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Il dubbio è lecito: le famiglie degli alunni che frequentano i plessi di Somma Vesuviana possono dormire tra due guanciali pensando agli edifici dove i loro bimbi passano molte ore della giornata? C’è una programmazione adeguata? La manutenzione è all’altezza?

A metà gennaio una lettera anonima è stata inviata ai vigili del fuoco, all’Asl e ai carabinieri. In quella lettera anonimi estensori che si qualificavano come «genitori», senza firmarsi per «paura di ritorsioni contro i figli» denunciavano una situazione di disagio nel plesso Arfè del I circolo di via Roma. Si parlava, nella missiva, di cornicioni cadenti, di infiltrazioni, di crepe, di sotterranei invasi dai topi, di aule di fortuna dove gli alunni erano costretti a mangiare. Va detto che i vigili del fuoco, qualche giorno fa, sono effettivamente arrivati a scuola per un controllo. Il risultato? Topi non ce ne sono e le condizioni igienico sanitarie sono buone. Qualcosa l’hanno trovata: un cornicione esterno da mettere in sicurezza che ha determinato l’interdizione, almeno per il momento, della zona parcheggio destinata ai docenti. I vigili del fuoco hanno rilevato pure l’esistenza di lievi infiltrazioni che erano comunque state già evidenziate in precedenza dall’ufficio comunale preposto guidato dall’architetto D’Amore. A livello strutturale, non è stata rilevata alcuna anomalia che possa destare preoccupazione per l’incolumità di chi frequenta l’edificio.

In verità, la «vox populi» di questi giorni sostiene che la lettera in questione, con il malcelato obiettivo di allarmare le istituzioni proprio nel periodo delicato delle iscrizioni scolastiche per l’anno venturo, nasconda una “manina” politica e abbia l’altrettanto immaginabile obiettivo di mettere in difficoltà un ufficio in particolare. Ma è solo una voce, naturalmente.

Nel frattempo, per chi si chiede come stia attualmente la situazione inerente l’edilizia scolastica in quel di Somma Vesuviana e che cosa si stia facendo in proposito, parlano gli atti: al di là della piccola manutenzione, le uniche due azioni messe in campo sono quelle per il rifacimento della pavimentazione nella scuola di via De Matha e l’installazione del cancello automatico nel plesso di Rione Trieste. Fatto sta che le scuole di Somma sono alloggiate in edifici vecchi per cui si attende comunque l’accelerazione delle pratiche burocratiche per poter compiere le prove di vulnerabilità sismica, giacché i fondi ci sono.

Ed è sulla scuola di via De Matha che interviene il consigliere Salvatore Esposito, non esimendosi dal commentare la situazione generale. «Occorre riepilogare gli ultimi avvenimenti – spiega Esposito –  intercettato un finanziamento dalla dirigenza delle politiche sociali, la dottoressa Iolanda Marrazzo e la dirigente dell’edilizia scolastica, architetto Monica D’Amore, coadiuvata dall’architetto Filomena Iovine e supportata dal sottoscritto, unitamente all’assessore Giuseppe Di Palma, è stata in grado -in tempi strettissimi per evitare la perdita del finanziamento- di consegnare ai bambini e alle preoccupatissime mamme una scuola sicura e finalmente funzionale. Nel frattempo, qualche giorno fa i Vigili del Fuoco, allertati da sedicenti genitori anonimi, si sono recati alla scuola elementare di via Roma, riscontrando solamente delle piccole inefficienze riparabili in tempi brevi. Non è semplice fare un’accurata manutenzione quando i soldi in cassa sono pochi, tuttavia da quando l’Ufficio di edilizia scolastica è stato scorporato da quello dei lavori pubblici, continuamente monitorato dal sottoscritto e dall’assessore indicato dai Verdi, si cerca di dare una risposta immediata a tutte le problematiche di ordinaria manutenzione che i diversi circoli didattici sollevano quotidianamente».

Sui social l’opposizione si esprime invece ricordando come il sindaco Di Sarno, che ora detiene la delega ad interim in attesa di nominare un nuovo assessore all’istruzione visto il posto vacante lasciato ormai molti mesi fa da Giovanni Salierno, quando era sui banchi di opposizione fosse molto critico con problematiche tuttora esistenti. Lo fa notare il consigliere Allocca, ci mette su il carico il collega Piscitelli. A loro replica, ieri, il consigliere Sergio D’Avino, accusandoli, sostanzialmente, di fare soltanto show su facebook e sostenendo che l’amministrazione Di Sarno sia partita da zero.

I dati però, pur generali, esistono. Se a Somma Vesuviana non ci sono scuole «modello», si può tranquillamente affermare che la cittadina sia in compagnia numerosa: lo dicono i dati sconcertanti emersi dal diciannovesimo rapporto di Legambiente pubblicato alla fine del 2018 e che riguardano tutta la Campania.

Il 61,9%, ovvero circa due edifici scolastici su tre, risultano edificati prima della normativa antisismica del 1974. Inoltre, solo il 20,4% degli istituti risultano edificati con criteri antisismici. Ma c’è di più. Ad essere totalmente dimenticati dai controlli di agibilità sono i solai: tra le scuole campane, solamente il 2,8% ha potuto usufruire dei dovuti accertamenti. Ciò vuol dire che il 97,2% degli istituti, ovvero quasi la completa totalità, non è conoscenza dell’effettiva stabilità dei propri solai. Problemi anche nella manutenzione degli edifici: sono il 52,1% ha goduto di manutenzione straordinaria, mentre sono ancora numerose le scuole che necessitano di interventi urgenti.

(La scuola del Plesso De Matha prima e dopo)