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A un anno dalla morte dell’ex sindaco di Saviano, il dott. Carmine Sommese, la comunità si unisce nel ricordo dell’uomo che per anni è stato alla guida del paese.

Era il 17 aprile 2020 quando la notizia che mai nessuno si sarebbe aspettato nel comune savianese, arrivò come una doccia d’acqua fredda: il sindaco Carmine Sommese, vittima del Covid, lasciò la sua famiglia, le corsie dell’ospedale presso cui esercitava la sua professione di medico e la sua comunità nel mezzo del lockdown. La paura del virus si unì all’angoscia di una perdita incolmabile.

Nella casa comunale che per anni è stata la sua dimora, ad un anno dalla sua scomparsa, l’attuale sindaco di Saviano, Vincenzo Simonelli, ha osservato un momento di preghiera insieme alla moglie, alle figlie e ai familiari del dott. Carmine Sommese. «È ferma intenzione dell’attuale amministrazione attivarsi per conferire alla figura di Carmine Sommese un riconoscimento che resti nel tempo. Ritengo – continua il primo cittadino – sia il giusto tributo per un professionista esemplare e amministratore di lungo corso del nostro Comune». Ed è proprio per mantenere vivo il sorriso di colui che è stato una guida per tutti, che a Saviano ogni cittadino è invitato a tenere un lumino acceso sul davanzale della finestra di casa propria, questa sera alle ore 21:00, per unirsi con un piccolo gesto, seppur a distanza, nel ricordo del dottore Sommese.

Negli istanti immediati in cui lo scorso 19 marzo 2020 apprese di essere positivo al Covid-19, l’ex primo cittadino lasciò un ultimo messaggio alla sua comunità, che oggi non può che far riflettere. «La mia professione di medico ed il mio ruolo di sindaco mi hanno inevitabilmente esposto ad un maggiore rischio di contagio. Spesso si rimane feriti da ciò che più si ama, dal mio aver combattuto, in prima linea e senza risparmiarmi, la battaglia che tutti noi stiamo vivendo. Attinto da una malattia silente e diventato paziente, rafforzo il mio amore per la medicina e la dedizione alla mia cittadina, perché la mia esperienza di contatti umani e di quanti a me si sono affidati mi ha reso migliore, oggi più di ieri. Tornerò presto a contrastare questa emergenza sanitaria, insieme ne usciremo vincitori».

E anche l’ospedale di Nola, Santa Maria della Pietà, si è unito al ricordo del dottor Sommese apponendo una targa commemorativa al di fuori del reparto di Chirurgia, del quale era primario. Prestando fede al giuramento di Ippocrate, il dottor Sommese ha lasciato a tutti un grande insegnamento: credere nei propri ideali, nei propri valori, senza mai perdere di vista i propri obiettivi. Le sue parole, però, un anno dopo risuonano con una forza maggiore. Nulla è cambiato e il Covid ha continuato a fare strage di vittime innocenti. Osservare le leggi è tutto ciò che si può fare nel rispetto di noi stessi, dei nostri concittadini, ma soprattutto in onore di chi ha messo a repentaglio la propria vita per unirsi in questa lotta comune.