Su segnalazione di alcuni residenti, i carabinieri effettuano un sopralluogo sul posto dove è stato istallato il ripetitore. Al vaglio dei militari gli atti e le procedure per l’istallazione.
Continua la protesta di alcuni residenti del popoloso quartiere di Rione Trieste contro l’istallazione di un ripetitore Wind alle spalle del plesso scolastico della primaria e dell’infanzia del Secondo Circolo Didattico. “Nessuno- specificano i residenti – è contro il ripetitore, grazie al quale possiamo avere il segnale per le telecomunicazioni; la nostra protesta si riferisce al posto in cui è stato istallato e cioè a pochi passi dal centro abitato e soprattutto a pochissimi passi dalla scuola dove vanno i nostri figli. É inutile che ci vengano a dire che è innocuo e che le onde elettromagnetiche non sono nocive per la nostra salute e soprattutto per la salute dei nostri figli. Abbiamo il diritto di sapere se effettivamente sono stati rispettati i criteri previsti dalla legge”.
Sulla base di queste convinzioni, oltre a far circolare una petizione, un nutrito gruppo di residenti ha chiesto ed ha ottenuto dall’ufficio tecnico comunale gli accessi agli atti per farli visionare a qualche tecnico esperto del posto. Dalle carte si evince che la Wind avrebbe avuto effettivamente le autorizzazioni sia dall’Arpac che dalla soprintendenza per l’istallazione del ripetitore in via Bianchetto. Ebbene, nei fatti il ripetitore è stato istallato in via Monaciello. Dunque, la questione delle due strade si tingerebbe di giallo per cui i residenti hanno chiesto l’intervento dei carabinieri della stazione locale, diretta dal comandante Raimondo Semprevivo.
I militari hanno effettuato tempestivamente un sopralluogo e hanno acquisito gli atti per fare chiarezza. Il sindaco, da parte sua, ha rassicurato i residenti, avvalendosi della consulenza di un ingegnere. Ma , a quanto pare, le spiegazioni non sono state convincenti e i residenti assicurano che andranno avanti.



