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È dunque ufficiale la ripresa dei lavori di scavo all’interno del sito archeologico denominato “Villa Augustea”, a Somma Vesuviana. Lo annuncia Franco Mosca, presidente della Proloco della città sommese: “Si inizierà a scavare un lato che non era ancora stato scavato. Nel giro di qualche settimana riprenderanno gli scavi archeologici presso la Villa Augustea nel napoletano. Arriveranno ovviamente gli archeologi dell’Università di Tokyo e la notizia è confermata. A questo punto riprenderemo con determinazione anche l’attività di visite guidate presso il sito e che assicuriamo da anni con il concorso del Comune, della Regione Campania e soprattutto con le autorizzazioni della Sovrintendenza e della Missione Archeologica dell’Università di Tokyo”.

La scoperta dell’edificio avvenne intorno agli anni ’30, dopo il rinvenimento casuale di strutture murarie nel corso di lavori agricoli. La ricerca archeologica cominciò grazie all’interessamento di Alberto Angrisani, dottore e farmacista di Somma Vesuviana, sotto la supervisione di Matteo Della Corte, suo caro amico e direttore degli scavi di Pompei. Lo scavo riportò alla luce una piccola parte delle strutture murarie, oltre a “colonne e capitelli di marmo, pavimenti in mosaico, bellissimi frammenti statuari di un personaggio in abito eroico, stucchi policromi”. Considerando la monumentalità dell’edificio e la sua ubicazione, si ipotizzò che la villa potesse essere la residenza dove morì l’imperatore Ottaviano Augusto, come ci tramandano alcuni autori latini (apud Nolam). Tuttavia, nonostante il grande interesse del popolo sommese, non fu possibile andare avanti a causa della mancanza di fondi. Un nuovo scavo fu intrapreso dall’Università di Tokyo solo nel 2002: da allora il gruppo di studiosi ha dato il via a un progetto multidisciplinare di ricerca, ricominciando lo scavo dell’edificio romano.

“Si tratta del monumento più importante forse anche dell’area vesuviana perché dimostra tantissime cose che erano state ignorate e che non si conoscevano fino a circa 15 anni fa, ad esempio che dopo il 79 d.C. la vita ricomincia in particolare da questo territorio a distanza di 20–30 anni dall’eruzione. Il sito archeologico di Somma Vesuviana Villa Augustea è in grado di raccontarci cosa fosse accaduto dopo l’eruzione che ha coperto Pompei. C’è una grande attenzione da parte del mondo archeologico e storico. Ci sarà una grande ed importante novità: allargheranno il fronte di scavo soprattutto nella parte Est del monumento che non era stata ancora scavata per cercare di capire dove conduce il muro più imponente che è stato portato alla luce”, sottolinea ancora Mosca.

Grande soddisfazione da parte del primo cittadino sommese, Salvatore Di Sarno, il quale ha comunicato la notizia alla comunità: “Pieno sostegno agli archeologi e siamo convinti che anche questa nuova fase di scavo sarà davvero sorprendente. Una fase nuova dunque durante la quale gli archeologi lavoreranno sulla parte Est e dunque sono convinto che non mancheranno le sorprese. L’Amministrazione che presiedo è pronta ad accogliere l’intera equipe. Siamo dinanzi ad un segnale chiaro di quanto sia importante il nostro territorio. Dobbiamo credere in quello che abbiamo, nelle nostre capacità, potenzialità e nella storia”.
(foto dal web)