Il capogruppo di «San Vitaliano Rinasce», Pasquale Raimo, contesta le delibere approvate poi dalla maggioranza nella più recente seduta di consiglio comunale. «La competenza non spettava all’assise».
Notifiche di atti di riscossione, determinazioni di superfici imponibili, avvisi di accertamento elencati nell’ordine del giorno del consiglio comunale tenutosi il 14 novembre scorso: una serie di punti che ha determinato la dura presa di posizione del consigliere Pasquale Raimo (capogruppo di San Vitaliano Rinasce. Punti che poi sono stati comunque votati dalla maggioranza consiliare. «Agirò in merito nelle sedi opportune» – aggiunge però Raimo.
Stando alle dichiarazioni del capogruppo di minoranza, almeno cinque punti all’ordine del giorno non sarebbero stati di competenza del consiglio comunale ma atti di mera gestione. «Si tratta di proposte di delibera manifestamente illegittime, frutto di evidente e grossolano errore della giunta municipale, non avrebbero dovuto esserci né tantomeno essere approvate».
«Gli atti di gestione rientrano, è bene ricordarlo al sindaco e agli assessori, nella competenza, esclusiva, dei funzionari – si legge nell’atto che poi Raimo ha voluto far mettere a verbale -nell’ordinamento italiano vige il rigido principio della separazione delle funzioni introdotto, per quanto riguarda gli enti locali, con legge 8/6/1990 n 142 confermato con il successivo d.Lgs 3/2/1993 n 29 ribadito dalla Corte Costituzionale con sentenza 16/5/2002 n 193 ed anche dal Consiglio di Stato con parere del 7/5/2003 n 2479. Evidentemente il lungo tempo trascorso (oltre ventisei anni) non è stato sufficiente agli amministratori di San Vitaliano per recepire la nuova normativa». Ha fatto appello, il capogruppo di opposizione, anche al segretario generale, in qualità di garante della correttezza amministrativa. «Non mi ha risposto – precisa Raimo – ma vorrei ricordare come ho già fatto in aula che l’adozione di atti di gestone da parte degli organi politici, se rilevato da commissioni di accesso, è motivo di scioglimento del consiglio comunale e di nomina di un commissario».
Inoltre, sempre stando alla posizione assunta da Raimo in assise, le proposte di delibera potrebbero configurare un danno erariale. «Si interviene su accertamenti divenuti definitivi da anni per mancata impugnativa dei contribuenti e non suscettibile di intervento di autotutela» – spiega Raimo. Proposte di delibera che sono naturalmente passate con il voto contrario di San Vitaliano Rinasce.
Ma nel consiglio comunale del 14 novembre è accaduto anche altro: il ritiro del regolamento di «Città San Vitaliano in Coro». Dissensi in maggioranza avrebbero spinto il sindaco Antonio Falcone a proporre di eliminare dall’ordine del giorno il punto in questione, rinviandolo a un prossimo consiglio comunale, dopo che il suo vice, Aurora Spiezia, aveva già relazionato in merito. Rinvio effettivamente approvato dai consiglieri di maggioranza in contrasto con il vicesindaco che ne avrebbe voluto la votazione.



