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Nelle ultime ore molteplici sono le dichiarazioni in seno agli organi istituzionali e sui social-media che si susseguono, con ritmo costante, da parte di politici e di esperti in merito al ritorno a scuola a settembre.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto al Senato sul contenuto dei provvedimenti per il contenimento della diffusione del Covid-19 ha affermato:

«Il Governo è al lavoro per garantire la riapertura in piena sicurezza di tutte le scuole a partire dal mese di settembre; il diritto all’istruzione dei nostri figli, garantito dalla Costituzione, è il fattore essenziale per il futuro del nostro Paese».

La titolare del Ministero dell’Istruzione promette il rientro in classe: “A settembre riporteremo studenti e studentesse tra i banchi”, e con un post su facebook, spiega che lo si farà “seguendo le indicazioni del documento del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute che individua regole di buon senso e chiare.

Il CTS chiarisce che le misure di prevenzione e di protezione fondate sul distanziamento fisico richiederanno “inevitabilmente l’adozione di misure organizzative che potranno impattare sul “modo di fare scuola” e pertanto dovranno essere pensate e proporzionate all’età degli studenti. Sarà necessaria un’analisi attenta e capillare degli spazi disponibili e delle possibili collaborazioni con il territorio sulla base di specifici accordi, al fine di aumentare gli spazi didattici complessivi”.

Per garantire il “distanziamento interpersonale di almeno 1 metro” il layout delle aule destinate alla didattica andrà rivisto con una rimodulazione dei banchi, dei posti a sedere e degli arredi scolastici, garantendo il rispetto della distanza di sicurezza anche nelle aree dinamiche di passaggio e di interazione (zona cattedra/lavagna). Medesime regole per gli spazi comuni, aree di ricreazione, corridoi.

Per lo svolgimento delle attività di educazione fisica, se svolte al chiuso (es. palestre), si dovrà assicurare “adeguata aerazione e un distanziamento interpersonale di almeno 2 metri”.

La precondizione proposta dal CTS per la presenza a scuola di studenti e di tutto il personale è:

– “l’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti”; in  caso contrario si “dovrà restare a casa”;

non essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni;

non essere stati a contatto con persone positive, per quanto di propria conoscenza,  negli ultimi 14 giorni.

Dunque, nessuna misurazione della temperatura corporea è prescritta per l’ingresso a Scuola, per cui tutto è rimesso alla responsabilità individuale o a quella genitoriale in caso di minori.

Relativamente alle misure igienico-sanitarie dell’ambiente e personali da osservare per la riapertura della scuola, il CTS ha previsto che in via preliminare il Dirigente scolastico dovrà assicurerà quotidianamente operazioni di sanificazione di tutti i locali della scuola destinati alla didattica e non, secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, nonché  rendere disponibili prodotti igienizzanti (dispenser di soluzione idroalcolica) o a base di altri principi attivi ) per l’igiene delle mani per gli studenti e il personale della scuola, in più punti dell’edificio scolastico e, in particolare, in ciascuna aula per permettere l’igiene delle mani all’ingresso in classe, favorendo comunque in via prioritaria il lavaggio delle mani con acqua e sapone neutro.

La scuola garantirà giornalmente al personale la mascherina chirurgica, che dovrà essere indossata per la permanenza nei locali scolastici. Gli alunni dovranno indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione, fatte salve le dovute eccezioni (ad es. attività fisica, pausa pasto).

L’inizio dell’anno scolastico potrebbe essere, invece, lunedì 14 settembre. La proposta arriva direttamente dal ministero dell’Istruzione alle Regioni. La ministra Azzolina aveva fatto intendere una ripresa delle lezioni in aula il primo settembre, ma le elezioni amministrative e il referendum potrebbero compromettere tale ipotesi.

(FONTE FOTO: RETE INTERNET)