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Casa di Cura Santa Maria del Pozzo - Somma Vesuviana

Le voci si rincorrevano da giorni ma è stato il sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma, a dare con un post facebook il via all’allarme che si è presto diffuso a Somma Vesuviana. Donnarumma scriveva, riferendosi al settimo caso di Covid – 19 nella sua città: «Si tratta di un nostro concittadino che dal 17 febbraio è ricoverato alla clinica Santa Maria del Pozzo a Somma ed ha, molto probabilmente, contratto il virus in clinica». Non ci è voluto molto perché le voci si diffondessero e sui social iniziassero a circolare voci di contagi ad oltranza. L’amministratore delegato della Santa Maria del Pozzo, l’avvocato Sergio Terracciano ha confermato che nella giornata di ieri sono stati eseguiti ben 500 tamponi. Per i 127 pazienti ricoverati, per i 385 dipendenti e per tutti i collaboratori esterni e i fornitori di servizi.

 

Intanto, mentre il dipartimento di prevenzione dell’Asl Na 3 si è attivato, l’avvocato Terracciano racconta come è stata affrontata l’emergenza Coronavirus alla casa di cura.

«Abbiamo adottato fin dall’inizio tutte le misure di prevenzione secondo le linee guida ministeriali e regionali – spiega l’ad della Santa Maria del Pozzo – inoltre la struttura ha acquistato autonomamente dei test rapidi al fine di valutare lo stato epidemiologico Covid sia per i pazienti che per gli operatori». Sabato scorso, uno di questi test ha dato un esito positivo, si tratta appunto del paziente di Palma Campania che dopo un’ischemia e un ricovero in ospedale era stato trasferito alla casa di cura di Somma Vesuviana. «Nel paziente indice si è evidenziata la sintomatologia quadro e abbiamo deciso di trasferirlo immediatamente, come da procedura prevista, in un centro Covid dell’Asl Na 3 (ndr, a Nola). Dopodiché abbiamo subito provveduto a chiamare la ditta di pulizia che ha sanificato tutti gli ambienti con prodotti certificati dal Ministero e iniziato nuovamente lo screening di ciascun paziente ed operatore». Aggiunge, Terracciano, che prima di sabato non vi era alcun caso positivo, quantomeno non risultava dai test eseguiti fino ad allora. «Nessuno, assolutamente – prosegue – da ieri mattina poi, con tamponi inviati dall’Asl, si è provveduto ai test per tutti i dipendenti, oltre 500, includendo per massima correttezza i dipendenti delle ditte esterne, della manutenzione, della pulizia. Ora rimaniamo in attesa». Intanto sembrerebbe che il paziente «indice», quello di Palma Campania ora ricoverato in ospedale, non sia intubato e non abbia febbre. Quanto alle voci che stanno circolando nelle ultime ore, Terracciano precisa: «In Campania sembra uno sport cominciare a buttare palate di fango alla prima occasione, noi auspichiamo che tutti i test siano negativi, confermando il risultato degli screening precedenti, ma intanto è bene dire che noi abbiamo fatto tutto quel che si doveva fare, a cominciare dal vietare le visite dei familiari subito dopo le direttive e adottando tutte le precauzioni». Se i tamponi evidenziassero altri casi di contagio in clinica? «Metteremmo in essere tutte le procedure, come abbiamo fatto fino ad ora».