Sant’Anastasia, coniugi in manette: avevano trasformato canile in serra per coltivare cannabis

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SANT’ANASTASIA. Ex canile alimentato con elettricità rubata, trasformato in una serra per la coltivazione di cannabis.

Questo e altro nei controlli dei Carabinieri: la parte più succosa di un servizio alto impatto svolto dai Carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna nei comuni di Sant’Anastasia, Casalnuovo di Napoli, Castello di Cisterna e Somma Vesuviana. Tutto inizia in strada, nel comune di Sant’Anastasia. Due uomini parlottano in modo sommesso, sono guardinghi.

Il loro comportamento viene notato da alcuni militari della locale stazione. Vogliono vederci chiaro e chiedono loro di mostrare il contenuto delle tasche. Il primo estrae una bustina di marijuana, l’altro esita poi cede. Addosso nascondeva 20 grammi di “erba”. I carabinieri estendono la perquisizione nell’abitazione di quest’ultimo, un ex canile ora dismesso. In una porzione della struttura un vero e proprio vivaio nel quale erano piantati 14 fusti di cannabis indica, illuminati e ventilati artificialmente.

L’impianto – hanno rilevato tecnici dell’ENEL – era collegato abusivamente alla rete elettrica nazionale, senza il filtro di un contatore. Non solo piante: nella serra anche 30 chili di infiorescenze di canapa, 2 chili e 200 grammi di marijuana già essiccata e 60 grammi di hashish.

Attorno allo stabile anche un sistema di videosorveglianza per scongiurare controlli improvvisi delle forze dell’ordine. Il proprietario di casa, insieme alla moglie 37enne incensurata, è finito in manette. Sono entrambi ai domiciliari, in attesa di raccontare la loro versione al giudice.