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Il Liceo Scientifico-Classico “E. Torricelli” dà il via alla manifestazione culturale dedicata al grande maestro, Leonardo Da Vinci. La mostra itinerante, giunta direttamente da Firenze, sarà aperta al pubblico fino al 25 gennaio 2020.

Leonardo Da Vinci sbarca con le sue opere al Liceo Scientifico-Classico “E. Torricelli” di Somma Vesuviana. Ufficialmente inaugurata dal Dirigente Scolastico, la Prof.ssa Anna Giugliano, insieme alle Istituzioni locali, la mostra si presenta quale migliore strumento per questo liceo che si impegna nel creare un fronte comune tra scuola e cittadinanza, dimostrando di dare giusti stimoli e risposte formative ai giovani. È il loro coinvolgimento che segna il successo di un ente scolastico, che per l’evento ha lasciato spazio proprio a chi popola la scuola, gli studenti. Leonardo in persona, accompagnato da Isabella d’Este, moglie di Francesco II Gonzaga, ha aperto le danze con uno stuzzicante dialogo intrattenuto insieme a una studentessa di oggi. Passato e presente si fondono all’insegna dell’arte: è l’amore per la cultura che rende eterni.

La mostra, giunta a Somma Vesuviana da Firenze e diretta poi a Barcellona, è propriamente definita didattica in quanto non si presenta come una passiva esposizione della riproduzione delle opere del maestro, ma sono previsti momenti di approfondimento sulla pittura, sulle macchine e sul culto leonardesco. L’esposizione è divisa secondo i quattro principi della natura: acqua, fuoco, terra, aria, mettendo in luce i meccanismi di macchine di ingegneria idraulica e da guerra, realizzate in larga parte per Ludovico il Moro, oltre alla straordinaria opera degli ingranaggi, anticipati di 500 anni da Leonardo e utilizzati ancora oggi. Le macchine, nello specifico, si caratterizzano per i tre elementi-cardine ricorrenti nelle opere di ingegneria leonardesca: ruota dentata, rocchetto e vite senza fine. Ampio spazio è riservato anche all’eredità pittorica che l’artista ha lasciato ai posteri. A tal proposito Vasari, nel narrare la sua vita, scriveva della sua passione rivolta alla scienza più che al mondo religioso. La sua è stata una visione particolare del sacro: le figure dei santi che portano la sua firma, mostrano sempre il loro aspetto più umano.

Il 2 maggio 1519, all’età di 67 anni, Leonardo si spegne, abbracciato dal Re di Francia Francesco I, che lo ha nominato “Pittore, Ingegnere e Architetto del Regno di Francia”. Della morte aveva scritto «Così come una giornata ben spesa dà lieto dormire, così una vita ben usata dà lieto morire». Con queste parole si concluse la sua intensa vita e cominciò il mito dell’estro di un uomo che «si sveglia nella notte mentre tutti gli altri continuano a dormire», come direbbe il padre fondatore della psicoanalisi, Freud. Leonardo Da Vinci ha dimostrato di essere un artista poliedrico, sempre all’apice della scienza, emblema di quel genio che è racchiuso in ogni uomo, ma che solo pochi al pari del grande maestro riescono a far emergere.