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Pasquale Iorio

 Tantissimi i comuni, i dirigenti, gli aspiranti impiegati, i colletti bianchi coinvolti nell’inchiesta «Concorsopoli» che a dicembre scorso vide finire in carcere l’ex sindaco Lello Abete, l’ex segretario Egizio Lombardi, l’ex consigliere comunale Pasquale Iorio e l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori. Le rivelazioni di tre indagati, tutti tranne l’ex primo cittadino Abete che tiene la bocca cucita e continua a professare la sua innocenza in attesa del Riesame che venerdì 10 aprile dovrebbe decidere sulla sua eventuale scarcerazione, faranno «tremare» molti Palazzi.

Egizio Lombardi

Lombardi, Iorio e Montuori sono già ai domiciliari dopo interrogatori e confronti in cui hanno confessato confermando il castello accusatorio dei due pubblici ministeri, Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano. Tra le tante rivelazioni si trova la distruzione di verbali delle prove d’esame debitamente firmati che vengono sostituiti da altri stampati ad hoc, mentre i tre si occupano di dar fuoco a quelli originali. Un «adempimento» occasionalmente  avvenuto anche nel giardino adiacente l’abitazione di una parente dell’ex consigliere Iorio. Sarebbe stato Montuori a chiamare Lombardi, già segretario nei comuni di Sant’Anastasia e Pimonte dove aveva «proficuamente» collaborato con il titolare dell’agenzia selezioni e concorsi, anche nelle commissioni d’esame a Cercola. La gestione del concorso per la carica di comandante della polizia municipale era esattamente la copia di quelle truccate altrove, consegnando a chi era già stato designato per la vittoria le tracce d’esame già redatte.

Alessandro Montuori

A ricoprire il ruolo di numero uno della polizia locale a Cercola, nonostante ci fossero in lizza ufficiali con curricula di pregio, fu chiamata poi una candidata ventottenne. La stessa che aveva svolto la pratica forense al comune di Sant’Anastasia, la stessa che aveva fatto da speaker nei comizi elettorali per le amministrative 2019 in sostegno di Lello Abete, la stessa che – come Montuori ha confessato ai pm – sarebbe stata raccomandata da un importante e noto imprenditore di Sant’Anastasia. La questione dei concorsi, compreso quello riguardante la polizia locale di Cercola, è stata oggetto di interrogazioni parlamentari del senatore Antonio Iannone il quale fa preciso riferimento alla vincitrice. Nelle rivelazioni di Iorio, molti nomi di vincitori «paganti» e tra loro – avrebbe confessato l’ex consigliere – anche quello del compagno della sorella del sindaco stesso.  «Tra i candidati che hanno superato il concorso c’è anche lui. Il segretario Lombardi mi disse che aveva fatto una prova scadente e pertanto era necessario sostituire le sue prove. Gli consegnai, a casa sua, dei fogli protocollo in bianco senza distintivo». Molti i politici, attuali amministratori in carica di San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Nocera Inferiore, Pontecagnano, Cardito, Lettere, Cercola e molti altri comuni, tirati in ballo durante gli interrogatori. Inoltre, si comprende bene che già altri concorsi, nella prima consiliatura di Abete – come quello riguardante la polizia locale – erano stati oggetto di manipolazione ma non andati come il sindaco sperava, tanto che lui stesso aveva cercato di tendere a Montuori una trappola, registrandolo. Noie presto dimenticate, nel caso dei concorsi 2019, grazie all’intercessione dell’ex segretario comunale.  Ed è riguardo al comune di Lettere che l’imprenditore salernitano, titolare dell’agenzia selezione e concorsi, avrebbe raccontato ai giudici di aver ricevuto una commessa diretta «propiziata» da due politici che nei rispettivi comuni sono attualmente in carica: un assessore di Cercola e uno di Somma Vesuviana. Quest’ultimo, all’epoca dei fatti, chiese a sua volta una raccomandazione per un amico, in cambio avrebbe agevolato Montuori nell’affidamento di altri concorsi che la Regione Campania aveva necessità di organizzare. Tutti e tre gli indagati, al momento in custodia domiciliare, hanno esaurientemente risposto ad ogni domanda dei giudici, tirando in ballo molti altri amministratori e taluni di essi ricoprivano la doppia veste, a Sant’Anastasia per esempio, di “concorrenti paganti”.