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«Con il tuo sorriso, caro Mario, ci hai conquistati. Siamo certi che dal paradiso oggi ci stai salutando». È solo uno dei messaggi affidati a letterine e disegni colorati che i bambini di Somma Vesuviana, una rappresentanza di alcune scuole elementari, hanno consegnato a Rosa Maria, giovane vedova del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega in cui onore, ieri mattina, è stato piantato un melograno.

E i bimbi sono i soli ad aver potuto attraversare il «muro» affettuoso che i carabinieri hanno eretto tra lei e la folla, i curiosi, la stampa. I piccoli si sono avvicinati a Rosa Maria al termine della cerimonia organizzata dalla fondazione Keren Kayemeth LeIsrael (Kkl) Italia Onlus, che ha donato un albero di melograno piantato accanto al monumento ai caduti in piazza Vittorio Emanuele III, a pochi passi dal municipio. Occhiali scuri per proteggere la sua emozione dagli sguardi, Rosa Maria ha sorriso ai bambini che le hanno donato piccole bandierine tricolori con scritte in ricordo di Mario, porgendo dei fiori preparati per lei, per la mamma Silvia e per Lucia, la sorella del vicebrigadiere ucciso a Roma la notte del 26 luglio scorso. Piccoli pensieri per cui le tre donne della famiglia Rega Cerciello non sono riuscite a trattenere commozione e lacrime. Il melograno resterà lì, nella piazza principale della città che a Mario ha dato i natali, con i suoi semi che rappresentano, per cristiani ed ebrei, le buone azioni da compiere nella vita. Accanto ai familiari, la fanfara dei militari, il comandante interregionale dell’Arma, Vittorio Tomasone, il consigliere regionale Carmine Mocerino, il sindaco Salvatore Di Sarno e Giuseppe Sommese, presidente dell’assise pubblica, a rappresentare tutti i consiglieri. «Ringraziamo le autorità e chi ha promosso questa nobile iniziativa – hanno scritto i familiari del carabiniere, definendo Mario “fiamma ardente della nostra storia” –   affinché non siano mai dimenticati i caduti nell’adempimento del proprio dovere e i loro familiari cui resta un indicibile dolore». «Il melograno ha un simbolo storico dai tempi di Salomone -ha spiegato il vicepresidente della KKL, Daniel Hayon, a margine della manifestazione di piantumazione – i suoi semi rappresentano le azioni buone che dobbiamo compiere noi ebrei ma vale anche per i cristiani. Ed oggi, in questa triste occasione, lo colleghiamo alle azioni buone compiute da Mario». «Guai a dimenticare il sacrificio di un uomo – ha commentato invece il generale Tomasone – ed oggi la presenza di tanti bambini e ragazzi, dà il senso a ciò che stiamo facendo. Piantando questo albero si ricorda che ciò che è stato versato torna a nuova vita».