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L’esigenza di dotare di ascensore tutti gli edifici con più piani, soprattutto per anziani e disabili con difficoltà motorie

Dai dati dell’ultimo censimento risulta che, a livello nazionale, gli edifici con più di tre piani, nel 69% dei casi, non sono dotati di ascensore. Dal 1989 la legge (la n.13/89) obbliga la dotazione di ascensori solo nei nuovi edifici con più di tre piani. Il risultato di questa situazione è che oggi, e ancor più in futuro, le persone con mobilità ridotta sono e saranno a rischio di esclusione. In particolare alle persone anziane o disabili con difficoltà motorie è impedita la libertà di movimento. Mancando l’ascensore, manca un anello nella connessione tra la propria casa e la strada, uno strumento che permette alle persone di muoversi in autonomia, sia nelle normali funzioni della vita che nel coltivare relazioni di comunità.

Di queste difficoltà le associazioni come Auser hanno una grande esperienza, perché impiegano molti volontari proprio per superare queste barriere che impediscono alla persona anziana di uscire da casa. Per questo motivo, del resto, lievita la spesa sanitaria e sociale. Allo stesso tempo, in quasi tutti gli edifici esistenti è possibile installare un dispositivo per la mobilità verticale. Le soluzioni tecniche oggigiorno ci sono. Non ci sono limiti tecnici per l’istallazione degli ascensori; le aziende offrono le più diverse tipologie.

Dalla conoscenza di questi dati, e dall’esperienza quotidiana dei volontari, è nata l’idea di Auser di lanciare, in diverse regioni, una campagna di sensibilizzazione dal titolo “L’ascensore è libertà”. L’obiettivo è, in primo luogo, trasformare un problema di difficoltà motoria (temporanea o cronica) da individuale a collettivo, come coscienza e ricerca di soluzioni che interroga le parti sociali, economiche e politiche. Ogni soggetto – istituzione, associazione o ente – dovrebbe affrontare la questione “dotazione di ascensori” per le proprie specifiche competenze, non trascurando la manutenzione e la messa a norma degli impianti esistenti.

Una buona notizia è arrivata dalla Camera dei Deputati: il governo ha accolto il 3 ottobre un OdG. Che impegna l’esecutivo ad assicurare il rifinanziamento del “Fondo speciale per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati”.

Ciononostante il percorso è tutto in salita. Ci sono problemi di natura economica: il costo iniziale dell’investimento, le detrazioni fiscali. Le detrazioni delle spese sostenute per l’installazione di ascensori e impianti assimilati, sono il 50% del costo fino ad un tetto di 96.000 euro. Le detrazioni devono diventare strutturali e parificate alle detrazioni per le spese sostenute per l’efficientamento energetico, che sono il 65% del costo.

Vi è inoltre il problema degli incapienti, di coloro che non hanno il denaro per l’investimento iniziale. Spesso sono proprio le persone anziane nelle assemblee di condominio a dire di no a questo possibilità, proprio per ragioni economiche. Per questo si propone l’istituzione di un Fondo pubblico di rotazione per anticipare l’intera quota dell’investimento del singolo proprietario. Tale prestito potrà essere restituito al momento della vendita dell’immobile o quando passa in successione agli eredi. La garanzia del prestito è data dall’immobile stesso che risulta valorizzato dalla presenza dell’ascensore di un importo sicuramente superiore al costo sostenuto per l’installazione.

I comuni ricoprono un ruolo importante. Per favorire la dotazione di ascensori possono prevedere agevolazioni nei costi per i permessi, fare la mappatura e la ricognizione degli edifici.

Infine la dotazione di ascensori nei condomini esistenti produrrebbe un impatto positivo sul lavoro con la creazione di occupazione regolare, sia nella fase di produzione e installazione che per la successiva manutenzione periodica.

Consentire alle persone di uscire dalla propria casa è un diritto da far rispettare. ,Già oggi in Italia vi sono 13 milioni di persone anziane con età superiore ai 64 anni. Ma tra una trentina di anni un terzo della popolazione lo sarà. Occorre fare di tutto per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su un tema la cui importanza è molto sottovalutata. I veri limiti sono di natura culturale, come quando si considera l’ascensore un bene di lusso o quando si pensa che non vale la pena di spendere tanti soldi per categorie, tutto sommato, improduttive. E se non interessasse la qualità della vita delle persone, si potrebbe considerare come l’ascensore serva a ridurre, concretamente, spese sanitarie, di riabilitazione, di servizi sociali.

Per tutte queste ragioni bisogna partire con questa campagna anche in Campania. E sostenere un appello alle Istituzioni, affinché intervengano con le necessarie modifiche normative e di legge, per favorire l’istallazione di ascensori. Anche attraverso ulteriori e specifiche misure di sostegno economico per i meno abbienti, cosi come indicato nell’art. 3 della Costituzione Italiana.