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Somma Vesuviana, la lunga e controversa storia di piazza Francesco De Martino

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La proposta di intitolazione di una piazza al grande giurista e politico Francesco De Martino (1907 – 2002) ancora oggi non ha avuto una degna conclusione. Il desiderio della locale sezione del Partito Socialista urta contro il muro del referendum consultivo che vuole la piazza, invece, intitolata al compianto Sindaco Francesco De Siervo. Come finirà?

Nella seduta del 18 giugno 1916, il Consiglio Comunale di Somma Vesuviana propose di intitolare piazza Duchessa Teresa Ravaschieri (1826 – 1903) a Vittorio Emanuele III (1869 – 1943), esempio mirabile di valore e di sacrificio che il nostro beneamato Sovrano andava quotidianamente mostrando sui campi di battaglia. La meritevole proposta fu approvata per acclamazione dal Consiglio comunale.

Ottantasette anni dopo, il 28 maggio 2003, l’amministrazione cittadina, guidata dal sindaco Vincenzo D’Avino, approvò, con delibera di Giunta n°105, un pregevole lavoro svolto dalla locale commissione toponomastica su trentacinque nuovi toponimi, di cui solo tre ebbero, all’epoca, una veloce esecuzione: via Lucio Albano (via Trentola, lato montagna), via Enrico Cecere (prolungamento di via Diaz) e Piazza Francesco De Martinoal posto di piazza Vittorio Emanuele III.

Più tardi, il 20 ottobre del 2006 una nuova delibera di Giunta, stavolta dell’Amministrazione Allocca, la numero 128, revocava la delibera precedente n°105 della Giunta D’Avino precedente, poiché era intenzione svolgere un’attenta revisione del lavoro precedente e, soprattutto, perché venne a mancare la disponibilità finanziaria occorrente per l’acquisto delle nuove segnaletiche. Oltretutto, invocando un errore nella procedura per l’intitolazione della piazza al prof. Francesco De Martino, l’allora consigliere di Alleanza Nazionale, Crescenzo De Falco (*nota alla fine dell’articolo), strappò la targa marmorea dell’emerito professore collocata sotto palazzo Torino, restituendo alla piazza la vecchia denominazione di Vittorio Emanuele III. Il Sindaco Allocca, in una sua intervista rilasciata sul Il Mediano a firma di Luigi Mosca, dichiarò in un primo momento, che la rimozione della targa era stata iniziativa del consigliere De Falco e non dell’Amministrazione, ma confermò che, aldilà del gesto scorretto, era stata giusta la scelta di conservare la vecchia denominazione della piazza a Vittorio Emanuele III.

All’epoca dello sciagurato scippo della lapide, la Città di Somma Vesuviana cadde rovinosamente sotto la luce dei riflettori della stampa nazionale ed estera e a ciò si aggiunsero le diverse interrogazioni parlamentari. Per ovviare a questo tremendo scempio, il 25 luglio 2007 veniva attuata dall’ Amministrazione Allocca la procedura, prevista dalla legge, per ottenere dalla Prefettura l’autorizzazione per sostituire il toponimo Piazza 3 novembre in Piazza Prof. Francesco De Martino. Una prima delibera di Giunta e, successivamente, una seconda delibera di Consiglio Comunale del 26 novembre 2009, confermavano tale indirizzo. Inoltre, si deliberò di dare atto che, per il quinquennio successivo, sulla documentazione demografica d’ufficio doveva essere riportata la dicitura Piazza Francesco De Martino già Piazza Tre Novembre. Cinque anni dopo, non solo non fu reso esecutivo dall’ Amministrazione quanto approvato nel 2009, ma non si procedette neanche al cambio della documentazione prevista. Intanto nel 2015, un comitato cittadino inoltrò un’istanza al Sindaco Avv. Pasquale Piccolo affinché piazza Vittorio Emanuele III fosse restituita nuovamente al senatore Francesco De Martino. La Commissione toponomastica, nominata con decreto del 23 aprile 2015, accolse tale meritevole richiesta, che sorprendentemente fu rigettata dalla I Commissione comunale permanente, la quale dichiarò che nella decisione della Commissione toponomastica sussisteva un fine ideologico e politico di strumentalizzare una vicenda atavica che veniva perpetuata da anni.

