Somma Vesuviana, l’ANPI cittadina e il contributo dell’Arma dei Carabinieri alla liberazione di Napoli

0
945
foto tratta dal "Notiziario storico" dei Carabinieri

L’insurrezione popolare, avvenuta tra il 27 e il 30 settembre del 1943 durante la seconda guerra mondiale, è ricordata e conosciuta come Le quattro giornate di Napoli. Una delle prime scintille della lotta armata scoppiò al Vomero in località Pagliarone, dove i rivoltosi napoletani bloccarono un’automobile nemica, uccidendo il tedesco che era alla guida. Anche i Carabinieri si trovarono a vivere momenti altamente difficili durante la rivolta, apportando il loro contributo dopo la proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre.

 

 

In occasione dell’80°Anniversario dell’eccidio nazista e in ricordo del contributo dell’Arma dei Carabinieri alla liberazione di Napoli, si terrà il 12 ottobre 2023 a partire dalle ore 10:30 nel Teatro Summarte un convegno e un concerto della Fanfara del 10° Reggimento Carabineri della Campania. L’evento, voluto dall’ANPI Sezione di Somma Vesuviana, con il patrocinio della Municipalità sommese e d’intesa con la Benemerita, vedrà la presenza di Alessandro D’Acquisto, fratello del Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al Valor Militare. Tra i relatori: il prof. Ciro Raia, coordinatore regionale Anpi; il prof. Antonio Leone, ricercatore dell’Università degli Studi del Molise; il colonello Claudio Mazzarese Fardella Mungivera, vicecomandante della Legione Carabinieri Campania. Saluti del prof. Domenico Parisi, presidente ANPI locale, e del sindaco Salvatore Di Sarno. Modera la giornalista Gabriella Bellini.

foto internet

Tra il 1940 ed il 1943 i bombardamenti su Napoli da parte delle forze alleate erano stati consistenti ed avevano arrecato rilevanti perdite umane soprattutto tra la popolazione civile. A Somma Vesuviana ci furono ben cinque vittime. Il 27 settembre del 1943, dopo il rastrellamento tedesco con la cattura di circa 8.000 uomini, alcuni popolani armati innestarono i primi combattimenti. Tale rivolta alla fine valse alla città il conferimento della medaglia d’oro al valor militare e consentì alle forze alleate, al loro ingresso a Napoli il 1ºottobre del 1943, di trovare la città già libera dai tedeschi, grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti. La motivazione fu la seguente: Con superbo slancio patriottico sapeva ritrovare, in mezzo al lutto ed alle rovine, la forza per cacciare dal suolo partenopeo le soldatesche germaniche sfidandone la feroce disumana rappresaglia. Impegnata un’impari lotta col secolare nemico offriva alla Patria, nelle “Quattro Giornate” di fine settembre 1943, numerosi eletti figli. Col suo glorioso esempio additava a tutti gli Italiani, la via verso la libertà, la giustizia, la salvezza della Patria (dal Quirinale, 10 settembre 1944).

I Carabinieri, quale istituzione radicata da sempre sul territorio, senza distinzioni di appartenenza politica ma con l’animo di partecipare attivamente alla ricostruzione materiale, politica e sociale di un Paese, dovettero soffrire lutti e privazioni fino alla data celebrativa del 25 aprile 1945, come spiega il Tenente Colonnello Flavio Carbone. I ricordi si nutrono di emozioni nell’esaltare i nomi dei Carabinieri e tra questi il maresciallo maggiore Eugenio Frezzotti, comandante della Stazione Napoli Avvocata, che scoprì nell’abitazione di un fascista napoletano una radio ricetrasmittente e alcuni documenti, sequestrando il materiale e arrestando l’uomo. I Carabinieri di Napoli Montecalvario, per citare un altro episodio, catturarono uno squadrista che dall’interno della sua abitazione in largo Marinelli, aveva ucciso alcuni civili con il lancio di bombe a mano contro la popolazione civile. Tanti ufficiali in congedo, come il capitano Antonio Penna, indossarono l’uniforme nera da Carabiniere per diventare un punto di riferimento per la popolazione. Flavio Carbone continua a menzionare nelle sue ricerche con orgoglio i comandanti di stazione di Napoli: maresciallo Giuseppe Pollicita di Napoli Borgoloreto; maresciallo maggiore Filippo Cucuzza di Napoli Capodimonte; maresciallo Nicola D’Albis di Napoli Stella; maresciallo Tommaso Esposito di Cercola; maresciallo Francesco Di Mastrorocco di Napoli Arenella; maresciallo Salvatore Giacalone di Napoli Vicaria; infine, il contributo di altre stazioni sia al di fuori del centro urbano, sia nella immediata provincia napoletana. Ricordo, in aggiunta, anche il Maresciallo Maggiore Ernesto Matarazzo, comandante della Compagnia di Somma Vesuviana, che tanto si prodigò per la città in quei giorni di lutti e dolori.