Grande partecipazione ed entusiasmo per il Carnevale Sommese. Molti i visitatori provenienti dai comuni limitrofi.
Ass. A sunagliera per la Zeza in memoria di Giovanni Sgammato; Ass. Spazio Torchio ; Compagnia teatrale “Summa Villa”; La ferramenta Mosca Domenico e famiglia ; Francesco Granato ; Il coro Gaetano di Matteo; Pino jove ; Angelone o bell o nient; Pullastrielli ; Associazione un sorriso per amico; Amici del Casamale; Banda Musicale Antonio Seraponte; famiglia Ruggiero Esposito: Amici del Rione Margherita; Genny Morra; Raffaella Tirelli; Alfonso Sorrentino e tutti i residenti del borgo Antico Casamale. Chi è questa gente? Cosa li accomuna? Questa è gente attiva, gente che ha partecipato e ha collaborato attivamente per rendere ancora più bello e interessante il Carnevale Sommese, evento che per i Dodici Mesi e la Zeza è attenzionato anche dall’Unesco. Questa è gente che ha partecipato alle riunioni, che ha messo a disposizione tempo, energie e risorse per la propria città. Questa è gente che viole conservare e tramandare le tradizioni a tutti i costi. Quest’anno il carnevale è stato ancora più bello proprio perchè ha visto la partecipazione di tante associazioni, la gente che ha assistito alla coloratissima sfilata ha potuto toccare con mano l’entusiasmo di tutti i partecipanti, il bello, la sana allegria di Somma Vesuviana . L’allegria , la spensieratezza, una bella boccata di ossigeno in una domenica, quella appena trascorsa, oscurata dalla psicosi coronavirus in Italia. Bene, al netto delle criticità, che sono state davvero tante, dall’auto in sosta ai pochissimi vigili fino alla mancanza della croce rossa, va dato merito all’associazione “Amici del Casamle” per l’impresa davvero titanica realizzata, per aver saputo aggregare, unire, entusiasmare tanta gente, compresa chi scrive. E’ da questo straordinario entusiasmo, estremamente contagioso, che sono nate scenografie davvero incredibili,una tra tutte quella del Rione Margherita con il tema “Il giardino dell’Eden”, ma c’è stato anche il carro del folk, della tradizione, il carro della storia con la rappresentazione dei reali agioini ed aragonesi. Agli organizzatori va il merito anche di saper presentare le richieste in modo corretto e preciso, tant’è che hanno ottenuto tutti i dovuti permessi. E’ stato presentato un percorso molto articolato con la presenza di carri ed è stato autorizzato.Tuttavia, rispetto ad un percorso simile, il comandante della polizia locale ha messo a disposizione appena tre vigili e le difficoltà sono state sotto gli occhi di tutti: un solo vigile che correva lungo le strade con la ricetrasmittente attaccata all’orecchio; auto in sosta e carri che, sopratutto sul Borgo, hanno superato a stento gli ostacoli. Per fortuna fino in piazza è andato tutto bene ma proprio quando è arrivato il momento dell’esibizione dei “Dodici Mesi” e della “Zeza”, un uomo si è sentito male. Da qui il tam tam dal microfono per cercare un medico poichè l’ambulanza non c’èra. Come mai non c’era l’ambulanza, vista la presenza di così tanta gente? Pare che qualcuno abbia inviato una mail in mattinata per annunciare che non sarebbe stata garantita l’ambulanza per impegni legati all’emergenza coronavirus. Mah! Su questa questione è stata presentata anche una interrogazione . Al momento, ingiustamente, si cerca addirittura di scaricare la responsabilità sugli organizzatori: assurdo! In ogni modo, il gran finale previsto in piazza non c’è stato: peccato! I carri hanno atteso per un pò e poi se ne sono andati così come se ne sono andati delusi i tanti visitatori presenti dei comuni limitrofi. E la piazza, piena di gente, in pochi minuti si è svuotata. Sono rimasti solo i coriandoli e l’ amarezza. L’ amarezza e anche la consapevolezza che non solo quanti dovevano essere presenti (presenti come quando si fanno le inaugurazioni…) non c’erano, ma che gli stessi non ha nemmeno compreso, e continuano a non comprendere, la straordinaria portata dell’evento.

