Sant’Anastasia, tentato omicidio: zio contro nipote, gli spara ma il proiettile non va a segno

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Una lite familiare degenerata in un tentato omicidio, uno zio che impugna la pistola e fa fuoco, mancandolo, contro il nipote. È accaduto a Sant’Anastasia, in una zona centrale nei pressi del passaggio a livello della Circumvesuviana e i protagonisti sono un operaio di 51 anni, residente in provincia di Vercelli occasionalmente in visita a Sant’Anastasia, e il nipote (31 anni), un autotrasportatore che vive a Sant’Anastasia.

I due avevano discusso più volte animatamente in passato, una serie di incomprensioni che hanno condotto all’ultimo screzio durante il quale sono volate parole grosse. Lo zio, noto alle forze dell’ordine e già arrestato in precedenza per reati legati al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ha deciso di chiudere la lite in maniera drastica. Le motivazioni alla base della discussione tra parenti non sono state al momento rese note e le indagini sono ancora in corso ma, si tratti di futili screzi o di qualcosa di più grave, lo zio ha optato per un epilogo violento che poteva finire in tragedia. Si è presentato alla porta dell’abitazione di Sant’Anastasia dove il nipote vive con la famiglia, ha atteso e, quando l’ha avuto di fronte, ha estratto con freddezza la pistola e gliel’ha puntata contro esplodendo un colpo. Il proiettile non è fortunatamente andato a segno, conficcandosi invece nel portone di ingresso. A quel punto il mancato assassino è fuggito, sparando altri due colpi in aria e allontanandosi da quello che solo per mera casualità non è divenuto luogo del delitto. Grazie alle dichiarazioni della vittima, subito ascoltata dai carabinieri, e all’analisi delle immagini recuperate dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona, i carabinieri hanno immediatamente individuato e fermato il responsabile, che aveva provato a darsi alla fuga. Ma i militari, in poche ore di indagini serrate lo hanno acciuffato e arrestato. Il fermo è poi stato convalidato ieri mattina e i carabinieri della sezione operativa della compagnia dell’Arma di Castello di Cisterna, al comando del capitano Marco Califano, hanno eseguito la misura, notificando al 51enne un’ordinanza di custodia cautelare – per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari – emessa dal tribunale di Nola su richiesta della locale Procura. Il mancato assassino dovrà rispondere di tentato omicidio.