Rimozione di don Peppino, la sinistra della Fiom Cgil: «Incomprensibile decisione. Landini silente»

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Don Peppino e Landini in una manifestazione operaia a Pomigliano
Don Peppino e Landini in una manifestazione operaia a Pomigliano
La sinistra del sindacato dei metalmeccanici e della Camera del Lavoro contesta il silenzio dei vertici sindacali sull’allontanamento da Pomigliano del prete operaio     
Dopo la decisione del vescovo di Nola, Francesco Marino, di allontanare da Pomigliano il “prete operaio” d’Italia, don Peppino Gambardella, erede naturale dello scomparso don Gallo, l’area più a sinistra della Cgil, “Le radici del sindacato”, stigmatizza il silenzio fatto calare su questa vicenda dagli apparati direttivi della Camera del lavoro, apparati che in passato avevano condiviso numerose iniziative con il sacerdote. E’ stata la sindacalista Eliana Como a schierarsi apertamente sulla vicenda di don Peppino, crticando dalle pagine di Micromega la decisione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, di partecipare al raduno in Vaticano dei sindacalisti, voluto  per il 19 dicembre prossimo da papa Francesco. « Si sceglie il papa – scrive Como – ma si è dimenticato don Peppino, prete operaio di Pomigliano, che Landini conosce bene, perché lo ha visto ai nostri cancelli, nelle nostre lotte e nelle nostre vertenze. In questo caso si, avrei compreso e apprezzato un intervento del segretario generale contro la decisione recentissima del vescovo di Nola di spedirlo al confino, lontano dal territorio per cui, accanto a noi, ha lottato per anni ». Intanto, appena ieri, l’area “Riconquistiamo tutto” della Fiom, corrente che a sua volta ha come punto di riferimento, nella Cgil, “Le radici del sindacato”, dallo stabilimento automobilistico Stellantis di Melfi ha aggiunto un secondo comunicato. “Non siamo in grado di comprendere questa decisione”, le parole riferite al provvedimento del vescovo di Nola degli esponenti dell’opposizione nella Fiom.
“Caro don Peppino – il saluto rivolto al sacerdote da “Riconquistiamo tutto” – per noi sarai sempre il nostro prete operaio, un punto di riferimento, perchè da te abbiamo tanto da imparare. Ti vogliamo un mondo di bene e ti siamo vicini sempre”. Finora però le strutture dirigenti, nazionali e regionali, del sindacato dei metalmeccanici più grande del Paese, non hanno firmato nessun comunicato ufficiale su questa che non è solo una storia di Pomigliano, un vero e proprio caso politico. Ha colpito soprattutto l’assenza di una presa di posizione da parte della Fiom di Napoli. Per il momento l’unico dirigente campano dei metalmeccanici Cgil che si è espresso sulla faccenda ufficialmente, sia pure a titolo personale, è stato Francesco Percuoco, segretario della Fiom di Caserta. Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, Percuoco ha manifestato il suo affetto per il sacerdote. « Tu non andrai mai in pensione – le parole del segretario di Caserta – resterai il prete operaio sempre pronto ad aiutare i più bisognosi. Per quello che hai fatto e per quello che farai ti ringrazio di cuore. Con affetto e gratitudine». Un legame forte quello tra Percuoco e don Peppino, che domenica scorsa ha dato l’addio a Pomigliano celebrando la sua ultima messa. Il responsabile della Fiom casertana è stato, insieme col sacerdote e con Mariano Di Palma, referente regionale di Libera, il cofondatore di Legami di Solidarietà, fondo di aiuto ai cassintegrati della Fiat di Pomigliano estromessi dal ciclo produttivo nel 2012. Messaggio privato del responsabile casertano a parte, l’unico comunicato ufficiale firmato dalla Fiom e indirizzato al prete degli ultimi è stato quello diramato di recente dalla fabbrica Avio di Pomigliano.
Ma è stata una presa di posizione della base di uno stabilimento e non delle strutture dirigenti territoriali. “Ti sei schierato al nostro fianco contro la prepotenza delle imprese che vessavano i lavoratori e che non rispettavano persino le sentenze di un giudice – il contenuto del messaggio della Fiom Avio – hai aiutato cassintegrati e disoccupati pagandogli le utenze domestiche e dandogli da mangiare”. Anche “Rinascita”, partito di sinistra nato nella città di Pomigliano, ha voluto lasciare un saluto a don Peppino: “Pur non condividendo le stesse visioni politiche non possiamo non ringraziare don Peppino per le continue lotte al fianco degli operai, degli ultimi, dei dimenticati”. Ma nelle stanze che contano prosegue la consegna del silenzio.