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Scuole aperte oltre l’orario di lezione, ingressi scaglionati, niente sport di gruppo, niente assembramenti nei corridoi tra una lezione e l’altra, pasti consumati in classe, ognuno seduto al proprio posto.

Nuovi banchi a rotelle, costosi e di controversa efficienza nel garantire il distanziamento rispetto al banchetto fisso tradizionale; A fine agosto, poi, il CTS si esprimerà in via definitiva sull’uso della mascherina  che, secondo il ministro Speranza, rimane uno dei punti cardine, assieme al distanziamento e al lavaggio delle mani, del contrasto alla diffusione pandemica. De Luca annuncia che, prima dell’inizio delle lezioni, 180.000 tamponi verranno effettuati a tutto il personale docente e non docente, per un inizio in completa sicurezza. Tra le numerose novità potrebbe esserci quella della presenza di un medico per ogni istituto che, all’entrata, effettuerebbe una misurazione della temperatura corporea agli studenti. Ma cosa succederebbe se un alunno o un docente risultassero positivi al coronavirus? Il Ministro Azzolina, in un’intervista rilasciata a La Stampa, ipotizza “In quel caso, il modello potrebbe essere simile a quello utilizzato di recente per gli esami di Stato. Tutti i compagni dovrebbero fare i tamponi e l’intera classe, temporaneamente, non si presenterebbe a scuola. Ma sono misure che stiamo ancora scrivendo con i sindacati e con il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute. Faranno parte di un protocollo di sicurezza che contiamo di chiudere al più presto”. E in quel caso tornerebbe ad essere utilizzata la didattica a distanza. La Ministra illustra la propria idea su come utilizzare i soldi europei del Recovery Fund destinati alla scuola, ponendo uno stop alla scarsità cronica di personale (mancano all’appello 120 mila docenti) e di spazi da adibire alle ore di lezione  “archiviare definitivamente le classi pollaio, che impoveriscono la didattica, e intervenire sugli edifici” , combattere la dispersione scolastica, potenziare la digitalizzazione, processo cominciato già  durante il lockdown con l’acquisto, da parte del Ministero di “computer e tablet per la didattica digitale usando un principio che favoriva le famiglie più disagiate”. Inoltre, per settembre, sempre seguendo criteri di reddito familiare, ”libri di testo gratis a settembre, destinati a centinaia di migliaia di studenti”.

Fonte foto:Internet