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Il signor A. D. P. ha 66 anni, è affetto da gravi patologie regolarmente certificate (con riconoscimento di cui alla legge 104/92), ha handicap importanti e un ISEE pari a zero, ma non gli è stato riconosciuto il diritto all’assistenza domiciliare.

 

A raccontare la storia di A.D.P.  è l’avvocato Giovanni Salierno cui l’uomo si è rivolto per vedersi riconoscere quello che considera un proprio diritto ed è proprio il legale ad aver presentato richiesta di chiarimento e accesso agli atti con una lettera indirizzata alla responsabile di posizione organizzativa Iolanda Marrazzo e al segretario generale Massimo Buono.

I fatti: con determina 1792 del 22 ottobre 2019 il comune approvava lo schema di avviso pubblico e cominciavano a pervenire le istanze. Il 7 gennaio 2020 l’ufficio approvava la graduatoria provvisoria dei beneficiari per l’assistenza a disabili e anziani collocando il signor Andrea al 111 posto e dunque tra i soggetti non ammessi.

«Il mio assistito – dice Salierno – è sia anziano che disabile, in condizioni gravissime, ciò nonostante è stato collocato in una posizione non idonea nella graduatoria anziani». Il punto sul quale fa leva il legale è però un altro: «La previsione di due distinte graduatorie tra disabili e anziani rende la determina del 7 gennaio paradossale e indubbiamente illegittima atteso che un anziano con grave handicap certificato non ha diritto ad alcuna forma di assistenza, ecco perché ho chiesto l’annullamento in autotutela della determina 3 del 07/01/2020 e con essa della determina 1792 del 22 ottobre 2019, dunque la predisposizione di un’unica graduatoria secondo requisiti prestabiliti, con avvertimento che entro sette giorni, in assenza di riscontro positivo, saranno adite le autorità giudiziarie».

(fonte foto:rete internet)