Somma Vesuviana, Antonio Seraponte: il dolore, il vuoto, le speranze, i sogni, le attese nel racconto del fratello Ciro

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Il maestro Antonio Seraponte è stato una delle figure di grande prestigio del panorama musicale napoletano. Nato a Somma Vesuviana nel 1951, ultimo di sette figli fu avviato dal padre Mauro, sarto e musicante, allo studio della tromba con il maestro Pasquale Raia (1909 – 1965). Più tardi, divenne allievo del Maestro Renato Marini, docente di tromba al Conservatorio napoletano di San Pietro a Majella e prima tromba della Rai di Napoli. Diplomatosi con pieni voti nel 1972, iniziò la sua carriera di musicista, impegnato nelle più importanti istituzioni musicali e concertistiche: durante il periodo militare, prestò servizio con la sua tromba nella Banda Nazionale della Guardia di Finanza e più tardi a Roma al Teatro dell’Opera nelle stagioni estive alle Terme di Caracalla. Antonio ha legato il suo nome a diverse trasmissioni televisive tra cui Napoli prima e dopo con l’orchestra diretta dal M° Giuseppe Anèpeta. Insegnante di musica prima ad Avellino, poi a Lioni e, dopo qualche anno, a Somma Vesuviana presso la Scuola Media Statale Summa Villa, ha educato per diversi anni intere generazioni di cittadini sommesi, lasciando in ognuno di essi un segnale indelebile di affetto, di competenza e di professionalità. All’interno della Consulta Musicale è stata importante e fondamentale per tutti la sua esperienza. La morte lo colse improvvisamente la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio 2011. Nel 2011, per ricordarlo, fu costituita una associazione culturale – musicale in sua memoria con lo scopo principale di istituire, nel tempo, un complesso bandistico.

Il 1 gennaio è stato dunque l’anniversario della sua morte e abbiamo chiesto a Ciro Seraponte un suo ricordo. Lui ci ha subito rammentato che l’importanza della “memoria” non sta solo nel ricordare il passato ma nel conservarlo, intatto, per rendere migliori il presente ed il futuro.

Cosa ricorda di quel primo gennaio 2011?

«Un dolore immenso, un vuoto assoluto. E poi una folla immensa, composta e incredula si riversò nella chiesa, sulle scale e nella piazzetta antistante l’antica Collegiata, per salutare il Prof., il Maestro, l’Amico e il Cittadino di Somma Vesuviana. Poi, durante la Santa Messa, si presentò l’allora Sindaco Raffaele Ferdinando Allocca con la fascia tricolore, in segno di lutto cittadino. Un’emozione grande»

Ci ricorda l’impegno del Maestro per Somma Vesuviana?

«Antonio negli ultimi anni, prima della pensione, allentò la sua ascesa sui palchi e nei teatri d’Italia, dove era sempre in compagnia della sua magica tromba, per dedicarsi alla sua Città, alle sue bellezze storiche e culturali, alle sue tradizioni, per regalare la sua arte e il suo sapere, senza nulla a pretendere, solo per volontà, per amore e per passione, tutte virtù ereditate dai genitori ma soprattutto dal papà, genio dell’artigianato e grande estimatore della musica. Infatti Mauro Seraponte, autodidatta, era Trombonista della Banda Musicale di Somma Vesuviana di allora. In quegli anni, sulla spinta propulsiva soprattutto di Antonio, nacque anche il gruppo “Quelli del Borgo” che fu protagonista di svariati eventi di beneficenza, tutti indirizzati al bene comune, per la ristrutturazione e la valorizzazione dei gioielli storici presenti sul territorio. E’ stato sempre attento e partecipe alle iniziative dei giovani e degli appassionati del teatro, assumendo il ruolo di Direttore Artistico nelle tante iniziative messe in campo dagli amici del “Torchio”, in particolare la Cantata dei Pastori, più volte riprodotta negli anni, con migliaia di partecipati».

Non si è mai risparmiato, dunque. Ma c’era un sogno in particolare, un suo sogno non ancora realizzato…

«Sì, il suo amore per Somma Vesuviana è rimasto saldo e forte fino all’ultimo respiro. Ma è vero, aveva un sogno: riportare la Banda Musicale a Somma Vesuviana, ne parlava sempre ma la sorte non ha voluto assecondarlo, per questo il suo impegno è diventato il nostro impegno, fin dalla costituzione dell’Associazione che porta il suo nome. La musica è stata la sua vita e con la musica lo teniamo in vita. In dieci anni si sono avvicendati sul palco, nell’annuale kermesse musicale a lui dedicata, oltre 50 artisti che hanno voluto portare il loro tributo al Prof., dai suoi allievi agli artisti affermati, dalle nuove leve a quelli che hanno varcato per la prima volta un palco».

Molti temi, dibattiti, presenza delle istituzioni, premi, ma nel futuro come pensa di tenere vivo il ricordo del Maestro?

«Ci aspettiamo che anche l’Amministrazione Comunale faccia la sua parte, con un giusto e meritato riconoscimento. Il Sindaco Di Sarno più volte lo ha annunciato e siamo fiduciosi che nelle prossime settimane l’argomento vada all’ordine del giorno e si avvii la procedura per l’assegnazione».