Le nuove regole sul Reddito di cittadinanza imposte dal governo entrante erano da subito molto chiare: sospensione e tagli per tutte le persone comprese nella fascia di età tra i 18 e i 59 anni a cui il governo avrebbe trovato un’occupazione alternativa.
Il sussidio mensile è stato, infatti, prontamente sospeso per 11 mila persone, ma il piano d’azione del governo a sostegno della formazione e del lavoro non è ancora partito, dunque tutti coloro che necessitano di un supporto economico ora si trovano in grave difficoltà. L’obiettivo del nuovo governo era quello di modificare le modalità del sussidio pratico ai cittadini: dall’erogazione diretta di denaro, a trovare un lavoro effettivo a tutti coloro che percepivano il Rdc. Purtroppo però, ad agosto, il piano non è stato ancora messo in pratica anzi, è evidente che sia ancora in fase di lavorazione mentre tantissime persone ora si trovano letteralmente in mezzo ad una bufera economica.
Ricordiamo che il piano emesso dal governo prevede una retribuzione di 350 euro mensili per un massimo di dodici mesi per tutti coloro che hanno perso il RDC. Bisogna dunque attendere il 1 settembre, data in cui dovrebbe partire questa nuova iniziativa, anche se sono già tantissimi i comuni italiani che hanno denunciato lentezza e problemi tecnici, per cui non si esclude che la transizione tanto voluta dal governo italiano richieda in realtà diversi mesi per essere attuata.

