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Concorsopoli, torna in ballo l’ipotesi di associazione a delinquere. L’inchiesta della Procura di Nola, guidata ora dal procuratore Laura Triassi, con indagini condotte dalla guardia di finanza, ha decapitato l’amministrazione comunale di Sant’Anastasia facendo finire prima in carcere – e ora ai domiciliari almeno fino fine luglio – l’ex sindaco Lello Abete, l’ex consigliere Pasquale Iorio, l’ex segretario Egizio Lombardi e l’imprenditore Alessandro Montuori, titolare dell’agenzia selezioni e concorsi di Salerno. I quattro, da quanto si evince da intercettazioni telefoniche e ambientali nonché dalle indagini, avrebbero truccato i concorsi pubblici del comune vesuviano, alterando le prove e facendo vincere concorrenti che pagavano dai 20 ai 50mila euro per «sistemarsi».

Tutti gli indagati, tranne l’ex sindaco, hanno collaborato con la Procura confessando circostanze e dettagli della vicenda, inoltre vista l’indagine in corso – che starebbe tra l’altro proseguendo su altri fronti – il commissario prefettizio che al momento guida il comune di Sant’Anastasia ha annullato tutti i concorsi indetti dalla ex amministrazione Abete che vedevano sempre alla presidenza delle commissioni il segretario Lombardi. All’inizio della vicenda però, in sede di riesame, i giudici del tribunale della libertà avevano fatto decadere uno dei capi di imputazione, vale a dire l’associazione a delinquere. Ebbene, i pubblici ministeri Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano avevano fatto ricorso alla suprema corte, convinti dei gravi indizi di colpevolezza. Elemento essenziale dei reati associativi è l’accordo, il vincolo permanente a causa della consapevolezza di ciascun associato di far parte di un sodalizio, partecipando con contributo causale alla realizzazione di un programma criminale. La Procura, tant’è, ha vinto il ricorso. Qualche giorno fa la Cassazione ha dato ragione ai pm con un nuovo rinvio al riesame per la discussione delle difese che avverrà a settembre. La Procura, dopo gli interrogatori e i confronti, rimane convinta della consapevolezza di tutti gli indagati rispetto alla compravendita dei posti pubblici, delle somme richieste ai concorrenti e degli elaborati sostituiti o corretti per favorire i paganti. Per quel che attiene Lombardi e Montuori l’inchiesta, anche in virtù delle loro stesse deposizioni, si è allargata a macchia d’olio su altri comuni. Se il riesame accogliesse le loro tesi, almeno per quel che riguarda Sant’Anastasia e dunque con il coinvolgimento di tutti e quattro gli indagati, gli ex sindaco, consigliere, segretario nonché l’imprenditore, vedrebbero aggravare ulteriormente la loro posizione. Le indagini di Concorsopoli hanno disvelato una vera e propria cricca che aveva agito non solo a Sant’Anastasia ma pure a Pimonte, Cercola, San Giuseppe Vesuviano, Sarno, numerosi altri enti e finanche università. Tirando in ballo, nelle «rivelazioni» anche politici e funzionari di vari enti locali, del vesuviano e oltre.