La I Commissione permanente, addirittura, non solo intese rispettare l’acclamazione del consiglio comunale del 1916, ma confermò che bisognava rispettare la delibera consiliare del 29 novembre 2009 che sanciva la variazione del toponimo di Piazza 3 novembre in piazza Francesco De Martino. Tale decisione portò alle dimissioni del coordinatore Ciro Raia dalla Commissione Toponomastica il 12 gennaio del 2016. Intanto si fece strada in città l’iniziativa di un referendum consultivo avente ad oggetto la denominazione della piazza Vittorio Emanuele III al compianto Sindaco Francesco De Siervo (1921 – 2010). Il Quesito posto era ed è: Vuoi Tu cittadino abrogare il nominativo della Piazza di Somma Vesuviana, intitolata a Vittorio Emanuele III, sostituendo con quello del Commendatore Francesco De Siervo, già Sindaco di Somma Vesuviana ? Con ordinanza del Comitato dei Garanti del 19 aprile 2016 il quesito referendario fu dichiarato ammissibile in relazione alle norme stabilite nello Statuto Comunale agli artt. 12, 13 e 16. In particolare l’articolo 13 stabilisce che il Sindaco, secondo le norme di cui al Regolamento, indice il referendum per una data compresa tra il primo maggio ed il giugno dell’anno successivo alla richiesta, tranne motivi di urgenza o coincidenza con le consultazioni, di cui al quindicesimo comma. Siamo ad oggi e il referendum non è ancora stato espletato. Ritornando al Prof. Francesco De Martino, il 6 maggio del 2016 la Giunta Piccolo approvò un atto di indirizzo per l’intitolazione a San Giuseppe Moscati dell’attuale Piazza De Martino (già Tre Novembre), dichiarando che l’Amministrazione, con successivo atto, avrebbe indicato una Piazza o una Via più confacente alla personalità di De Martino, degradando in questo modo la figura del Santo Medico.

La cosa eclatante, però, è che la Giunta Piccolo approvò la delibera numero 57 il 6 maggio del 2016 senza aver udito il parere iniziale della Commissione Toponomastica, che giunse invece nella seduta del 10 maggio successivo a giochi fatti (prot. 9212). La controversa storia di Piazza De Martino si conclude qui. Mi dispiace per i compagni della locale Sezione del Partito Socialista che non si possa attuare il loro proposito, in quanto sulla piazza incombe ancora il referendum consultivo e la sua attuazione. Un referendum, però, che costerebbe tanto alla cassa comunale. L’unica strada da percorrere per non sostenere il referendum sarebbe quello di intitolare la Piazza centrale al compianto Sindaco Francesco De Siervo con un’acclamazione consiliare.

*Crescenzo De Falco racconta così la vicenda:

“Nell’ultimo anno di amministrazione D’Avino la maggioranza era risicatissima e, con un colpo di mano, si portò in giunta una delibera che avrebbe sconvolto dal punto di vista toponomastico Somma Vesuviana, infatti era previsto il cambiamento di nominativi di oltre 200 strade e piazze cittadine. il punto era che non erano stati fatti tutti i passaggi, sia di legge sia quelli di rito (tipo comunicare ai cittadini residenti in quelle vie e piazze se fossero d’accordo e/o condividessero tali modifiche) ma la cosa ancora più grave, ed è verificabile, molti dei nominativi erano di parenti e/o “amici” di quelli che avevano proposto tale delibera di Giunta Municipale, per cui mi sembrò ovvio avvisare l’allora sindaco D’AVINO che, come avessi avuto un interlocutore imparziale avrei proposto l’annullamento di tale obbrobrio.  E così, all’indomani della elezione del Sindaco Allocca, chiesi un colloquio e spiegai l’accaduto e , per onor di cronaca ed a difesa del fatto che non fu una mia iniziativa privata , il Sindaco Allocca e tutta la sua giunta votarono l’annullamento di quella delibera. Riguardo all’episodio della targa tolta dal muro del palazzo che ospita il Comune,  quando la Giunta D ‘AVINO approvò tale provvedimento, senza neanche avvisare la prefettura e gli altri enti interessati, vi fu una manifestazione non autorizzata  a conclusione della quale fu  affisso al muro del palazzo comunale la dicitura “PIAZZA De MARTINO”, senza neanche considerare che tale muro è situato a VIA EMANUELE III e non in piazza V. EMANUELE III. Pertanto, all’indomani dell’annullamento della suddetta delibera,  gli operai del comune ebbero l’ordine di servizio di rimuovere quella targa, posta in un posto sbagliato e senza alcuna autorizzazione. E questo è quanto. Poi resta da dire un particolare, che non è meno importante, il sottoscritto non è mai stato contro ma sempre non convinto che il cambio di nome di strade e piazze già con un nome storico ( più o meno condivisibile) sia una cosa positiva per il territorio. Inoltre la notizia  (che molti ignorano)  riguarda il fatto che, su mia iniziativa, un artista contemporaneo riprodusse in bronzo un Busto dell’onorevole De Martino, successivamente consegnatomi con un’unica richiesta di questo ultimo e cioè  che vi fosse posta la targhetta con il suo nome apposto con la dicitura di una sua volontaria donazione”.

la foto che ispirò il busto in bronzo.