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Spesso succede che la vita privata si mescola e si confonde con il ruolo di giornalista nonostante tutto e tuo malgrado. E così, di fronte alle ingiustizie o alla palese violazione di regole, si viene coinvolti e non si può fare a meno di essere cronisti, per provare a incidere e favorire un cambiamento.

Stamattina mi sono recata al Distretto sanitario 48 di Somma Vesuviana per una prenotazione. Ho avuto modo di vedere che esiste di fatto la contraddizione tra le regole per il contenimento del covid e il mancato rispetto delle stesse regole da parte di quel pubblico ufficio.

All’ingresso c’era una signora in divisa (presumo una guardia giurata) che staccava i numeri per l’ordine cronologico di ingresso nella struttura. Ho preso il mio numerino (a prima mattina ho ricevuto il numero 20) e mi sono allontanata dalla fila, che intanto cresceva e si allungava.

E la misurazione della febbre? Nulla, nessuno che si sia preso la briga, né all’esterno né all’interno. Non è così che funziona, non  è questo il modo di lavorare per contenere il covid-19. Al Comune, prima di accedere negli uffici, hanno posizionato dei termo scanner; le scuole del territorio sono in attesa di quegli strumenti, grazie a finanziamenti regionali. E l’Asl? E il Distretto di Somma? Nulla, non ha strumenti (almeno così pare) né personale che misuri la temperatura agli utenti.

Ancora una volta questa struttura, questo importantissimo servizio, si trova nell’occhio del ciclone. Faremo un approfondimento per capire che organizzazione si stanno dando in vista dell’autunno/inverno perché quel periodo, secondo gli esperti, sarà il più delicato e il più pericoloso per i rischi di contagio se non vengono adottate e rispettate le misure stabilite.

Intanto, abbiamo il dovere di registrare che il modus operandi del locale Distretto sanitario con il suo negligente comportamento è pericolosissimo per tutti i cittadini che vi si recano.