
Tutta la città parteciperà a funerali di Mario Rega Cerciello, vicebrigadiere dei carabinieri, volontario, cavaliere dell’Ordine di Malta, contadino per passione, marito, figlio, fratello, amico.
Il militare ucciso ieri nel quartiere Prati di Roma, con otto coltellate, mentre era in servizio ed eseguiva un controllo su due persone che portavano un borsello sospetto – era tutte queste cose e molte di più e da ieri la sua Somma Vesuviana lo sta piangendo e ricordando con un dolore sordo. Nella piazza principale della città, quella intitolata a Vittorio Emanuele III di fronte a Palazzo Torino, sede del municipio, la bandiera sul monumento ai caduti è a mezz’asta, in segno di lutto. Trentacinque anni da pochi giorni, sposato da soli quarantatré con Rosa Maria Esilio, anche lei cittadina di Somma Vesuviana, i due vivevano a Roma. A Somma Vesuviana però c’erano tutti i loro affetti, i genitori, i fratelli. E quel noccioleto lasciatogli dal papà, scomparso da qualche anno, che Mario amava coltivare. Una vita consacrata al dovere e alla famiglia ma anche al volontariato, distribuendo pasti ai senzatetto e alle persone in difficoltà nelle stazioni Termini e Tiburtina, per questo gli era stata conferita un’onorificenza al merito, accompagnava – da barelliere – i malati a Lourdes e a Loreto. Dopo il matrimonio con la fidanzata di sempre, era tornato da poco in servizio, il suo comandante della stazione dell’Arma di piazza Farnese a Roma racconta che non aveva ancora nemmeno disfatto i bagagli. Otto coltellate hanno spezzato vita, sogni e progetti mentre Mario stava compiendo il suo dovere. Ieri, in tarda serata, l’assassino, un diciannovenne americano fermato insieme a quello che si pensa essere il suo complice, ha confessato. Dopo l’autopsia e la camera ardente che sarà allestita a Roma domenica, i familiari riporteranno qui il suo corpo e disporranno i funerali che dovrebbero tenersi al mattino di lunedì nella chiesa di Santa Maria del Pozzo, lo stesso complesso monumentale dove poco più di un mese fa Mario era uscito da sposo, al braccio della sua Rosa Maria. Il sindaco di Somma Vesuviana Salvatore Di Sarno, ha disposto che nel giorno delle esequie sia proclamato il lutto cittadino e il gonfalone sia ad attendere il giovane e valoroso carabiniere in chiesa. Amici, conoscenti, parenti, stanno da ore utilizzando i social per gli ultimi saluti a Mario. Ieri anche i volontari cittadini della Croce Rossa lo hanno ricordato come «uomo ricco di sogni da realizzare, di progetti da vivere, figlio della nostra terra». «Vi ammazzo, bastardi» – scrive un cugino su Facebook, sconvolto dal dolore. Tutti gli altri ricordano il Mario «buono come il pane», il giovane soddisfatto della sua vita e che aveva, tra i sogni nel cassetto, quello di tornare un giorno a Somma Vesuviana per vivere accanto alla mamma Silvia, ai fratelli Paolo e Lucia. Non pensava certo di tornarci in una bara, sia pure da «eroe», sia pure coperto dal tricolore, sia pure con ad attenderlo il gonfalone della città e tutta Somma Vesuviana ad attenderlo.
Alle esequie attese autorità civili e militari. Anche il vicepresidente del consiglio dei ministri, Luigi Di Maio, ha annunciato la sua presenza per l’ultimo saluto al valoroso carabiniere.








