Somma Vesuviana, parte la riqualificazione dell’edificio didattico “R. Arfè” in via Roma

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Il glorioso Edificio scolastico, per chi passeggia a via Roma, versa in condizioni prettamente pietose: oltre a mostrare i normali e naturali segni di vetustà, presenta uno stato di fatiscenza dovuto alla mancanza delle più elementari esecuzioni di manutenzione.

Finalmente è partita la riqualificazione del plesso, già annunciata nel 2020 dal nostro quotidiano, che avrà la durata di circa tre anni. Il progetto, che non sarà quello stabilito inizialmente, dovrà mettere in sicurezza l’edificio, soprattutto, rispetto alla vulnerabilità dell’azione sismica.  Le classi, nel frattempo, sono ospitate nella splendida struttura delle Suore Trinitarie (antica Villa De Lieto – Napolitano) in via S. Giovanni de Matha. Una struttura accogliente ed elegante per i piccoli alunni – afferma la maestra Pina Cimmino – immersa nel verde e nella tranquillità più assoluta. La dirigente scolastica, dott.ssa Maria Di Fiore, per l’occasione, ha fornito il suo concreto apporto, affinché nulla si tralasciasse in relazione all’avvio dell’anno scolastico. Il più importante sito scolastico della storia di Somma Vesuviana, comunque, attendeva già da diversi anni la riqualificazione.

E’ una struttura a piano unico, ed è costituito da una U con la base prospiciente la strada e due ali, in parte prominenti in avanti, atte a dare una certa conformazione ed interrompere la monotonia di un prospetto lineare, mentre le restanti lunghe braccia sono rivolte verso l’interno del sito. Il tutto è ubicato su una balza di circa due metri rispetto al piano stradale. Tutto intorno, attualmente, spuntano vistosissime erbacce, che ne minano immancabilmente l’integrità. L’ingresso, che prende accesso direttamente da via Roma, è ampio e centrale con il portale delimitato da una robusta cornice d’intonaco, avente al sommo del portone, il poderoso stemma cittadino. All’entrata, un grosso androne dà accesso agli ambienti scolastici. Ampi corridoi disimpegnano le aule presenti sui due rami, che costituiscono il complesso. Una volta erano rigorosamente divisi per sesso, secondo l’allora legislazione vigente. Gli ambienti dirigenziali ed amministrativi sono ubicati nei locali esistenti appena si entra sulla sinistra; a destra, invece, la sala del dirigente assorbe l’antica biblioteca civica.  L’esterno, invece, è rivestito con un intonaco a stucco colorato in giallo, realizzato a riquadri posizionati in senso longitudinale, contenuti da modanature che percorrono sia la facciata principale, in cui sono inserite ampie aperture per l’illuminazione ed areazione delle aule e servizi.

Il 27 novembre del 1910 – ci racconta il compianto Giorgio Cocozza – ebbe luogo la cerimonia della posa della prima pietra dell’edificio scolastico. Alla manifestazione, che riportò una vasta risonanza sulla stampa napoletana, parteciparono: il sottosegretario di Stato della Pubblica Istruzione, On. Avv. Antonio Teso; quello dei Lavori Pubblici, On. Luigi De Seta; il Presidente del Consiglio Provinciale On. Francesco Girardi. Le illustri personalità furono accolte il mattino del 27 novembre alla stazione ferroviaria di Somma Vesuviana dal regio commissario, Marchese Pignatelli, dalle società operaie locali e dalla banda musicale municipale. L’ artistica e pregevole pergamena, firmata dalle autorità, fu collocata e murata nella prima pietra dell’edificio dall’ On. Teso tra le acclamazioni entusiastiche della popolazione. La nuova opera pubblica, tuttavia, nata sotto i migliori auspici, incontrerà, nel corso di realizzazione, non poche difficoltà di ordine tecnico. Ad un anno appena dalla posa della prima pietra – continua Cocozza – si dovette addirittura presentare un progetto suppletivo. Nei primi giorni del 1915 nell’ala nord orientale della struttura già si verificarono imponenti e svariate lesioni, che comportarono l’inagibilità dello stabile. Oltretutto, i sopraggiunti eventi bellici comportarono un rallentamento nell’opera di riattamento. Solamente nel luglio del 1918, l’ingegnere collaudatore, Armando Struffi, poté certificare che i lavori di ristrutturazione erano stati completati e approvati.

Sin dalla fondazione, l’edificio scolastico di via Roma ha sempre rappresentato per il paese il simbolo di un élite culturale, privilegiando i figli della Somma per bene del centro a discapito delle scuole di periferia. Si pensi che a Costantinopoli, le lezioni si tenevano in case private. Molte di esse, addirittura, erano prive di servizi igienici. Gli scolari erano costretti a espletare i bisogni in aperta campagna. Oltretutto, questi improvvisati luoghi erano assolutamente impraticabili durante le giornate piovose.

Ritornando all’edificio scolastico di via Roma, bisogna aggiungere che gli eventi bellici del secondo conflitto mondiale fecero ulteriormente degradare la condizione dell’edificio. Da una parte gli antichi difetti di costruzione, mai risolti in maniera definitiva, dall’altra la pessima manutenzione ordinaria, resero necessarie nuovi interventi di restauro. A metà del 1944, infatti, le crescenti infiltrazioni d’acqua nelle aule e nei corridoi determinarono il distacco dell’intonaco con grave pericolo per l’incolumità e la salute degli alunni e dei maestri, cosicché furono eseguiti vari interventi tra cui il manto d’asfalto alla copertura ed il ripristino dei servizi igienici.