
E intanto il primo cittadino è stato martedì scorso in Prefettura con altre due proposte: lo stabile di via Primicerio che al momento ospita Utc e comando vigili, e l’ex scuola di via Starza. “Stiamo facendo quanto e più sia in nostro potere” – dice Abete, mentre don Ciccio d’Ascoli promette battaglia dall’altare.
I carabinieri cercano casa e il parroco tuona dall’altare contro il sindaco: «Meglio che vada via lui, piuttosto che l’Arma». Il conto alla rovescia è iniziato già da un po’: se entro un paio di mesi non si troverà una soluzione adeguata, la stazione dell’Arma scomparirà da Sant’Anastasia e i militari in servizio in città si appoggeranno ai presidi del circondario, dunque Somma Vesuviana, Pomigliano d’Arco, compagnia di Castello di Cisterna. Il rischio è ben noto da quasi due anni, dal momento in cui la stazione dei carabinieri di Sant’Anastasia, al comando del maresciallo Francesco Russo, ha ricevuto l’avviso di sfratto dai locali di via D’Auria. Da allora molte soluzioni sono state prese in esame, tutte sono state scartate: creò polemica l’ipotesi di allocare la stazione nel centro sociale «Giuseppe Liguori», altre soluzioni non sono andate a buon fine e l’ultima idea presa in esame, ossia quella che i militari trovassero casa nel plesso scolastico di via Sodani è stata scartata dopo un difficilissimo consiglio comunale e dopo che sulla proposta di cedere lo stabile all’Arma è calata la scure dei revisori del Comune e quella della Corte dei Conti. Il confronto tra maggioranza e opposizione non ha dato frutti e anche nella stessa compagine del sindaco Lello Abete si sono create frizioni, ora però sul piede di guerra si è messo anche il parroco di Santa Maria La Nova: don Ciccio d’Ascoli ha infatti annunciato che a cominciare da sabato, in tutte le funzioni religiose, le sue omelie saranno dedicate a sensibilizzare la città sul problema. «I carabinieri non devono andare via da Sant’Anastasia – dice il parroco – se l’amministrazione non riesce a trovare una soluzione, è molto meglio che se ne vadano il sindaco Abete e i suoi “amici”». La mette giù pesante don Ciccio e spiega che dal suo osservatorio privilegiato di pastore, sa bene che la scomparsa di un presidio importantissimo come quello del’Arma sarebbe per Sant’Anastasia una vera iattura. «È intollerabile- dice il parroco – qui sono rimasti soltanto i carabinieri a tutelarci, non possiamo consentire che se ne vadano altrove. Sant’Anastasia è sede di un Santuario regionale, quello di Madonna dell’Arco, che attira un flusso di centinaia e centinaia di pellegrini e già questo basterebbe. Ma la microcriminalità, i furti in appartamenti, le truffe agli anziani, le rapine quotidiane, lo spaccio di droga ad ogni angolo di strada, lo spettro dei clan della camorra che anche se qui sono stati decapitati, allignano in aree limitrofe e potrebbero fare del nostro paese terra di conquista, i vigili ormai sembrano scomparsi dalle strade e sappiamo che sono pochissimi, non possiamo permettere che accada, non possiamo consentirci di perdere il presidio dell’Arma».

Dunque chi andrà in chiesa nella collegiata anastasiana il prossimo fine settimana, potrà ascoltare dal pulpito l’appello del parroco. Intanto, il sindaco Abete dice di essere in cerca di soluzioni. «Non spetterebbe a noi trovare casa all’Arma – sostiene il primo cittadino – ma ce la stiamo mettendo tutta proprio perché non possiamo consentire che il territorio rimanga sguarnito, martedì scorso abbiamo incontrato nuovamente il Prefetto ventilando ancora due soluzioni possibili». Le ipotesi sottoposte al prefetto sono lo stabile di via Primicerio, destinato anni fa proprio a sede dell’Arma ma all’epoca scartato, che al momento ospita l’Ufficio Tecnico e il comando vigili urbani. La seconda ipotesi è la ex scuola di via Starza di proprietà delle Ferrovie dello Stato. «Stiamo aspettando che valutino le nostre proposte – dice Abete – e posso assicurare che stiamo davvero facendo ogni atto in nostro potere per scongiurare la peggiore delle ipotesi». Ieri anche un’altra proposta è stata messa in campo durante un’iniziativa pubblica alla quale ha preso parte l’ex sindaco Carmine Esposito: la dislocazione nell’ex macello comunale, destinato però ad un centro per immigrati regolari già finanziato, o una tassa di scopo per edificare ex novo una caserma dell’Arma, come era già previsto anni or sono in via Libero Grassi. «Ne discuteremo in consiglio comunale, se qualcuno porterà tali proposte, ma intanto stiamo facendo ogni cosa in nostro potere» – dice Abete.



