Medicina dello Sport presso l’Università Federico II di Napoli. Dal 1996 al 2010 è stata Cultore della disciplina in Oncologia Pediatrica. Dal 2007 è stata membro della Commissione Ministeriale per le cure Palliative e responsabile nazionale FIMP per Terapia del Dolore e Cure Palliative.  Nel  2019 è stata Presidente della Società Italiana Medici Pediatri (SIMP) Campania. Esercita l’attività di pediatra di famiglia presso il distretto 48 dell’ASL NA 4.  Dal 1989 al 1995 ha frequentato la Clinica Pediatrica III dell’Università di Bologna (Direttore, Prof. Guido Paolucci) per il progetto Sperimentazioni cliniche in oncoematologia pediatrica.