Sant’Anastasia, il lungo silenzio degli innocenti (1943 – 2023)

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Lapide
Lapide

Il 1° ottobre del 1943 una cannonata, sparata da un mezzo blindato dell’esercito nazista in località Ponte di Ferro, colpì il sagrato della Parrocchia Santa Maria La Nova, ammazzando otto persone innocenti.

Per onorare la memoria di quelle  vittime fu collocata pochi anni dopo – sulla facciata della stessa chiesa, ad iniziativa della Sezione Comunista – una lapide con i nomi delle vittime: Castaldo Annunziata, Capuano Immacolata, Carbone Pasquale, Granata Raffaela, Panico Sofia, Polise Rosa, Riglia Maria e Sebeto Maria. Il Consiglio comunale di Sant’Anastasia, nella seduta del 23 giugno di quest’anno, ha deliberato finalmente di istituire il 1° ottobre come Giornata della Liberazione e della Memoria. Già nel 2013, dopo un’ isolata commemorazione della Pro Loco Arco, tenutasi nella parrocchia di S. Maria La Nova il primo ottobre di quell’anno, lo storico locale Raffaele Sodano iniziò una sua propria indagine alla ricerca dei discendenti delle vittime per poter ricostruire e fissare i momenti salienti di quel tragico giorno. Ebbene, la documentazione orale si è tramutata in questi mesi in uno speciale opuscolo dal titolo La strage nazista – L’eccidio del 1° ottobre 1943, nato, oltre che dalla attenta ricerca di Raffaele Sodano, anche dai contributi di Rosanna Novato e Ciro Fiore. Lo stampato a cura della Pro Loco dell’Arco, patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia, si è avvalso anche della collaborazione dell’ ANPI locale.

La strage nazista

Il libro, una sorta di diario, ricco di numerose testimonianze, è stato già distribuito nelle scuole e ai cittadini. Dopo 80 lunghissimi anni di oblio – spiega Maria Elena Capuano, presidente ANPI Sant’ Anastasia – anche noi  abbiamo la nostra data per celebrare l’eccidio nazista compiuto a danno dei nostri concittadini. La neonata Associazione Partigiani – Sezione Caduti della Flobert – ha reso possibile tutto ciò grazie al contributo appassionato e tenace di chi proprio non vuole dimenticare. Un progetto sognato, sostenuto e condotto dall’amore di chi si riconosce nel comune passato, ma guarda al futuro per costruire un presente migliore. Fare Memoria significa proprio questo: trovare radici condivise per costruire insieme una società più giusta.

Lapide commemorativa