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Sant’Anastasia, l’ex assessore Cettina Giliberti: «Ecco perché sono andata via».

La psicologa, consigliera eletta nella lista Arcobaleno con 313 voti, fino a ieri responsabile delle politiche sociali nella giunta di Lello Abete, spiega i motivi della sua sofferta decisione. Le sue dimissioni sono state recapitate a Palazzo Siano ieri e sui social si sprecano le polemiche ma lei ha deciso di non attizzarle, ecco perché di seguito c’è unicamente il suo intervento. Senza commenti.

«Una squadra che si rispetti lavora per obiettivi comuni. Sono fiera di averne fatto parte per due anni» – così comincia Cettina Giliberti la nota che ci ha fatto pervenire e nella quale si rivolge direttamente al sindaco Lello Abete. «Grazie a te, sindaco, per me un amico, un compagno di viaggio e una guida che spesso ha assecondato le mie posizioni. Devo dirti grazie perché nonostante il tuo modo di fare, diverso dal mio, mi hai dato fiducia ed io so di non averla tradita portando avanti con successo tante cose realizzate». «Io so – continua l’ex assessore – che lui è più dispiaciuto di me ma non l’avrei mai messo di fronte ad una scelta e ho preferito andare via io, sottolineando che non vado via per andare altrove, né perché qualcuno ipotizzava la mia uscita dalla giunta, né tantomeno per fare spazio ad altri, né ancora perché come qualcuno ha ipotizzato io abbia un male incurabile. Per fortuna scoppio di salute! Devo e voglio ringraziare tutti quelli che hanno creduto in me esprimendo una preferenza due anni fa, e chi in corso d’opera mi ha dimostrato la sua stima, spero di non aver deluso le loro aspettative; chi, nel corso di questi due anni, ha lavorato a stretto contatto con me negli uffici e fuori, è stata una bella squadra, che ha sopportato i miei tempi e il mio ritmo, con attenzione, dedizione e comprensione reciproca. E stendiamo un velo davvero pietoso su chi non fa per niente il suo dovere e non mette amore in ciò che fa. Un grande grazie lo devo ad un professionista serio, leale, onesto e molto preparato che è stato il mio maestro in questi due anni, un dirigente che auguro a tutti i comuni di avere, il dott. Nicola Anaclerio, grazie al quale ho imparato tanto e risolto problematiche relative a lentezza burocratica ed incompetenza o malafede di altri.

Ultimo ma non in ordine di importanza, il mio amico, collega Fernando De Simone, sempre pronto in prima linea ad intervenire su tutto e con me fin dall’inizio del mandato. Lo ammetto, non ho un carattere facile ma dò l’anima e mi impegno soprattutto nelle cose che non so fare per imparare a farle bene; non scendo a compromessi e le cose non le mando certo a dire. So di non essere diplomatica ma vado avanti come un treno se credo in una cosa, contro tutto e tutti. Due anni intensi, difficili e al contempo belli. Sento solo di sintetizzare ribadendo che un ente dovrebbe soprattutto reggersi sulle Politiche Sociali ed è inammissibile realizzarle senza risorse; che una squadra dovrebbe edificare e non distruggere e qui c’è qualcuno interno che gode sulle sventure della collettività; che l’unico interesse dovrebbe essere il beneficio dei cittadini e non l’interesse personale o come minimo l’aumento dei clienti per la propria professione; e che il ruolo di ognuno non deve essere scavalcato dagli altri. Questi i motivi della mia decisione. In due anni non mi sono mai servita della politica, al contrario ho servito la politica. Non rinnego nulla e nessuno, ma spesso certe scelte vanno fatte ed io ho ritenuto farle anche considerando che una parte della maggioranza di questa amministrazione è lontanissima da me o io lontanissima da lei in tutto, soprattutto eticamente. C’è più di uno troppo ambiguo, fastidioso, e seppur votato pare ormai non stimato da molti, forse perché finalmente la gente comincia a capire e ad apprezzare la coerenza e la trasparenza. Non dimentichiamo un manifesto a firma di un gruppo di maggioranza che denigrava il mio operato e del quale nessuno ha avuto il coraggio di prendersi la paternità nascondendosi dietro un movimento. E non dimentichiamo neppure la performance della signora Fornaro nel consiglio comunale di gennaio, con pubblico lì portato per la “prima teatrale”. Che vergogna, Dio mio! Io non potrei mai essere all’altezza!!! Tant’è che loro stanno tutti lì ben piazzati a passarsi le palle e pararsi… Io non mi sono mai ritenuta un numero, sono fiera di essere una persona. Se loro si accontentano di vantare solo i loro numeri, beh…felice per loro che si accontentano del nulla. Mi dispiace perché col coraggio che mi contraddistingue, avrei lavorato ancora tanto e speravo meglio, facendo anche scelte impopolari perché mi reputo presuntuosamente lungimirante. Ma sono serena perché tutto ciò che ho fatto è visibile e tangibile, checché se ne dica e spero vivamente non vada perso.

Ai cittadini sta giudicare…Grazie a chi continua a dimostrarmi affetto e stima, rispettando anche non conoscendole, almeno finora, le motivazioni che mi hanno spinta a lasciare. Voglio però sottolineare che non mollerò mai l’impegno nei progetti con i disabili, non li lascerò in balia del nulla».

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