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Carmine Molaro, giovanissimo  originario di Somma Vesuviana, è stato invitato ad interagire con gli alunni dell’Istituto “Luca Pacioli” durante il consiglio d’istituto che si è tenuto online per discutere di una tematica molto delicata: bullismo e cyberbullismo.

Carmine Molaro, vive nella cittadina di Somma Vesuviana e  fin da piccolo è stato affascinato dalla fotografia e crescendo ha coltivato la sua passione anche per la scrittura. Carmine è stato vittima di bullismo, periodo difficile della sua adolescenza che ha superato con grande successo e che saputo raccontare magistralmente  nel suo libro “Il difficile gioco della vita”

Il giovane è stato invitato ad una campagna di sensibilizzazione online sul bullismo dall’Istituto Luca Pacioli di Sant’Anastasia, durante la quale ha risposto a domande  proprio sul suo libro “Il difficile gioco della vita” ed ha interagito con gli studenti.

Il giovane ha approfondito il delicato tema che purtroppo oggi è sempre più attuale fra gli adolescenti della nostra società. Per Carmine il bullismo è una malattia che non ha vaccino ma che può essere debellata se c’è collaborazione fra tutti noi. Secondo Carmine il bullismo è sottovalutato in primis dai genitori, che tendono a giustificarlo come se fosse una bravata e non educano i propri figli a rispettare gli altri.

Il giovane scrittore ha anche raccontato l’esperienza che ha toccato la propria persona, che si è trovato in un gruppo classe che non gli ha concesso la possibilità di farsi amici ed integrarsi. Per reagire e confortarsi, Carmine ha trovato nella penna una valvola di sfogo, quella che ha dato vita al suo libro, piaciuto molto al pubblico.

Carmine invita le vittime di bullismo e cyberbullismo a farsi sentire, a dare sfogo al proprio io, a  parlare con chiunque ritengono di fiducia e di non chiudersi in se stessi perché fuori ci sono molte persone pronte ad aiutare ed una legge che andrà a punire queste azioni che possono condurre anche a  gesti estremi.