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 Vincenzo Mele è  un ragazzo con una grande passione nella vita: regalare emozioni attraverso la recitazione e la musica. “La tartaruga di Riccicone”, il tormentone sommese dell’estate, è il primo brano scritto da Vincenzo Mele.

 

Vincenzo, sei anche un attore?

“Sì, la recitazione è una mia grande passione, anzi la più grande!”

Sei un autodidatta?

“No, mi sono formato con due grandi maestri. Con il maestro  Carmine Giordano prima, al teatro Gregorio Rocco, il quale mi ha insegnato le basi della recitazione, la storia del teatro, la commedia dell’arte e la dizione. Poi con il maestro Lucio Pierri, al teatro Summarte (di Marco Panico, amico che saluto e a cui mando un caloroso abbraccio), eccellenza del nostro territorio, dove Lucio mi ha insegnato a “stare sul palco”, a intrattenere un pubblico, ma soprattutto ha trasmesso a me e agli altri ragazzi che seguivano il suo corso l’importanza dell’affiatamento tra attori, la non rivalità, la collaborazione e l’interazione, facendoci crescere umanamente oltre che professionalmente. Questo, che in questo mondo sembra un ossimoro, Lucio l’ha reso realtà. Inoltre, Lucio ci ha spronati alla creatività e a rincorrere i nostri sogni anche contro corrente. A Lucio devo anche il mio avvicinamento alla scrittura di sceneggiature, pratica che ho affinato con un altro maestro, Francesco Velonà, autore, solo per citarne alcuni, di Biaggio Izzo e di Maurizio Casagrande degli Arteteca, al teatro Diana di Napoli in un corso diretto dal grande Maurizio De Giovanni”. 

Al mondo della musica invece quando e come ti sei avvicinato?

“Alla musica mi sono avvicinato quando andavo alle scuole medie, lì ebbi la fortuna di incontrare sul mio cammino un professore di musica, il professor Barra della scuola media Summa Villa, che era uno dei pochi che credeva in ciò che faceva, ovvero era un insegnante con la passione per il suo mestiere, che ben sapeva che stava formando le persone del futuro e che solo insegnando loro ad essere persone migliori avrebbe gettato le basi per un futuro migliore; e lui faceva questo con la musica. Il professore ci insegnò anche come realizzare la stesura di un testo musicale e che quest’ultimo non dovesse nascere da un’emozione irreale e apatica, ma da un’emozione vera, scaturita dal cuore o dal profondo dell’anima, proprio come avvenne per un testo che dedicai a Mia Martini, nato dall’emozione provata durante una serata dedicata in suo onore proprio al teatro Summarte nel 2019, durante la quale il mio cuore si riempi di battiti che la mia anima trasformò in poesia e poi, insieme al maestro Ciro Perna, in una canzone ancora inedita, purtroppo… “

Invece Come è nato questo tuo  pezzo “La Tartaruga di Riccione” ?

“Questo pezzo è nato nel periodo post quarantena. Dopo quei giorni si faceva sempre più strada la voglia di ripartire e  pensai: “quale sarebbe il modo migliore per ripartire dopo questo periodo a dir poco pesante? Semplicemente dando leggerezza!” Per questo ho scritto questo pezzo: per cercare di regalare un sorriso ai grandi, ma anche e soprattutto ai più piccoli, che hanno sofferto di più in questo periodo”. 

Chi ha collaborato con te a questo pezzo..

“Come detto, io sono l’autore del testo; la parte musicale è del maestro Ciro Perna, un compositore eccezionale oltre che musicista raffinato e di esperienza, ma soprattutto di forte caratura culturale e che vanta diverse collaborazioni con artisti nazionali e non. Il maestro è stato capace di dare al mio testo una musica che ha tutte le caratteristiche per far nascere un pezzo “Tormentone”, creando un arrangiamento polistrumentale con ben 40 (e dico 40!) strumenti (tra cui il sassofono, su mia richiesta, di norma estraneo a pezzi electronic dance come il nostro). È un brano da ascoltare e soprattutto ballare. La voce è di Ilenia, in arte Iris, una giovane cantante dalla voce intrigante e graffiante, che ha dato alla canzone un quid eccezionale, che è stato l’elemento che l’ha fatta prevalere sulle altre provinanti”.

Abbinato alla canzone c’è anche un video (di cui è allegato il link qui sotto) hai qualche aneddoto interessante da raccontarci?

“Il video  è stato realizzato da me e dal maestro Ciro Perna, con tecniche “casalinghe”, in quanto questo video non doveva affatto nascere…”

In che senso? Il brano non prevedeva un video inizialmente?

“No. In realtà, noi volevamo realizzare un prodotto professionale, rivolgendoci a esperti del calibro dei The Jeckal, anche se loro di norma non fanno videoclip musicali. Essendo dei creators con un gusto artistico particolarmente interessante, ci sarebbe piaciuto vedere cosa sarebbe uscito fuori, però, purtroppo per noi, loro sono pieni di richieste e i tempi si sarebbero allungati troppo (all’incirca di tre mesi) e per questo abbiamo deciso di fare un video “fai da te”, utilizzando solo programmi preinstallati. Tuttavia, speriamo che vi piaccia…

Ci piacerà sicuramente, grazie Vincenzo e…. buona musica!