Somma Vesuviana, lettera in redazione: “Chiedo aiuto, con dignità”

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Con una lettera firmata una cittadina di Somma Vesuviana rivolge ai lettori un accorato appello. Di seguito il testo
Sono una donna alle soglie dei 36 anni residente a Somma Vesuviana e figlia di sommesi.
Da 19 anni, a causa di errori e casini familiari, mi sono ritrovata da sola a provvedere alla famiglia, al pagamento di affitto e bollette, spesa e quant’altro richiesto da ciò che chiamerei una mera sopravvivenza.
A 30 anni trovai nel contempo la forza di completare gli studi, che abbandonai in età consona per tempo, al fine o almeno con la speranza di trovare un lavoro che mi permettesse di smettere la sopravvivenza e acquisire un senso del vivere.
Nulla, se non i soliti lavori saltuari pagati appena il prezzo dell’affitto per 12 ore di lavoro 6 giorni su 7. Almeno, però, in questo modo potevo assicurare a me e mia madre un tetto sulla testa.
Qualche anno fa, in seguito ad un forte stress, ebbi un micro TIA che finì di peggiorare la mia già compromessa salute (sono affetta da idrocefalo triventricolare). Tuttavia, una volta ripresa continuai a impegnarmi in ciò che dovevo fare, anche perché a mia madre nel contempo fu diagnosticata una leucemia linfatica.
Fu il momento in cui crollai, sola, con solo il 20% di capacità lavorativa… l’unica cosa di cui ero ricca era la tristezza e la disperazione.
Caddi così nel buco nero della depressione. Psichiatra, psicofarmaci, senso costante di inutilità, sonno, tanto sonno.
Capiì, ben presto e da sola, che però la sopravvivenza chiamava e che in quello stato di simil “vegetazione” non potevo concedermi il lusso di perdurare anche considerando il fatto che tutto ma proprio tutto dipendeva da me.
Buttai tutti i farmaci prescritti, mi violentai di agire e di svegliarmi dal torpore del quale ero vittima e tornai a caccia. Trovai ma durai poco.
Chiesi aiuto a tutti, ma sfortunatamente nessuno mi seppe dare un barlume di speranza.
Provai a partecipare a concorsi su concorsi, studiavo tanto ma puntualmente ne uscivo con le “ossa mentali” rotte. Non valevo abbastanza per poterne vincere uno.
Nel frattempo, conobbi un uomo che era in condizioni peggiori delle mie, addirittura arrivato alla strada per assenza di lavoro e in condizioni disumane. Nemmeno un piatto caldo od un normalissimo letto, con la differenza che lui almeno è laureato.
Decisi di spartire ulteriormente la pagnotta e di portarlo con me.
Iniziammo a cercare insieme, tremila curriculum inviati, altri concorsi fatti…
Nulla! Solo un piccolo call center da casa per poche briciole e che solo pochi giorni fa ha chiuso dopo due anni di attività in quanto vessato da un noto programma televisivo.
La fortuna sta nel fatto che almeno, dal nulla, è arrivato il tanto odiato RdC che attualmente battezzerei come la salvezza del condannato a morte.
Qualche mese fa, altra notizia… il padrone di casa in cui abito da ben 8 anni, ha venduto ed i nuovi proprietari non vogliono più tenerci in quanto la mia casa servirà loro per il completamento della loro azienda, ove verranno costruiti degli uffici.
Ennesima doccia fredda in quanto, guardando i vari annunci immobiliari, i prezzi sono saliti alle stelle. Col prezzo che pago dove sono, non potrei che permettermi FORSE un monolocale ma nemmeno.
Alloggi popolari che io sappia non ci sono almeno nel mio territorio e nemmeno saprei come accedere alla graduatoria.
Forse per le condizioni economiche converrebbe di più un mutuo, ma chi concederebbe un mutuo a me che non ho “terra ‘a cammenà”?
Oltremodo, circa un anno fa in seguito ad una riappacificazione con mio padre, ricoverai lo stesso per una embolia polmonare, preso praticamente per i capelli in quanto la situazione era davvero molto critica.
Oggi mi ritrovo a dover dare una mano anche a lui in quanto rimasto solo e dopo il ricovero e varie vicissitudini sue, ha bisogno continuamente di assistenza.
Non sto qui a ulteriormente spiegare la situazione in quanto non mi basterebbe un diario di guerra.
Ad ogni modo, riassumendo la situazione attuale, non ho un futuro, sono sommersa dalle responsabilità, una madre malata, un padre altrettanto, troppo giovani tutti per la pensione, sogni e aspirazioni andati a farsi benedire già da tempo ed una nuova urgenza di lasciare casa e non sapere assolutamente dove andare con tutti gli annessi e connessi.
Chiedo allora alla cittadinanza tutta, a chi la comanda, a chi può… qualcuno potrebbe aiutarmi, qualora io fornissi tutte le prove di quanto sto dicendo, cedendomi in uso una casa abbandonata, visto che sul territorio ne vedo davvero tantissime in stato di abbandono?
Qualcuno può indicarmi con urgenza come accedere a una soluzione popolare?
Qualcuno… può darmi una qualsiasi soluzione?
Grazie a voi de “Il Mediano”.
Dio benedica chi mi darà un lume.
Perchè in tutto questo, solo Dio non mi ha mai abbandonato e credo fermamente non lo farà nemmeno ora.
Grazie.
F.P.
(FONTE FOTO:RETE INTERNET)