Somma Vesuviana, lettera a San Gennaro: “La nostra città ha bisogno di speranza per risalire la china”

0
19

Caro San Gennaro,
tra poche ore sarà la tua festa e ti immagino pronto a ribollire ancora di passione per noi, per questa città di Somma Vesuviana che ti ha voluto come Patrono.
Ho voluto scriverti questa lettera, quasi come ad un amico che non senti da tempo e con il quale vuoi aprire il cuore.
Inizio subito con una domanda: ”Chissà cosa pensi di noi?”
Questa è la curiosità più grande degli ultimi giorni e non nascondo la mia presunzione di trovare delle risposte, facendomi interprete dei tuoi pensieri.
Domenica si rinnoverà (speriamo) il prodigio della liquefazione del tuo sangue; potesse questo sangue risvegliarsi nelle nostre vene perché la nostra città possa uscire da questa cappa di tristezza, da un sonno profondo nel quale è caduta e non sembra risvegliarsi.
Ricordo la tua storia: fosti arrestato per essere andato a trovare alcuni tuoi amici già in carcere perché cristiani. Nonostante conoscessi il pericolo, hai voluto caparbiamente inoltrarti nella tana del nemico pagano e sei stato arrestato, ma per te l’amicizia aveva un valore più grande del rischio.
Ripensando a questo tuo gesto che profuma di Vangelo, guardo a noi sommesi, rinchiusi in continue piccole beghe, incancreniti in un campanilismo dei quartieri becero e controproducente; ora avremmo bisogno del tuo esempio, di un uomo che vive l’amicizia come un’opportunità e comprende l’importanza dello stare insieme contro ogni forma di egoismo.
Guardo al colore dei tuoi paramenti: rosso, come il sangue versato o come il cuore ricolmo d’amore.
Forse a noi qui manca quest’ultimo aspetto: anche nella nostra politica locale, l’amore per la città viene calpestato da giochi pre-elettorali che dividono la città in un momento in cui la pandemia dovrebbe vederci uniti per uscirne insieme.
La mancanza d’amore per la nostra città si nota dall’abbandono delle famiglie dei luoghi di aggregazione, ormai ostaggio di alcuni teppistelli che distruggono l’arredo urbano solo per lo sfizio di farlo. Mancano figure di riferimento che sappiano, come fai tu caro Gennaro, unire e darci speranza per risalire la china. Manca l’amore per i giovani, continuamente bersagliati dagli adulti; mancano luoghi dove i nostri ragazzi possano crescere educati.
Se tu, da vescovo, potessi parlare, rimprovereresti le nostre parrocchie ormai rinchiuse solo nel cultualismo devozionale, certamente ti arrabbieresti con noi parroci che abbiamo perso il legame col territorio, rinchiusi nelle nostre chiese, richiameresti i laici credenti che si nascondono e ormai sono latitanti dalla vita sociale della città.
Forse tutto questo vorresti gridare dal cielo, amato nostro Patrono; sono altrettanto sicuro che infonderesti speranza a tutti noi sommesi, perché c’è tanto bene da condividere.
Nella nostra città ci sono tante potenzialità, c’è tanto buon cuore, c’è anche tanta solidarietà…non siamo così tanto da buttar via.
Abbiamo bisogno di chi ci scuota, di chi ci torni ad unire.
Per questo ti chiedo con forza: non abbandonarci! Accompagnaci ancora, fa che il nostro sangue sia sempre vivo come il tuo e il nostro cuore sappia solo battere d’amore per questa bella città, perché risorga e ritrovi il sorriso della speranza.
Ciao Gennà, auguri per la tua festa: abbraccia la Madonna per noi!
Con affetto,
Nicola

(fonte foto: Ranieri)