Il comandante della polizia locale soccorse un infante di 5 mesi che stava soffocando. Ma la municipalità gli ha mandato un provvedimento disciplinare
Multato dal Comune dopo aver salvato la vita a un bambino di appena 5 mesi. Non è finita. L’ente ha pure contestato al comandante della polizia municipale di aver riaccompagnato a casa con un’auto dei vigili il bimbo e i suoi genitori, dopo le dimissioni del neonato dal Santobono di Napoli. Anche di questo dovrà rispondere alla commissione disciplinare del Comune il comandante Luigi Maiello.
“La mia auto andò in panne davanti all’ospedale. Non potevamo rientrare a Pomigliano e allora chiesi al comandante se ci poteva dare un passaggio a casa – racconta Mario Musella, papà del piccolo salvato da Maiello -. Il comandante ha salvato la vita a mio figlio e gli saremo grati per sempre.”
LE CONTESTAZIONI
Il Comune ha notificato al dirigente della municipale una multa di 200 euro. La colpa? Aver rilasciato alla stampa e aver pubblicato sui social «dichiarazioni non autorizzate
preventivamente» e relative alle «attività di servizio», vale a dire al salvataggio del
bambino. Dichiarazioni che secondo il Comune violerebbero il regolamento comunale
(modificato dal sindaco Lello Russo a giugno scorso, pochi giorni dopo la sua rielezione),
in base al quale un dipendente può comunicare solo se autorizzato e solo attraverso il portavoce del sindaco o l’ufficio stampa. Il salvataggio del bambino risale
all’11 luglio scorso, quando il neonato rischiò di affogare mentre la mamma lo allattava.
La donna uscì di casa, a pochi metri dal comando vigili, e implorò l’aiuto dei passanti. Si fermò una pattuglia della polizia municipale e sopraggiunse Maiello che praticò al bambino
la «manovra di Heimlich», consistente nel comprimere il torace del piccolo allo scopo di
far espellere il latte materno rimasto tra gola e polmoni. La manovra ebbe successo, il
bimbo tornò a respirare. Quindi la corsa verso l’ospedale Santobono, dove il neonato fu
visitato e dimesso in poco tempo. Infine il ritorno a casa tra le braccia di mamma e
papà, a bordo dell’auto dei vigili. Ma al posto degli encomi sono spuntati i provvedimenti
disciplinari.
LA POLEMICA
È solo l’ultimo episodio dello scontro tra il sindaco Lello Russo e il comandante della polizia
municipale. Qualche giorno fa in consiglio comunale la maggioranza ha anche messo in
dubbio la regolarità dell’assunzione di Maiello. «Abbiamo qualche dubbio sulla regolarità del
concorso vinto da Maiello – aveva detto Russo in campagna elettorale -. Quando diventerò
sindaco mi dovrà dimostrare che è nella legalità altrimenti se ne dovrà andare».
Un’accusa che ha suscitato la reazione del sindacato di categoria CSA e della CGIL FP,
che ha denunciato al prefetto «un preoccupante clima di delegittimazione e di
isolamento istituzionale». Accusa che Russo smentisce. «C’è un rapporto sereno e
collaborativo tra la parte politica e i nostri agenti – dice il sindaco -. Non c’è nessun atto
di questa amministrazione che abbia messo in discussione l’operato del comandante Maiello. Ho anche deciso di assicurarmi che il comandante rimanesse a Pomigliano a tempo
pieno». A luglio Russo fu raggiunto da un avviso di garanzia. Reato contestato dalla
Procura: ripetute diffamazioni nei confronti di Maiello durante la campagna elettorale. Il
sindaco, secondo l’accusa contenuta nella denuncia, disse che «il comandante è uno sceriffo senza cervello che si è inventato la camorra e il sacco edilizio» e aggiunse che «a Pomigliano la camorra non esiste». Invettive lanciate contro il principale artefice di due indagini. La prima ha portato alla chiusura per infiltrazioni della camorra di tutte le aziende di pompe funebri di Pomigliano, Casalnuovo e Castello di Cisterna, colpite da interdittive antimafia della prefettura; la seconda, coordinata dalla Procura di Nola, è culminata nel sequestro tra il 2020 e il 2021 di numerosi cantieri e nell’annullamento dei titoli edilizi per un totale di 300 appartamenti.


