
Padre Giovanni era nella residenza sanitaria per anziani da più di tre anni, in delicate condizioni di salute. Era lui il paziente che qualche giorno fa, per l’aggravarsi della malattia dovuto all’aggressione del Covid – 19, era stato trasportato all’ospedale di Nola. Aveva 83 anni
Di seguito pubblichiamo il necrologio* che per lui hanno preparato i padri domenicani del Convento di Madonna dell’Arco guidati dal priore padre Alessio Romano, a cura di fra Clemente M. Angiolillo.
Fra Giovanni Cattina nasce a Macomer, in provincia di Nuoro, il 16 maggio del 1937. Entra nell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani) nel 1951. Dopo alcuni anni scolastici, il 2 ottobre del 1955 riceve l’abito religioso iniziando così l’anno canonico di noviziato, al termine del quale emetterà la prima professione religiosa (24 ottobre del 1956). Nel nostro convento della Sanità in Barra, sede dello studentato filosofico-teologico, fr. Giovanni si prepara al sacerdozio, dimostrando la sua passione e il suo amore per il sapere teologico, facendo dello studio una vera pratica ascetica; in questi anni emetterà la professione perpetua (24 ottobre 1959) nella chiesa di S. Maria della Sanità. Uomo dal carattere docile e obbediente – possiamo dire a ragion veduta anche innocente – ha vissuto la sua consacrazione al Signore secondo l’ideale domenicano prodigandosi alla salvezza delle anime, esercitando il ministero presbiterale in molte comunità della Provincia S. Tommaso d’Aquino in Italia. Ha fatto del voto di obbedienza il suo leitmotiv, e per questa ragione sempre visto come esempio di fronte alle disposizioni dei Superiori, prestando con umile servizio la sua collaborazione ovunque l’obbedienza l’abbia portato. Tra i suoi molti servizi resi all’Ordine domenicano e alle varie Chiese locali, degni di nota sono: il superiorato a Barra e Potenza; parrocato a Madonna dell’Arco; educatore presso la scuola apostolica a Parabita (LE), vicario del Superiore Maggiore in Acireale e Messina, e molti altri servizi seppur qui non menzionati, ma sempre meritevoli – come asserisce il Vangelo – di segrete ricompense (cfr. Mt 6,1-5). Fr. Giovanni ha vissuto parte della sua vita anche presso il convento-santuario di Madonna dell’Arco in Sant’Anastasia (NA), compiendo la sua mansione di parroco e confessore: durante il suo mandato ha sempre, con animo gioviale e allegro, elargito consigli, conforto e, soprattutto, aiuti materiali per quanto gli fosse possibile. Fr. Giovanni Cattina è stato un religioso e sacerdote dal cuore tipicamente caritatevole. Il suo amore per Cristo lo ha reso una perfetta icona di Gesù buon pastore. Amava tutti e da tutti era riamato. È doveroso qui ricordare la sua tempra fortemente sarda: era un orgoglioso figlio della Sardegna dalla quale aveva ereditato l’amore per la natura e per la sua terra: «È la terra che fa germogliare gli alberi e le persone e a ognuno dà i suoi umori inconfondibili: la terra di Sardegna fa i Sardi… Ognuno è diverso per l’indole e per il proprio patrimonio genetico, non solamente nella persona singola, ma nel DNA etnico. Il Sardo ha un profondo legame con la terra, le assomiglia: taciturno, arcigno, disadorno, duro… per questo io resto fiducioso che, fin quando ci sarà la terra sarda vi saranno i Sardi con le loro caratteristiche specifiche. Quanto è preziosa e amabile la nostra terra! Tutto parte da lì. È terribile e inesorabile, ma pure ti offre infiniti appigli e risorse per poter sopravvivere; il Sardo li sa tutti sfruttare e lavorare al meglio, e ha imparato a vivere congruamente alla destinazione in cui madre natura lo ha collocato» (Cit. di Vitale Scanu). Non solo l’amore per la natura e la terra hanno contraddistinto l’animo e la vita di fr. Giovanni ma anche l’amore per l’uomo. Fr. Giovanni un uomo prima e religioso dopo dal cuore generoso e dal carattere conviviale che lo rendeva capace di una generosità e di un altruismo senza limiti. Dopo il trasferimento dalla comunità di Parabita (Lecce) viene assegnato a Madonna dell’Arco. Per le sue delicate condizioni ha dovuto essere trasferito, dopo qualche tempo, presso la nostra Casa di Riposo (Madonna dell’Arco). Nonostante le sue precarie condizioni di salute, fr. Giovanni non si è mai perso d’animo e fino all’ultimo ha esercitato – anche se con un po’ di fatica – il suo ministero sacerdotale, divenendo per tutti gli ospiti segno visibile della presenza di Dio in mezzo agli uomini. Gli ultimi anni della sua vita, caratterizzati dalla demenza senile, fr. Giovanni ha fatto l’esperienza biblica del bambino innocente: «Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia» (Sal 131, 2). In questo momento di grande angoscia e sofferenza, le condizioni di salute di fr. Giovanni Cattina – ormai da tempo serie – si sono progressivamente aggravate anche a causa del COVID-19, risultandone positivo al test-tampone. In questi ultimi giorni, in via del tutto precauzionale, è stato trasferito presso il nosocomio di Nola dove questa mattina (29 marzo) «sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente po’ scappare» lo ha raggiunto strappandolo al nostro affetto. La Vergine dell’Arco, da lui instancabilmente amata, venerate e predicata, gli sia rifugio e conforto. Prima di affidarlo alla misericordia di Dio Padre, vogliamo dire a fr. Giovanni il nostro sentito grazie per la sua testimonianza di fede e di amore.
Oggi, caro fr. Giovanni, non ti diciamo addio, ma… a – Dio.
A cura di fr. Clemente M. Angiolillo. o.p.

